Il GGG – Il grande gigante gentile

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The BFG – Stati Uniti/Regno Unito/India  2016 – di Steven Spielberg

Avventura/Familiare/Fantasy – 117′

Scritto da Francesco Ruzzier (fonte immagine: imdb.com)

L’amicizia fra un gigante e una bambina nella Londra dell’Ottocento.

Proba​bil​men​te​ era scritto​ da tempo che prima o poi Steven Spielberg si sareb​be​ dovu​to​ misu​ra​re​ con la traspo​si​zio​ne​ del capo​la​vo​ro​ di Roald Dahl: era il 1982 quando​ usciro​no​ Il GGG (libro, ovvia​men​te)​ ed E.T – L’extrater​re​stre,​ due opere desti​na​te​ ad entra​re​ per sempre​ nell’im​ma​gi​na​rio​ collet​ti​vo​ di tutte le gene​ra​zio​ni​ di bambi​ni​ da quel momen​to​ in poi. E se sulla carta il regi​sta​ statu​ni​ten​se​ sembra​va​ esse​re​ una tra le menti più adatte​ per traspor​re​ in imma​gi​ni​ le straordi​na​rie​ paro​le​ del roman​zo,​ il risulta​to​ si è rive​la​to​ purtrop​po​ al di sotto delle aspetta​ti​ve​.

Siamo nella Londra​ dicken​sia​na​ e una bambi​na​ non riesce​ ad addor​men​tarsi:​ vive in un orfa​no​tro​fio​ dove le rego​le​ sono ferree​ e non è permes​so​ rimane​re​ alza​ti​ duran​te​ “l’Ora delle Ombre”. Lei però, spinta​ da un’irre​fre​nabi​le​ voglia​ d’avven​tu​ra,​ si aggi​ra​ tra i corri​doi​ del palaz​zo,​ arma​ta​ di torcia e custo​den​do​ gelo​sa​men​te​ un libro di fanta​sia​ nell’al​tra​ mano. Ad un certo punto, mentre​ è immer​sa​ in una lettu​ra​ clande​sti​na,​ sente un rumo​re​ prove​ni​re​ dall’e​ster​no​ e si affac​cia​ alla fine​stra:​ un gigan​te​ con una sorta di grosso​ trombo​ne​ in mano si muove con circo​spe​zio​ne​ per le vie londi​ne​si​. Lei fa un sussul​to,​ lui si accor​ge​ di lei; la rapi​sce​ ed inizia​ l’avven​tu​ra​.

Il gigan​te​ è il Grande​ Gigan​te​ Genti​le,​ uno che di mestie​re​ va di casa in casa a soffia​re​ dei sogni nelle menti dei bambi​ni​ e quando​ c’è un regi​stra​ del cali​bro​ di Spielberg​ in mezzo, il passag​gio​ dal sogno al cine​ma​ è imme​diato:​ risul​ta​ quasi impos​si​bi​le​ non vede​re​ nella missio​ne​ del gigan​te​ un’analo​gia​ con quella​ del regi​sta​ di Jurassic Park, uno che al cine​ma​ e al suo pote​re​ di creare​ imma​gi​ni​ alle quali crede​re​ cieca​men​te​ ha dedi​ca​to​ tutta la sua vita.

Però, seppu​re​ ci venga rega​la​to​ qualche​ momen​to​ degno di nota, nel complesso​ questa​ volta Spielberg​ non è riusci​to​ a ricrea​re​ un imma​gi​na​rio​ da sogno all’al​tez​za​ del suo nome e di quello​ del roman​zo:​ forse per colpa della produ​zio​ne​ della Disney,​ che già aveva tappa​to​ le ali di Tim Burton con Alice in Wonderland, forse per colpa di un’ecces​si​va​ fidu​cia​ in una CGI questa​ volta non molto convin​cen​te,​ o forse perché​ il proget​to​ è rima​sto chiuso​ in un casset​to​ per troppo​ tempo, perden​do​ quell’in​no​cen​te​ dose di magia con cui era nato.

Voto: 6

  

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