Brian di Nazareth

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Life of Brian – Regno Unito 1979 – di Terry Jones

Commedia – 94′

Scritto da Dmitrij Palagi (fonte immagine: ivid.it)

Tutti conoscono la vita di Gesù, quasi nessuno quella di Brian, nato la stessa notte del figlio di Dio e destinato a diventare un importante Messia, impegnato politicamente per la cacciata degli imperialisti romani. I Monty Python, comprendendo la grandezza della vita di Brian, hanno deciso di raccontarla…

Un film sacro (in senso laico), fortemente antireligioso, dove con il termine religione si intende comprendere anche la politica.

Blasfemo per qualsiasi confessione, irriverente e cinico: in Italia non sarà possibile vederlo fino al 1991 (anche per un nudo integrale di Brian).

Caos epico che mescola il Nuovo Testamento con scene di Guerre Stellari, il discorso della Montagna con la litigiosità dei gruppi antimperialisti, la frammentarietà delle scene e un unico messaggio di fondo, teso ad affermare il diritto al dissenso, a urlare “io no” quando la folla si omologa a quello che dice il messia di turno.

L’assurdo e l’esagerazione non hanno limiti, quindi tutto funziona, la volgarità non si mostra come tale ma è funzionale al nonsense. Un modo per riprendere il controllo rispetto alla realtà, o almeno limitare il senso di impotenza.

La tensione sociale e la crisi economica, in una parte dell’Europa occidentale, stanno salendo e si percepisce una sorta di decadenza britannica. In questo clima George Harrison (ex Beatle) dà vita alla HandMad e produce Brian di Nazareth, terza pellicola dei Monty Python (come collettivo).

La struttura narrativa perde apparentemente di senso, tutto si incrocia e mescola all’assurdo (di cui Terry Gilliam si mostra già esperto artigiano). La provocazione solo apparentemente è schiacciata sul senso comune e popolare, nascondendo una profondità culturale che spinge a reazioni isteriche i sacerdoti delle varie confessioni (anche politiche).

Come negli altri film dei Monty si mescolano gli elementi fondanti degli altri generi, dal musical alla fantascienza, dal film biblico al cinema d’azione. Tuttologia applicata alla satira.

L’intelligenza sta nell’attaccare i fondamenti del pensiero di massa, capace di inebetire intere popolazioni. Il problema sta in chi si limiterà a ridere, senza cogliere gli spunti di riflessione e in chi sarà incapace di una sana dose di autocritica.

Nelle edizioni italiane del film esistono due versioni del doppiaggio ma per entrambe vale in consiglio della lingua originale. A differenza di altre pellicole (si pensi a Frankenstein Junior) qui non si brilla nel doppiaggio ed è preferibile faticare un po’ di più seguendo i sottotitoli.

Dal 2006 esiste il premio Brian, istituito dall’Unione Atei Agnostici Razionalisti. Chi si dovesse ancora arrabbiare guardando questa pellicola meriterebbe il premio bischero, dell’associazione bigotti ignoranti.

Un caposaldo della satira e dell’ironia, fa bene al cervello.

“Certi chiamati Romanes vanno la casa”

Voto: 8

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