Ulidi piccola mia

MV5BZTliOGNmMzgtNTlhZS00NmFlLTgyMDctYTM3Y2MwNzcyNjZhL2ltYWdlXkEyXkFqcGdeQXVyMjIyMDk1Nzg@._V1_UY268_CR3,0,182,268_AL_

Ulidi piccola mia – Italia 2011- Mateo Zoni

Drammatico – 67′

Scritto da Francesco Carabelli (fonte immagine: imdb.com)

La storia di Paola, adolescente emiliana di origine marocchine: la sua famiglia, il suo disagio, la vita in comunità, il lavoro, la scuola, lo svago.Una giovane alla ricerca di un futuro migliore. La maggiore età come traguardo e sfida….

Il regista Mateo Zoni, documenta con diligenza, ma senza sprazzi di genio, la vita di Paola, ragazza con problemi psicologici, alle soglie della maggiore età. Scopriamo, nel corso della pellicola, perché Paola viva in una comunità protetta e, contemporaneamente, vediamo emergere il background familiare da cui emerge la storia di sofferenze di Paola: una famiglia interrazziale, un padre tradizionalista e anziano, una madre che cerca, nonostante tutto di amare e di prodigarsi per la figlia (la chiama Ulidi, in marocchino “piccola mia”). Scopriamo la difficoltà del vivere in comunità, convivendo con altre ragazze che hanno problemi simili e sono alla ricerca di affetto e identità. Per fortuna per Paola c’è anche una vita fuori dalle mura della comunità e lontano da quelle familiari. Il futuro è nella frequenza della scuola per estetisti e parrucchieri e nel lavoro estivo come parrucchiera, che il regista documenta abilmente. Tutta la narrazione ruota intorno a Paola, pochi sono i momenti in cui Paola non è al centro delle inquadrature. La macchina da presa è alla costante ricerca della sua storia, lasciando trasparire il disagio esistenziale di un’adolescente, che oltre alle difficoltà legate al passaggio dall’età infantile a quella adulta, deve fare i conti con un passato di abusi e con due tentativi di suicidio. Quello che colpisce di questo documentario è l’equilibrio che il regista riesce a dare al racconto, costruendo una narrazione che scava nel passato con delicatezza e che si conclude con la speranza di un futuro migliore, alle soglie del diciottesimo compleanno di Paola. In ciò aiuta anche la bella colonna sonora di Piernicola di Muro.

Quello che emerge è la difficoltà di Paola di convivere con il proprio passato, legata ad una forte determinazione della ragazza nel dare una svolta alla propria vita. Questa è una vera e propria sfida che non affronta da sola, ma grazie agli educatori della comunità che si impegnano a spronarla a costruirsi un futuro e nel farle apprezzare i momenti di gioia con gli amici della comunità, pur avendo presente le limitazioni che una vita come questa può avere.

Il documentario si ispira al libro di Maria Zirilli, “Fuga dalla follia. Viaggio attraverso la legge Basaglia”.

L’opera di Zoni ha trovato il sostegno della Cineteca di Bologna e di parecchie istituzioni, dato l’alto valore educativo.

Voto: 7

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: