Fenomeni paranormali incontrollabili

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Firestarter – Stati Uniti 1984 – di Mark L. Lester

Azione, Horror, Fantascienza – 114′

Scritto da Francesco Carabelli (fonte immagine: imdb.com

Il padre di famiglia Andy McGee è in fuga con la giovane figlia Charlie da degli agenti governativi che sono sulle loro tracce perchè interessati ai loro poteri paranormali. I due riescono in un primo tempo a fuggire, ma dovranno fare successivamente i conti con le forze dell’ordine e sottoporsi ad una serie di esperimenti. Il loro destino è però già segnato…

Una produzione solida, nel puro stile De Laurentis, capace di regalarci pellicole che sono rimaste nella storia del cinema. Quest’opera rientra in quel filone di pellicole sul paranormale che hanno caratterizzato gli anni a cavallo tra i ’70 e gli ’80 e che hanno visto impegnata in particolare la MGM nella loro produzione. Ricordo opere di De Palma come Fury o Carrie lo sguardo di Satana o altre opere come Audrey Rose che hanno portato alla ribalta attori come Anthony Hopkins.

Alla base di tutte queste pellicole, come di altre del periodo, sta il rapporto tra mondo dei normodotati e mondo dei dotati di poteri soprannaturali, che vengono discriminati per questi poteri o addirittura ricercati dalla giustizia perché ritenuti pericolosi o perché possibili armi da utilizzare in una guerra atomica tra le due superpotenze (il muro di Berlino non era ancora crollato). L’altro, il diverso, il superdotato risulta essere un pericolo o un vantaggio a seconda dei casi, ma comunque viene segregato e vive dram- maticamente questa sua diversità che può condividere sono con pochi altri.

La storia che sta alla base della pellicola diretta da Mark L. Lester è quella di un padre, cavia di un esperimento, svolto dal governo americano tramite un suo dipartimento speciale, su alcuni giovani ai quali viene somministrato un potente ipnotico (Lot Six) allo scopo di saggiarne le capacità contro un ipotetico nemico, e della figlia nata dal rapporto con un’altra donna cavia e dotata di poteri straordinari di pirocinesi, ovvero combustio- ne degli oggetti con la forza del pensiero.

Potete immaginare l’interesse del governo per questi due soggetti e la conseguente caccia all’uomo scatenata contro questa famiglia. L’opera è ispirata al celebre romanzo di Stephen King “L’incendiaria” e non manca di affascinare lo spettatore per gli effetti speciali, per l’epoca sorprendenti, e molto realistici con vere e proprie combustioni e roghi. Il regista porta avanti la pellicola senza infamia e senza lode, ma con una costruzione solida, tipica del cinema americano e tecnicamente ineccepibile.

Buona l’interpretazione dei protagonisti e del cast nel complesso. Peccato per la posizione di secondo piano nella quale è relegato Martin Sheen. La piccola Drew Barrymore, già protagonista dell’ E.T. spielberghiano mostra qui il meglio che si possa aspettare da un’attrice di otto anni. Tutto sommato il film è oggi un classico dei film del genere, e ci fa passare due ore piacevoli e appassionanti, anche se è ben lontano dall’essere un’opera d’arte. Piace il ritratto ben riuscito dell’America anni ’80 e la contrapposizione tra legge e cuore dell’America profonda.

Voto: 7

 

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