Together

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Tillsammans – Svezia/Danimarca/Italia 2000 – di Lukas Moodysson

Commedia/Drammatico/Romantico – 106′

Scritto da Francesco Carabelli (fonte immagine: imdb.com)

Svezia anni ’70. La notizia della morte di Francisco Franco giunge anche nella comune “Insieme”. La notizia sarà accompagnata dall’arrivo della sorella e dei nipoti di uno dei membri della comune. La fuga dalla vita familiare sarà una prova, ma anche un’occasione per cambiare le proprie abitudini e cercare una soluzione ai problemi che hanno messo a rischio l’unità della famiglia.

Il cinema svedese sa raccontarci storie interessanti, capaci di farci riflettere sulla nostra vita e su quella della nostra società. Together è certamente un film brillante che sa raccontarci pregi e difetti della vita in comunità, quella della piccola comune “Insieme” che raggruppa alcune famiglie controcorrente che, abbracciando il socialismo, decidono di vivere insieme sotto lo stesso tetto. La comune deve fare i conti con il mondo esterno, in particolare dopo l’arrivo in essa della sorella e dei figli di uno dei membri, a causa dell’allontanamento di questa dal marito, dopo un violento litigio.

Le scelte dei membri della comune vengono messe in discussione dall’arrivo dei nuovi inquilini, che riescono a far decidere per l’acquisto di una televisione e per il consumo seppur moderato di carne. Il mondo nella comune sembra comunque essere ribaltato rispetto al mondo esterno, anche dalla trasgressione sessuale dei loro membri, che si danno senza problemi all’omosessualità e a rapporti al di fuori dei vincoli coniugali. Una comunità sui generis in cui i nuovi membri gradualmente si integrano, anche i piccoli.

Questa esperienza sarà per loro un modo per rivedere la vita familiare, trovando in parte una soluzione ai problemi sorti nei rapporti tra moglie-marito e figli.

Il lieto fine rende più gradevole la pellicola che già di per sé comunque offre momenti di ilarità allo spettatore. La solidarietà che si crea tra le famiglie sembra essere la chiave di lettura per una vita nuova che sappia andare al di là dei limiti personali ed egoistici del singolo. Sembra dunque esserci una permeabilità tra il mondo esterno e quello della comune alla ricerca di un equilibrio fruttuoso per entrambe le parti. A colpirci è poi quella fenomenologia dell’amore adolescenziale con le sue complicazioni date dal contatto con il mondo degli adulti che cercano di approfittare dell’innocenza dei più giovani, per sfogare i propri problemi e le proprie paure.

Un film corale che conferma un regista svedese, giovane ma di carisma, come Lukas Moodysson, che sa trattare con allegria, ma senza essere superficiale, anzi con parecchio spirito critico la vita delle comuni svedesi negli anni ’70, impregnate di spirito hippie, ma comunque vicine alle tentazioni massimaliste della protesta degli anni ’60. La psicologia dei personaggi è molto ben approfondita, regalandoci delle figure singolari che co-munque hanno un riscontro nella realtà di quegli anni. Buona prova degli attori, tra i quali da segnalare un giovane Michael Nyqvist, poi protagonista della trilogia cinematografica di Millenium. La nudità, molto spesso gratuita ci ricorda di una cultura nordica, talvolta di liberi costumi, che può colpire lo spettatore latino, poco avvezzo a questo genere di espressioni artistiche. Un film equilibrato, dalla regia ben curata anche se non innovativa.

Voto: 7

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