Il primo giorno d’inverno

locandina-84

Il primo giorno d’inverno – Italia 2008 – di Mirko Locatelli

Drammatico – 88′

Scritto da Francesco Carabelli (fonte immagine: mymovies.it)

Valerio, giovane adolescente, vive con difficoltà i rapporti con i suoi coetanei e cerca uno spazio nel mondo. Sembra riuscire a trovarlo, ma poi la morte del suo compagno di banco lo sprofonda nel dolore, ma sarà lo spunto per una vita nuova…..

Solleticato dall’idea di vedere un buon film appartenente al cinema indipendente italiano, ho ritagliato un paio d’ore per visionare Il primo giorno d’inverno di Mirko Locatelli, che ha partecipato in una sezione collaterale del Festival del cinema di Venezia nel 2008. Purtroppo la delusione è stata massima; se, da un punto di vista tecnico il film può reggere il confronto con altre pellicole, dal punto di vista recitativo, le intenzioni del regista rimangono abbozzate. Come emerge anche dalla scheda disponibile sul sito internet che pubblicizza il film, intenzione dell’autore era quello di rappresentare la solitudine e l’individualismo nei quali vivono gli adolecenti di oggi, tanto più se hanno dei problemi di integrazione nella comunità che sia quella della classe scolastica o quella del gruppo sportivo.

La recitazione stentata dei giovani attori, fa passare solo parzialmente questo messaggio, che rimane solo sulla carta. Il realismo è preso nella sua parte più deteriore, ossia vi è una somiglianza con la vita reale, ma manca quella poetica che in altri film (penso qui a quelli dei Dardenne che pur sono molto vicini alla realtà) permea le vicende dei personaggi. Il problema è quindi, non tanto nella messa in scena o nella fotografia, quanto nella capacità interpretativa e nella consistenza della storia raccontata che avrebbe potuto essere approfondita meglio e resa più esplicita.

La storia del giovane Valerio, adolescente solitario e complessato che vive con difficoltà il rapporto con i suoi coetanei avrebbe potuto essere affrontata anche con meno stereotipi e con maggiore aderenza alle reali condizioni dei giovani di oggi; anche se certo non manca realismo, manca uno spunto narrativo che distingua l’opera d’arte dalla pura realtà e ne faccia un unicum che racchiude in sé un messaggio più ampio. Speriamo che le prossime opere del regista sappiano maturare da questo punto di vista, creando dei personaggi più sfaccettati, meno macchiette e più plastici e reattivi, meno imbalsamati. Il paragone è d’obbligo tra questa pellicola e altre pellicole che affrontano temi simili, penso qui al cinema canadese di Xavier Dolan o, per guardare in Italia, a pellicole come Fame Chimica che hanno saputo trasmettere con realismo, ma anche con maggiore lirismo i mali che affliggono la gioventù contemporanea.

Voto: 4

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