Lei

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Her – Stati Uniti 2013 – di Spike Jonze

Drammatico/Romantico/Fantascienza – 126′

Scritto da A. Graziosi (fonte immagine: imd.com)

Ambientato a Los Angeles in un futuro non molto lontano, Her segue le vicende di Theodore (Joaquin Phoenix), un uomo profondo e complesso che si guadagna da vivere scrivendo lettere molto personali e toccanti per conto di altre persone. Distrutto dalla fine di una lunga relazione, inizia a intrigarsi per un nuovo sistema operativo avanzato che promette di essere a tutti gli effetti un’enti unica e intuitiva. Appena lo avvia, con suo grande divertimento fa la conoscenza di “Samantha”, una brillante voce femminile (Scarlett Johansson nella versione originale) che dimostra di essere perspicace, sensibile e sorprendentemente spiritosa. Man mano che le esigenze e i desideri di lei crescono, in tandem con quelli di lui, la loro amicizia matura fino a diventare un vero e proprio amore corrisposto.

A metà tra le atmo​sfe​re​ sospe​se​ e futu​ri​sti​che​ di Lost in traslation di Sofia Coppola e il narci​si​smo​ di Christopher Lambert in I love you di Ferreri che si inna​mo​ra​ di un masche​ra​-gadget​ a forma di volto femmi​nile​ che ripe​te​ solo che lo ama, il nuovo film di Spike Jonze, Her, in concorso​ per il Festival Internazionale del Film di Roma non può purtroppo​ vanta​re​ grande​ origi​na​li​tà,​ nono​stan​te​ gli entu​sia​smi​ inizia​li​ della stampa​. Si ha nel corso della visio​ne​ l’impres​sio​ne​ che le diffi​col​tà​ riscon​trate​ nella lunga gesta​zio​ne​ del film lo abbia​no​ infi​cia​to​ in qualco​sa:​ non è un caso forse che il famo​so​ regi​sta​ Soderbergh (che cura il montag​gio​ dei propri​ film sotto pseudo​ni​mo)​ abbia aiuta​to​ a ridur​re​ la dura​ta​ della pelli​cola​ da due ore e mezza a novan​ta​ minu​ti​.

  

Il proble​ma​ princi​pa​le​ di Her è che comin​cia,​ in modo discre​to,​ con grandi​ ambi​zio​ni​ da film a tesi e prende​ nella secon​da​ parte una sorta di deri​va,​ trala​scian​do​ quasi del tutto qualsia​si​ tipo di distan​za​ o punto di vista criti​co o ironi​co​ nei confron​ti​ del prota​go​ni​sta,​ verso il quale c’è anzi una certa indul​gen​za​ “furbet​ta”​ in vista di possi​bi​li​ e inevi​ta​bi​li​ identi​fi​ca​zio​ni​ da parte del pubbli​co​. Dalle premes​se​ inizia​li​ di inda​gi​ne​ e anali​si​ del feno​me​no di inna​mo​ra​men​to​ di un software​ e di una tecno​lo​gia​ che compia​ce​ il narci​sismo​ di chi la possie​de,​ si passa con noncha​lan​ce​ alla giusti​fi​ca​zio​ne​ indi​scus​sa​ di tutto, con il prete​sto​ che la storia​ narra​ta​ si allar​ghi​ improv​vi​samen​te​ a meta​fo​ra​ di una ogni storia​ vissu​ta​ plato​ni​ca​men​te​.

Emergo​no​ molte somi​glian​ze​ anche con The zero theorem, il nuovo film di Gillam: il tema della mancan​za​ di comu​ni​ca​zio​ne​ diret​ta​ nell’e​ra​ delle tele​co​mu​ni​ca​zio​ni​ è presente​ in entram​bi​ ma Terry Gilliam non conce​de​ questi​ “sconti”​ a Qohen Leth/Christoph Waltz perché​ mostra​ la sua terribi​le​ soli​tu​di​ne​ di un uomo ha perso persi​no​ il desi​de​rio​ di un contat​to​ con i suoi simi​li,​ diven​tan​do​ egli stesso​ una specie​ di orga​ni​smo​ arti​fi​cia​le​. Mentre​ emerge​ in Qohen tutta la proble​ma​ti​ci​tà​ e nevro​ti​ci​tà​ del disa​bi​tuarsi​ ai rappor​ti​ umani, Spike Jonze con il suo Theodo​re/​Joaquin Phoenix sorvo​la​ la questio​ne​ quasi prenden​do​la​ sotto gamba (grazie​ all’inse​rir​si​ del roman​ti​ci​smo​ e della spiri​tua​li​tà)​ pur essen​do​ in teoria​ il tema del film, e pensan​do​ che sia suffi​cien​te​ il suo esse​re​ “intro​ver​so​ e sensibi​le”​ a spiega​re​ tutta la profon​di​tà​ e la psico​lo​gia​ di un perso​nag​gio​ del gene​re​. Vedia​mo​ Theodo​re​ rifiu​ta​re​ il perso​nag​gio​ di Olivia Wilde in cambio​ di un illu​so​rio​ rappor​to​ con questa​ voce rassi​cu​ran​te,​ la quale, più che una vera enti​tà​ con cui inte​ra​gi​re,​ sembra​ anzi spesso​ il corri​spet​ti​vo​ tecno​lo​gi​co​ de La cagna del già cita​to​ Marco Ferreri, un qualco​sa​ che viene acce​so​ a piaci​men​to​ e al biso​gno,​ quando​ ci si sente soli: tutto è abbastan​za​ norma​le,​ niente​ di grave, anzi, si conti​nua​ sulla stessa​ strada​ fino al limi​te​ e senza capi​re​ dove si voglia​ ben anda​re​ a para​re​.      

In questo​ senso è inevi​ta​bi​le​ pensa​re​ che non si vada molto in profon​di​tà​ e che Her sia un film forse troppo​ ambi​zio​so​ rispet​to​ alle conclu​sio​ni​ e al risulta​to​.

Nemme​no​ la regia sembra​ brilla​re​ parti​co​lar​men​te​ in quanto​ molto anco​rata​ al concet​to​ di “inti​mi​tà”​ con il prota​go​ni​sta​ e con Saman​tha,​ moti​vo​ per cui primi e primis​si​mi​ piani abbon​da​no​ senza conce​de​re​ molto allo stile. La vera nota posi​ti​va​ è l’inter​pre​ta​zio​ne​ di Joaquin Phoenix, impecca​bi​le​ e in parte come sempre​. Nono​stan​te​ i difet​ti​ concla​ma​ti,​ Her resta comun​que​ un film nel comples​so​ discre​to,​ per lo più godi​bi​le​ come il confor​te​vo​le​ mondo pastel​lo​ descrit​to​ in esso, anche se con il passa​re​ del tempo non rima​ne​ molto…

Voto: 6

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