Ava

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Ava – Francia 2017 – di Léa Mysius

Drammatico/Romantico – 105′

Scritto da Francesco Ruzzier (fonte immagine: imdb.com)

Ava è una ragazzina di 13 anni e, come tutte le ragazzine di 13 anni, è entrata in una fase della crescita in cui non sa esattamente ciò che vuole dalla vita: conosce quel che non sopporta più, come la mamma e la sorella, ma non è ancora consapevole di quali siano i suoi gusti, le sue passioni, la sua personalità. Mentre aleggia annoiata tra i bagnanti di una località turistica sulla costa atlantica, le appare quello che diventerà istantaneamente il suo desiderio più profondo: Ava vuole un cane. Come tutte le ragazzine di 13 anni che vogliono qualcosa, senza dire niente a nessuno, va e se lo prende.

Inizia così Ava di Léa Mysius e, in un certo senso, proseguirà lungo questa strada: è un viaggio che segue gli istinti, le emozioni e le incoerenze della sua protagonista, guidando lo spettatore attraverso un racconto che riesce a trasmettere un senso di libertà (narrativa ed emotiva) che a tratti lascia davvero sbalorditi. Funziona perché la giovanissima Noée Abita è semplicemente perfetta; funziona perché ogni elemento del film, dal montaggio ai giochi di luce, dall’uso dei colori a quello tagliente e mai banale dell’umorismo, riesce ad essere perfettamente cucito addosso ad ogni sfaccettatura della personalità della protagonista, creando in questo senso un’idea di narrazione estremamente coinvolgente, a tratti sorprendente.

Un esordio, quello di Léa Mysius, che riesce infatti a dare coerenza ad un percorso di crescita personale incredibilmente sfaccettato, che spazia dai momenti onirici al videoclip, dalla suspence alla commozione senza mai scadere in scelte banali o scontate. Un itinerario narrativo che riesce anche ad esplorare i diversi volti della Francia, mostrandone prima i luoghi più turistici e borghesi per arrivare fino ai campi rom; anche in questo caso, sfruttando lo sguardo senza pregiudizi della protagonista, senza cadere in facile retorica.

A tratti un po’ Les Combattants di Thomas Cailley, che nel 2014 trionfò alla Quinzaine, a tratti Moonrise Kingdom di Wes Anderson e La rabbia giovane di Terrence Malick, Ava non rischia però mai l’effetto del già visto, smarcandosi molto bene da qualsiasi inflazione visiva, dimostrando costantemente di avere la forza di camminare sulle proprie gambe, in modo deciso, lungo la propria strada.

Voto: 8

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