L’eredità

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Arven – Danimarca 2003 – di Per Fly

Drammatico – 115′

Scritto da Francesco Carabelli (fonte immagine: imdb.com)

La morte del padre Axel apre un vuoto nella reggenza dell’acciaieria di famiglia. La madre chiama il figlio Christoffer, da anni lontano dalla Danimarca, a reggere le sorti dell’azienda, contro la sua volontà e la volontà del resto della famiglia.

Sarà l’inizio di un duro confronto con la realtà che vedrà Christoffer perdere la battaglia per la propria felicità coniugale ed impegnarsi sempre più in ambito lavorativo.

Al centro della trilogia che il regista danese Per Fly ha realizzato all’inizio del XXI secolo vi è la società danese. Ogni film ha come scopo quello di mostrare una parte della società danese, di darcene un ritratto verosimile e appassionato, che non manca di superare la nostra immaginazione. Così, se il primo film della trilogia, La panchina, ci mostra la classe sociale inferiore con le sue contraddizioni e vizi, in particolare l’alcool, e il film che chiude la trilogia Gli Innocenti, (forse il film più politico) ci mostra la classe media e le implicazioni della media borghesia con l’attivismo politico, L’eredità film cardine della trilogia ci mostra l’alta borghesia e i problemi che deve affrontare in questo inizio millennio, problemi dovuti alla crisi economica e alla ristrutturazione industriale.

Ma il film, pur toccando temi che hanno un valore sociologico rilevante, ci presenta anche il ritratto particolare di una famiglia, dei suoi problemi, pur nell’agiatezza e dei conflitti intrafamiliari a seguito della morte per suicidio del capofamiglia. Toccherà , sotto insistenza della madre, al figlio Christoffer, prendere in mano le redini dell’acciaieria di famiglia e traghettarla verso la fusione con un gruppo francese. Questi eventi segneranno radicalmente la vita di Christoffer provocando in lui un cambiamento nei rapporti con la moglie, attrice svedese in via di affermazione, e alla fine la rottura, sofferta anche se inevitabile. La responsabilità lavorativa va a confliggere con la responsabilità familiare, la felicità del focolare deve fare i conti con il mondo  e il calore dell’affetto coniugale si stempera nella freddezza e nel calcolo economico. Per Fly  non si esime dal mostrarci la durezza della vita del protagonista e l’inquietudine continua che trova sfogo solo nella brutalità di uno stupro o nel consumo smodato dell’alcool. Il protagonista è interpretato da Ulrich Thomsen ai più noto per la sua prestazione in Fe- sten che gli valse la nomination agli EFA 1998.

L’attore si cala nella parte immedesimandosi nei dubbi e nei conflitti interiori del protagonista e mostrando piena consapevolezza dell’intenzioni del regista di voler ritrarre anche l’elemento brutale di una società moderna e acculturata, che deve fare i conti con gli istinti di sopravvivenza del singolo. Ciò non toglie che in alcuni frangenti il protagonista non mostri un’umanità più completa che confligge con i limiti imposti dalla parte che deve recitare in quanto imprenditore. È questo equilibrio che ci sorprende nell’opera del regista danese, mai sopra le righe ma capace di tratteggiare secondo i canoni di Dogma ’95, la complessità dell’uomo nelle sue sfaccettature che uniscono dolcezza e amore a istinto e animalità.

Una passione per l’uomo che rende il regista capace di non fermarsi alla superficie delle cose con un taglio fenomenologico, ma di scendere in profondità e sviscerare dall’interno l’anima umana con una modalità tutta sua che ci ricorda un modo di fare tipico del cinema nordico, penso qui in particolare a Ingmar Bergman, avvicinandosene anche per i richiami teatrali ma allo stesso tempo scostandosene per la minore teatralità e verbosità della recitazione. I silenzi e i momenti di quiete sono armonico contrappunto ai dialoghi e parte rilevante della pellicola. Spiace che questo regista talentuoso sia ai più sconosciuto anche se i suoi film hanno goduto di doppiaggio italiano e diffusione nelle nostre sale. Sarà interessante sapere cosa ci riserverà Per Fly dopo questa realistica trilogia….

Voto: 8

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