Due giorni, una notte

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Deux jours, une nuit – Belgio/Francia/Italia 2014 – di Jean-Pierre e Luc Dardenne

Drammatico – 95′

Scritto da Francesco Ruzzier (fonte immagine: imdb.com)

Il film nasce da un progetto a cui i fratelli Dardenne stanno lavorando da anni, incentrato sugli effetti della crisi finanziaria nella vita delle persone comuni. La Cotillard intepreta Sandra, una giovane donna che ha un solo fine settimana, due giorni e una notte, per convincere i suoi colleghi a rinunciare ai loro bonus per poter mantenere il suo posto di lavoro. Ad aiutarla nell’impresa sarà il marito, interpretato da Fabrizio Rongione.

Il cinema dei fratelli Dardenne ha da sempre fatto della semplicità  il punto di forza della sua efficacia: i due registi belgi si sono ogni volta “limitati” a seguire passo passo i loro personaggi, costringendo così lo spettatore a vivere sulla propria pelle tutte le ingiustizie che sono soliti subire i protagonisti. La vicenda raccontata da Two Days, One Night presenta ancora una volta questa peculiarità: Sandra (Marion Cotillard) ha solamente un weekend di tempo per convincere nove dei suoi sedici colleghi a rinun- ciare al proprio bonus di 1000 euro in modo che lei possa mantenere il posto di lavoro. La macchina da presa segue la protagonista in ogni singolo incontro con i vari colleghi, riuscendo così a creare un filo diretto tra la protagonista e lo spettatore, il quale si ritrova a provare sulla propria pelle le frustrazioni e le gioie vissute dalla donna. I Dardenne, calibrando perfettamente i tempi e l’ordine con cui ogni cosa accade, riescono a prendere per mano lo spettatore e, nonostante tutto appaia naturale e spontaneo, ad avere il controllo totale su di lui e su quali debbano essere le sue emozioni. Two Days, One Night si dimostra essere l’ennesima, perfetta, riflessione sulla realtà in cui le persone meno abbienti sono costrette a vivere, riuscendo in questo caso a ricreare perfettamente le dinamiche di una società  che vive in un periodo di crisi economica ed è dominata dal denaro, in cui le persone appartenenti alle classi più basse finiscono inevitabilmente a fare la lotta tra di loro mentre i loro capi le guardano dall’alto con assoluta indifferenza.

Voto: 9

 

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