Tess

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Tess – Regno Unito/Francia 1979 – di Roman Polanski

Drammatico/Romantico – 170′

Scritto da A. Graziosi (fonte immagine: imdb.com

Fine Ottecento. Periodo vittoriano. Trasposizione cinematografica del romanzo dell’inglese Thomas Hardy. Si narra la storia di Tess, la cui vita cambiò irreversibilmente in seguito alla scoperta di una probabile discendenza nobiliare della sua poverissima famiglia. Nell’ossessione di recuperare la perduta nobiltà, la bella giovane viene mandata a lavorare presso la più vicina famiglia d’Ubervilles, dove avrà inizio una burrascosa relazione con suo (falso) cugino Alec, del quale Tess non sopporta i modi diretti e sensuali, sebbene sinceri, nel suoi confronti. Finirà poi per innamorarsi del romantico Angel, il quale la esalterà come bellezza angelicata e pura, ovviamente fino alla sua confessione. Altre vicissitudini la condurranno nel percorso di una vita caratterizzata da infelicità e da un infelice destino, del quale è lei la prima convinta artefice e fautrice.

Un ottimo film impreziosito dalle perfette inquadrature di Roman Polanski le quali, unitamente a scenografie e costumi letteralmente da Oscar, ci regalano dei veri e propri quadri di bellezza ed arte cinematografica. Tess ha vinto numerosi premi tra cui l’Oscar per la miglior fotografia (oltre ai due Oscar precedentemente nominati), il Golden Globe come Miglior film straniero e per la Miglior attrice, oltre che tre César, tra cui Miglior Regia.

Bellissima e adattissima anche la colonna sonora del compositore francese Philippe Sarde, che ha preso una nomination all’Oscar. Il film è espressamente dedicato alla memoria della defunta moglie di Polanski, l’attrice Sharon Tate, la quale, affermando che ne avrebbe fatto un grande film, diede al marito da leggere il romanzo “Tess of the d’Ubervilles” e fece ciò proprio l’ultima volta che Polanski la vide prima che fosse brutalmente assassinata.

Una giovanissima e incantevole Nastassja Kinski, figlia del celebre attore Klaus Kinski, è l’attrice ideale per incarnare l’inesperienza e al tempo stesso la sensualità di Tess, protagonista assoluta della storia, la quale non sa bene quale direzione far prendere alla sua vita e quindi si fa spesso trascinare passivamente dagli eventi, convinta, a causa della sua vittoriana e religiosissima educazione, di meritare tutto il peggio possibile che gli si prospetta e di essere indegna poiché impura e dunque meritevole di punizioni divine. Polanski ci tiene a farci capire come Tess sia afflitta, in poche parole, da una sorta di sindrome da destino, declinata prettamente al femminile, che rende la persona in questione capace di tutto affinché la profezia a cui si crede destinata si avveri.

Oltretutto, la sua mancanza di istruzione e la sua ignoranza la annebbiano e le impediscono ancor più di distinguere chi tra i suoi amanti sia disposto ad aiutarla ed apprezzarla (in qualità di stupendo essere umano, femminile e terreno), nonostante i modi a volte brutali e poco da gentleman, e chi invece sia molto gentile e poetico all’apparenza ma uomo conservatore e misogino a conti fatti. Dopo tutto è la stessa questione che rende difficile la vita a Claude (Jean-Pierre Léaud) de Le due inglesi, il quale crede erroneamente di amare maggiormente una delle due sorelle rispetto all’altra, proprio perché è molto facile scambiare una relazione platonica per il co- siddetto “amore vero”.

Molto più difficile è combattere contro preconcetti e sensi di colpa che rovinano l’esistenza di Tess e di molte altre persone animate da un autolesionistico spirito di sacrificio. A proposito di sacrificio, da notare, tra le altre, la suggestiva scena presso Stonehenge, luogo-simbolo per eccellenza della superstizione, che mieteva e miete molte inconsapevoli “vittime sacrificali”.

Voto 9

 

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