Berlinale 2020

 

Scritto da Antonio Falcone. Fonte Immagine:MyMovies

Lo scorso giovedì, 20 febbraio, con la proiezione di My Salinger Year, film scritto e diretto da Philippe Falardeau, tratto dall’omonimo romanzo di Joanna Rakoff (edito in Italia da Neri Pozza, Un anno con Salinger) e che vede come principali interpreti Margaret Qualley e Sigourney Weaver, si è aperta la 70esima Berlinale, per la direzione artistica di Carlo Chatrian. La conclusione, con la consueta cerimonia di premiazione, avrà luogo sabato 1 marzo. Nella sezione Competition, 18 titoli in rappresentanza di altrettanti paesi, vi sono anche due film italiani, Volevo nascondermi, per la regia di Giorgio Diritti e Favolacce, diretto da Damiano e Fabio D’Innocenzo. Ambedue i titoli hanno come protagonista Elio Germano. Altri film battenti i nostri colori li troviamo nelle sezioni Berlinale Special Gala (Pinocchio, Matteo Garrone), Panorama (Semina il vento, Danilo Caputo), In Generation (Palazzo di giustizia, Chiara Bellosi e Progresso, un cortometraggio, Marta Anatra), Forum (La casa dell’amoreLuca Ferri; L’invincibileNadia Ranocchi e David Zamagni), Settimana della Critica (Faith, Valentina Pedicini). Il centenario di Federico Fellini trova spazio nella sezione Berlinale Classics, con la proiezione de Il bidone (1950), mentre in Forum Expanded troviamo Ossessione (Luchino Visconti, 1943) e Ostia (Sergio Citti, 1970). I componenti della Giuria Internazionale, presieduta da Jeremy Irons, che deciderà l’assegnazione degli Orsi d’Oro e d’Argento sono:  Bérénice Bejo (Argentina/Francia), Luca Marinelli (Italia), la produttrice Bettina Brokemper (Germania), la regista Annemarie Jacir (Palestina), il drammaturgo e regista Kenneth Lonergan (USA), il critico e regista Kleber Mendonça Filho (Brasile).

Riguardo la composizione delle giurie delle altre sezioni: in Encounters, inedita sezione competitiva intesa a sostenere nuove leve ed offrire maggiore spazio a diverse forme narrative e documentarie nell’ambito del programma ufficiale, i giurati sono Dominga Sotomayor (regista e produttrice, Cile), Eva Trobisch (regista, Germania) e  Shôzô Ichiyama (produttore, Giappone); a loro il compito  di conferire i tre premi previsti, Miglior Film, Miglior Regista, Premio Speciale della Giuria. La sezione Generations prevede che undici bambini e sette adolescenti premino con i Crystal Bears le migliori realizzazioni, mentre  due giurie internazionali conferiranno ulteriori riconoscimenti nella sezioni competitive  Kplus e 14plus: la prima vede come giurati i registi Abbas Amini (Iran), Jenna Bass (Sudafrica) e Rima Das (India), la seconda invece la direttrice della fotografia Marine Atlan (Francia), i registi María Novaro (Messico) ed Erik Schmitt (Germania). La Giuria Internazionale della sezione Cortometraggi è composta dal regista di animazione Réka Bucsi (Ungheria), dalla curatrice Fatma Çolakoğlu (Turchia) e dal regista Lemohang Jeremiah Mosese (Lesotho), quella relativa alla sezione Documentari da Gerd Kroske (Germania), Marie Losier (Francia / USA) e Alanis Obomsawin (Canada) ed infine la giuria che attribuirà il Premio alla migliore opera prima, selezionata fra tutti i titoli in cartellone, da Ognjen Glavonić (Serbia), Hala Lotfy (Egitto) e Gonzalo de Pedro Amatria (Spagna).

L’attrice, teatrale e cinematografica, Helen Mirren riceverà l’Orso d’Oro alla carriera: la cerimonia di premiazione avrà luogo giovedì 27 febbraio con la proiezione di The Queen diretto nel 2006 da Stephen Frears, film per cui l’attrice ha conseguito, fra l’altro,  l’Oscar nel 2007 e la Coppa Volpi nel 2006 alla 63ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di  Venezia, rispettivamente come Miglior Attrice Protagonista e Miglior Interpretazione Femminile.
The Queen è incluso in una retrospettiva comprensiva di altri quattro titoli, con la quale il Festival intende omaggiare l’attrice: Quel lungo venerdì santo (The Long Good Friday, John Mackenzie, 1980), Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante  (The Cook, the Thief, His Wife & Her Lover, Peter Greenaway, 1989), The Last Station (Michael Hoffman, 2009) e L’inganno perfetto (The Good Liar, Bill Condon, 2019). La retrospettiva della 70ma Berlinale è dedicata al  regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense King Vidor (1894 -1982), considerato da Chatrian quale “fonte di ispirazione per coloro che vogliono raccontare il mondo di oggi e le sue trasformazioni”. Di seguito l’elenco dei film della sezione Competition.

 

Berlin Alexanderplatz (Burhan Qurbani, Germania/Paesi Bassi). DAU. Natasha (Ilya Khrzhanovskiy, Jekaterina Oertel, Germania/Ucraina/Regno Unito/Russia). The Woman Who Ran (Hong Sangsoo,  Corea del Sud). Effacer l’historique (Benoît Delépine, Gustave Kervern,  Francia/Belgio). El prófugo (Natalia Meta, Argentina/Messico). Favolacce (Damiano D’Innocenzo, Fabio D’Innocenzo,  Italia/Svizzera). First Cow (Kelly Reichardt,  Stati Uniti). Irradiés (Rithy Panh,  Francia/Cambodia). Le sel des larmes (Philippe Garrel,  Francia/Svizzera). Never Rarely Sometimes Always (Eliza Hittman,  Stati Uniti). Days (Tsai Ming-Liang,Taiwan). The Roads Not Taken (Sally Potter,  Regno Unito). My Little Sister (Stéphanie Chuat, Véronique Reymond,  Svizzera). There Is No Evil (Mohammad Rasoulof, Germania/Czech Republic/Iran). Siberia (Abel Ferrara,  Italia/Germania/Messico). All the Dead Ones Caetano Gotardo, Marco Dutra,  Brasile/Francia). Undine (Christian Petzold,  Germania/Francia). Volevo nascondermi (Giorgio Diritti,  Italia).

 

 

 

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