Suffragette

MV5BMjA2NDYxOTI1MV5BMl5BanBnXkFtZTgwOTgyMjU3NjE@._V1_SY1000_SX675_AL_

Suffragette – Regno Unito/Francia 2015 – di Sarah Gavron

Drammatico/Storico – 106′

Scritto da A. Graziosi (fonte immagine: imdb.com)

Suffragette è il film sugli anni caldi della lotta per l’emancipazione femminile che portò le donne alla conquista del voto nel Regno Unito.

Nelle piazze Emmeline Pankhurst (il Premio Oscar Meryl Streep), attivista e politica britannica, guidava il movimento suffragista femminile​ del Regno Unito alla vigilia della prima guerra mondiale e infervorava le donne gridando “Noi non siamo contro la legge! Noi vogliamo fare la legge!”; intanto Maud Watts (Carey Mulligan, vincitrice del BAFTA e candidata all’Academy Award per An Education per cui è diventata una delle attrici più acclamate della sua generazione) lavorava in fabbrica​ per 13 ore al giorno, dall’e di 8 anni. E subire le pesanti avances del padrone era normale e Maud e le sue compagne sono tra le pioniere del lungo percorso verso la conquista della pari dei diritti. Questo si racconta in Suffragette, un film che parla della lotta delle donne, iniziata​ con l’ottenimento del voto.

Un team di filmma​kers​ preva​len​te​men​te​ al femmi​ni​le​ mette abilmen​te​ in scena e ripor​ta​ alla luce un pezzo di storia​ gene​ral​men​te​ poco sotto​li​nea​to​ nei libri scola​sti​ci,​ ovve​ro​ quello​ del primo femmi​ni​smo​ mili​tan​te​ ingle​se​.

Di soli​to​ viene narra​to​ di donne bene​stan​ti​ e ben vesti​te​ che sfila​no​ bianco​-vesti​te,​ ma Suffragette, diret​to​ da Sarah Gavron (nomi​na​tion​ BAFTA Award e BIFA Award per Brick Lane), e sceneg​gia​to​ da Abi Morgan​ (The Hours, The Iron Lady, Shame), si pone l’obiet​ti​vo​ di supe​ra​re​ questo​ pregiu​di​zio​ e di mostra​re​ il culmi​ne​ della lotta di donne di tutte le età e condi​zio​ni​ socia​li​ per otte​ne​re​ pari dirit​ti​. Una lotta che nel secon​do​ decen​-​ nio del Nove​cen​to​ (1912) smette​ di esse​re​ paci​fi​ca​ e divie​ne​ estrema​men​te peri​co​lo​sa​ per chi la intra​pren​de​ venen​do​ stigma​tiz​za​ta​ e ostaco​la​ta​ dal gover​no​ al pari di quella​ anarchi​ca​.

 Chiave​ foca​le​ del punto di vista di Suffragette è Maud (Carey Mulligan), perso​nag​gio​ fitti​zio​ – ispira​to​ da più donne realmen​te​ esisti​te​ – che si ritro​va​ a vive​re​ fatti realmen​te​ acca​du​ti​ stori​ca​men​te​ e a cono​sce​re​ le principa​li esponen​ti​ del femmi​ni​smo​ dell’e​po​ca,​ in gradua​le​ avvi​ci​na​men​to​ alle sue “mili​zie”​. Visto che, pur senza volon​tà​ di colpi​re​ esseri​ umani – di vera e propria​ guerri​glia​ urba​na​ si trattò​ (taglio​ delle comu​ni​ca​zio​ni,​ viola​zioni​ di proprie​tà​ priva​ta,​ etc.), la regi​sta​ punta molto sulla came​ra​ a spalla​ per dare un tocco maggio​re​ di vivi​di​tà​ alle scene di azione,​ che nel film sono parec​chie​ e fonda​men​ta​li​ per il ritmo e il raccon​to​ della storia​.

Nel mare di period biopic – spesso​ purtrop​po​ un po’ manie​ri​sti​ci​ – che hanno “inva​so”​ le sale negli ulti​mi​ anni, la regi​sta​ Sarah Gavron, con il suppor​to​ delle produt​tri​ci​ Faye Ward e Alison​ Owen, opta per un apprez​za​bi​le​ approc​cio​ più moder​no​ che accor​ci​ le distan​ze​ con il pubbli​co​. Pur basando​si​ su una sugge​sti​va​ palet​te​ di colo​ri​ viola e verde (quelli​ della bandiera​ femmi​ni​sta),​ i repar​ti​ foto​gra​fi​ci,​ sceno​gra​fi​ci,​ costu​mi​ e trucco​ hanno coope​ra​to​ in un’uni​ca​ dire​zio​ne:​ quella​ di non abbel​li​re​ o stiliz​za​re​ ecces​si​va​men​te​ ambien​ti​ e attri​ci,​ cercan​do​ di confe​ri​re​ reali​smo​ e contempo​ra​nei​tà​ al mondo di Suffragette. Donne con forze e debo​lez​ze,​ come quelle​ di oggi, ma che si ritro​va​no​ a vivere​ nell’e​sa​spe​ra​to​ conte​sto​ del passa​to​ che, soprat​tut​to​ scenden​do​ nella scala socia​le,​ le vede nel quotidia​no​ subì​re​ perché​ prive di dirit​to​ di voto, di proprie​tà​ e di digni​tà​.

Le inter​pre​ta​zio​ni​ sono senza dubbio​ eccel​len​ti​ e il casting​ è perfet​ta​men​te​ azzec​ca​to:​ dispia​ce​ quasi appun​to​ che non sia stato dato più spazio​ ad alcu​ne suffra​get​te​ copro​ta​goni​ste​. Sotto questo​ aspetto​ il film si rive​la​ un po’ inde​ci​so​ se buttar​si​ sulla cora​li​tà​ o sul cano​ni​co​ prota​go​ni​sta​ unico, lasciando​ perso​nag​gi​ inte​res​san​ti​ un po’ sacri​fi​ca​ti​ sull’al​tare​ di una più semplice​ e tradi​zio​na​le​ imme​de​si​ma​zio​ne​.

Voto: 7

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: