All is lost – Tutto è perduto

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All is lost – Stati Uniti 2013 – di J. C. Chandor

Azione/Avventura/Drammatico – 106′

Scritto da Francesco Ruzzier (fonte immagine: imdb.com)

Durante un viaggio nell’Oceano Indiano, un uomo si trova da solo in balia del mare e degli elementi, dopo che il suo yacht ha subito una collisione con un container abbandonato. Con l’equipaggiamento di navigazione e la radio fuori uso, l’uomo per sopravvivere deve far affidamento solo su un sestante, delle mappe nautiche, e il suo intuito.

Dopo aver realizzato un film come Margin Call, il cui punto di forza erano, senza ombra di dubbio, i dialoghi, che riuscivano a spiegare perfettamente le complesse ragioni della crisi finanziaria del 2008, il regista e sceneggiatore J.C. Chandor ha optato per un radicale cambio di rotta puntando questa volta esclusivamente sulle immagini: All Is Lost, seconda fatica dell’autore americano, è un film che esaurisce tutto ciò che deve spiegare con le parole nei primi 5 minuti, in cui il protagonista, Robert Redford, legge in voice over il testo di una lettera che scriverà più o meno un’ora più tardi. Per tutto il resto del film non ci sarà più nessun tipo di battuta: solo un uomo, di cui non sappiamo praticamente nulla, e il mare.

Robert Redford è il solitario protagonista della pellicola che, naufrago in mezzo all’Oceano Indiano, lotta costantemente contro la natura (e il caso) per la propria salvezza. Attraverso l’assenza della parola, Chandor è riuscito a costruire un personaggio “non caratterizzato”, presentandolo semplicemente per quello che è: una persona che lotta per non morire. Come lo stesso regista ha affermato, «il silenzio ha una grande importanza al cinema come nella vita, dove parliamo tutti troppo. Il silenzio per me è una forma artistica, bisogna “abitare” il silenzio perché obbliga a vivere com- pletamente il proprio ruolo». I silenzi del personaggio interpretato da Robert Redford contribuiscono infatti a renderlo il simbolo di un’umanità alla deriva, costretta a superare sfide sempre più ardue e pericolose, potendo contare solamente sulle proprie abilità e sulle proprie forze, nel tentativo di rimanere a galla. Così, attraverso l’uso preciso ed interessante delle regole marinare e di dettagli nautici che riescono a conferire a ciò che si vede una credibilità davvero convincente, ed attraverso una speranza di sopravvivenza che difficilmente non coinvolge lo spettatore, All is Lost si di- mostra essere un’esperienza cinematografica avvincente ed appassionante, in cui il potere delle immagini torna ad essere protagonista e che, con la stessa tenacia dimostrata dal suo protagonista, riesce a conquistare il pubblico.

Voto: 8

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