La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone

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La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone – Italia 1975 – di Pupi Avati

Drammatico/Commedia – 110′

Scritto da Francesco Carabelli (fonte immagine: imdb.com)

Il barone Anteo Pellacani eredita una villa con giardino. Dovrà convivere con la fama del fico che è piantato nel mezzo dello stesso e che da anni è oggetto di venerazioneDa scettico si trasforme in credente grazie all’aiuto di una prostituta che si finge santa.

Possia​mo​ defi​ni​re​ La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone, come il film che ha dato la noto​rie​tà​ a Pupi Avati e che gli ha permesso​ l’ini​zio​ di una carrie​ra​ più che trenten​na​le​ nel mondo del cine​ma​.

Frutto​ di una sceneg​gia​tu​ra​ di Pupi Avati, e del fratel​lo​ Antonio e dell’atto​re​ Gianni Cavina, sfrutta​ le supre​me​ doti atto​ria​li​di Ugo Tognazzi, che prese parte alla pelli​co​la​ per una serie di coinci​den​ze,​ senza alcu​na​ garan​zia​ di risul​ta​to,​ con un regi​sta​ ai più scono​sciu​to,​ il quale, dopo gli esordi​ alla fine degli anni ’60, aveva dovu​to​ inter​rom​pe​re​ la propria​ atti​vi​tà​ nel mondo del cine​ma​ a causa dell’im​pos​si​bi​li​tà​ di produr​re​ nuovi film, visto l’insuc​ces​so​ dei primi due. Leggen​da​ vuole che Paolo Villaggio avrebbe​ dovu​to​ imper​so​na​re​ il baro​ne​ Anteo Pellacani, ma il comi​co​ geno​vese,​ dopo l’impe​gno​ preso inizial​men​te,​ si defi​lò​ e nel film rico​prì​ una parte di secon​do​ piano, lascian​do​ il ruolo di primat​to​re​ all’a​mi​co​ Tognazzi. Lo stile grotte​sco​ dato da Avati alla pelli​co​la,​ ricor​da​ il cine​ma​ del conterra​neo​ Fellini, da cui Avati fu influen​za​to​ e dal cui stile fu rapi​to​ in gio-​ ventù​. Si mesco​la​ a questo​ tono grotte​sco​ la tenden​za​ a tratta​re​ temi reli​giosi​ o esote​ri​ci,​ con una buona dose di ironia​ che esprime​ il carat​te​re​ emiliano​-roma​gno​lo​ dei prota​go​ni​sti​. Anteo Pellacani prota​go​ni​sta​ della storia​ è un baro​ne​ che si ritro​va​ erede di una villa dove è custo​di​to​ un fico rite​nu​to mira​co​lo​so​ sin dal 700 dopo Cristo,​ quando​ fu rifu​gio​ di Santa Giro​la​ma. Da allo​ra​ in poi mira​co​li​ si succe​det​te​ro;​ molte perso​ne​ guari​ro​no​ gra-​ zie all’in​flus​so​ della pianta​. Non così per Anteo che, arram​pi​can​do​si​ in gioventù​ sul fico, cadde e , rovi​nan​do​si​ una gamba, dovet​te​ dire addio alle sue vellei​tà​ sporti​ve​, diven​tan​do​ altre​sì​ impo​ten​te​. La cadu​ta​ fu l’ori​gi​ne​ di un atteg​gia​men​to​ di scetti​ci​smo​ di Anteo nei confron​ti​ della Chiesa​ e di tutti i mira​co​li,​ atteg​gia​men​to​ che ben presto​ diven​tò​ irri​sio​ne​ e rifiu​to​ di ogni sacra​li​tà​. Vedre​mo​ come, nel corso del film, Anteo dovrà ricre​der​si​di fronte alle grazie​ di una prosti​tu​ta​ che si finge Santa Giro​la​ma​. Tognazzi tratteggia​ con argu​zia​ il perso​nag​gio​ di Anteo, metten​do​ci​ molto della propria​ vis comica e della sua perso​na,​ per quel fare canzo​na​to​rio​ e sopra le righe che gli permet​te​ di rega​lar​ci​ un baro​ne​ a tutto tondo. Forse perde parte del suo cari​sma​ nella secon​da​ parte della pelli​co​la​ quando​ non riesce​ del tutto, a mio pare​re,​ a rende​re​ con veri​di​ci​tà​ la conver​sio​ne​ del baro​ne​. Tutto somma​to​ una pelli​co​la​ riusci​ta,​ anche grazie​ al cast di contor​no,​ fatto di se-​ mipro​fes​sio​ni​sti​ che Avati è, come sempre,​ abile ad utiliz​za​re,​ lascian​do​ spazio​ alla loro sempli​ci​tà​ e sponta​nei​tà,​ il che rega​la​ un tocco di vera​ci​tà​ e di grade​vo​lez​za​ alla pelli​co​la. Alcu​ne​ scene sono delle vere chicche​ e sono espressio​ne​ della mancan​za​ di sofi​sti​ca​zio​ne​ del cine​ma​ italia​no​ degli anni ’70, capa​ce​ di esprime​re​ una cultu​ra​ popo​la​re​ vera​ce​ e non arte​fat​ta​ in fase di sceneg​gia​tu​ra​. Anche Paolo Villaggio, qui in uno dei suoi primi ruoli sul grande​ schermo,​ riesce​ a costrui​re​ un perso​nag​gio​ eccen​tri​co,​ ma radi​cato​ nel costu​me​ italia​no​. Diver​se​ le scene esila​ran​ti,​ ma, tra tutte, troneg​gia quella​ del video confes​sio​na​le,​ che sfrutta​ al servi​zio​ della fede le più recen​ti​ conqui​ste​ tecno​lo​gi​che​. Una pelli​co​la​ che non può manca​re​ nella colle​zio​ne​ degli appas​sio​na​ti​ del cine​ma​ di Pupi Avati, facen​do​ce​ne​ scoprire​ le origi​ni​ ma, soprat​tut​to,​ affa​sci​ne​rà​ gli amanti​ del cine​ma​ di Ugo Tognazzi.

Voto: 8

    

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