Passage to Mars

MV5BNTY0MTAxMjAwNV5BMl5BanBnXkFtZTgwMjUxMTE5NzE@._V1_SY1000_SX675_AL_

Passage to Mars – Stati Uniti 2016 – di Jean-Christophe Jeauffre

Avventura – 94′

Scritto da Elena Rimondo (fonte immagine: imdb.com)

Sei uomini, compreso il regista del documentario, alle prese con una missione (quasi) impossibile: raggiungere un’isola nel mare glaciale artico attraverso il famoso passaggio a nord-ovest per testare un mezzo costruito appositamente per una futura spedizione su Marte. 

E’ vero, sono tempi in cui l’ultimo dei nostri pensieri è sapere se l’uomo andrà o no su Marte per scoprire, una volta per tutte, se lì ci sia vita oppure no. Eppure per qualcuno il pianeta rosso è una vera e propria ossessione, tanto da rendergli persino impossibile guardare alla Terra senza trovare una correlazione con Marte. Questo qualcuno è Pascal Lee, protagonista e voce narrante del bel documentario di Jean-Christophe Jeauffre uscito su Prime Video a fine maggio. 

Pascal Lee, fondatore e presidente del Mars Institute, è stato il direttore scientifico di una missione, per così dire, propedeutica a quella dell’uomo su Marte, peraltro ancora lontana a venire. Lo scopo della missione, avvenuta tra il 2009 e il 2010, consisteva nel portare un rover costruito per muoversi sulla superficie di Marte su Devon Island, un luogo della terra così freddo e desertico da somigliare molto al pianeta rosso. Ad accompagnare Lee c’erano altri cinque uomini: il regista stesso, un giovane ma abilissimo meccanico, una guida esperta di origine inuit, un cameraman e un veterano. Nonostante che il team fosse affiatato e che il mezzo fosse stato costruito per affrontare le asperità del suolo marziano, la missione fallì parzialmente e dovette riprendere l’anno successivo, quando finalmente il mezzo raggiunse Devon Island, non senza difficoltà. 

Raccontato così, Passage to Mars sembrerebbe una puntata di Overland o la pubblicità dell’amaro Montenegro, ma non si tratta semplicemente del resoconto di come sei uomini riuscirono in un’ardua impresa. Certo, il documentario di Jeauffre è anche questo, se non fosse che definirlo “documentario” è assai riduttivo, anche se ormai siamo abituati a documentari che eguagliano o addirittura superano i film “di fantasia” per poeticità e capacità di andare al fondo delle cose. Come si diceva, Passage to Mars è soprattutto l’esplorazione di un’ossessione, che, in quanto tale, rischia di sconfinare nella pazzia. Lee ne è consapevole nei due momenti più critici della missione, in particolare quando, nel 2010, due uomini del team rischiarono la vita per andare a prendere un pezzo di ricambio del rover. Benché ogni membro avesse il suo compito, il successo o il fallimento della missione dipendeva da Lee, combattuto tra il desiderio di portare a termine la missione (perché ciò significa avvicinarsi, almeno un poco, a Marte) e il peso della responsabilità di altre vite umane. Alla fine l’ossessione di Lee diventa anche nostra, grazie alla scelta di affidare allo scienziato la voce narrante o, meglio, le parole. In realtà il vero protagonista è il cosiddetto pianeta rosso, presente in ogni istante, anche quando a dominare è il bianco avvolgente dell’Artide. Agli occhi di un profano Marte e il Polo Nord hanno in comune solo la bassa temperatura e la desolazione, ma non per Lee, la cui immaginazione sovrappone continuamente i deserti di sabbia rossa di Marte alla banchisa polare. Grazie alle spettacolari immagini della superfice di Marte, con i suoi crateri e i suoi misteriosi canali, ci rendiamo conto del perché il nostro “vicino” abbia sempre esercitato un fascino irresistibile, misto però ad un certo terrore, come spesso succede quando non si conosce qualcosa. Marte è per il moderno Prometeo Lee e, in fin dei conti, per la nostra epoca quel che il Polo Nord fu per Amundsen e Nobile. E qui sorge spontanea una domanda: l’uomo è pronto per andare su Marte, se già l’impresa di portare il rover a destinazione sulla Terra si è rivelata un’odissea? La risposta sembrerebbe essere negativa, ma si potrebbe obiettare che nel 1969 fu una follia mandare degli esseri umani sulla Luna, eppure la missione riuscì. 

Voto: 8

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: