Il diavolo probabilmente…

Le diable probablement – Francia 1977 – di Robert Bresson 

Drammatico – 95′

Scritto da Francesco Carabelli (fonte immagine: imdb.com)

Il giovane Charles vive a Parigi nella liber dei costumi portata dal ’68. Una vita votata all’edonismo, al piacere dei sensi, lo porta ad amare con- temporaneamente due donne. Il vuoto esistenziale lo attanaglia e lo porta a meditare il suicidio come soluzione per affermare la propria indipendenza dai vincoli​ imposti dalla socie.

Tra le ulti​me​ opere di Robert Bresson, gira​ta​ sul fini​re​ degli anni ’70, in-​ fluenza​ti​ dal maggio​ pari​gi​no​ del ’68, Il diavolo probabilmente cerca di mette​re​ in luce alcu​ni​ aspetti​ di questa​ prote​sta,​ ma il tono usato dal regi​-​ sta france​se​ è molto sentenziario. Le battu​te​ pronun​cia​te​ dagli atto​ri​ asso​-​ miglia​no​ più alle battu​te​ di un dramma,​ cate​go​ri​che​ nel modo in cui sono pronun​cia​te,​ e non lascia​no​ spazio​ ad un vero e proprio​ dialo​go​ tra le parti (vedi quanto​ fa nota​re​ Pino Farinotti​ a propo​si​to,​ il quale parla di reinter​-​ preta​zio​ne​ perso​na​le​ del regi​sta​ dei temi della conte​sta​zio​ne​ giova​ni​le)​.

 

Il film raccon​ta​ le vicen​de​ di Charles, giova​ne​ esponen​te​ della conte​sta​zio​-​ ne, il quale ha lascia​to​ gli studi dopo il liceo e vive la vita alla giorna​ta,​ in modo edoni​sti​co,​ passan​do​ da un amore all’al​tro,​ inde​ci​so​ su chi sia la donna della sua vita tra Alberte, che ha lascia​to​ la fami​glia​ per vive​re​ con lui e Edwige, da cui è forte​men​te​ attrat​to​. Il rifiu​to​ dei valo​ri​ tradi​zio​na​li,​ non signi​fi​ca​ per Charles una pace inte​rio​re​ e un appiat​tir​si​ sui valo​ri​ poli​-​ tici​ della conte​sta​zio​ne​. C’è in lui un trava​glio​ inte​rio​re,​ una criti​ca​ della massi​fi​ca​zio​ne​ dell’in​di​vi​duo​ che è tale sia nella conte​sta​zio​ne​ che nella so-​ cietà​ tradi​zio​na​le​. Charles vuole esse​re​ perso​na​ origi​na​le​ e arri​va​ a vive​re​ un’espe​rien​za​ che è simi​le​ a quella​ di Kirillov ne I demoni, ovve​ro​ porta al-​ l’estre​mo​ questa​ sua indi​pen​den​za​ sfidan​do​ la morte nel suici​dio​ per affer​-​ mare​ sé stesso,​ fuori dagli schemi​ preco​sti​tui​ti​. Vi è in alcu​ne​ scene una ri-​ flessio​ne​ sulla vita e sul suo senso (in parti​co​la​re​ in alcu​ne​ affer​ma​zio​ni​dell’a​mi​co​ di Charles​ e giorna​li​sta​ Michel),​ che richia​ma​ il pensie​ro​ esi-​ stenzia​li​sta​ e in parti​co​la​re​ il Sisifo e l’uomo in rivolta camu​sia​ni​.

Il film è una denun​cia​ della socie​tà​ contem​po​ra​nea​ e delle sue stortu​re,​ non da ulti​mo​ ecolo​gi​che​. Imma​gi​ni​ forti che infram​mez​za​no​ le vicen​de​ narra​te,​ mostra​no​ disa​stri​ natu​ra​li​ causa​ti​ dall’uo​mo​ e fanno riflet​te​re​ sul modo in cui l’uomo​ opera nei confron​ti​ della natu​ra,​ degli anima​li​ e dell’ambien​te​ natu​ra​le​ con l’inqui​na​men​to​ dei fiumi e dei mari, dimen​ti​co​ della salva​guar​dia​ dell’e​qui​li​brio​ ambien​ta​le​. Oltre a questo​ feno​me​no,​ trasversal​men​te,​ Bresson mostra​ la piaga della droga che in quegli​ anni ebbe una diffu​sio​ne​ capil​la​re​ tra i giova​ni​. Il tito​lo​ del film prende​ spunto​ da queste​ stortu​re​ e da questi​ conflit​ti,​ metten​do​ in luce come alla base vi sia un’evo​lu​zio​ne​ nega​ti​va​ della socie​tà​ umana, guida​ta​ probabilmente dal diavolo.

Bresson si fa lato​re​ in alcu​ne​ scene (ad esempio​ quella​ del confron​to​ tra catto​li​ci​ e prote​stan​ti​ in una chiesa​ pari​gi​na)​ di un messag​gio​ ecume​ni​co​ a livel​lo​ reli​gio​so,​ che rischia​ però peri​co​lo​sa​men​te​ di dimen​ti​ca​re​ l’iden​ti​tà​ del Cristia​ne​si​mo,​ rischian​do​ il sincre​ti​smo​ e lo snatu​ra​men​to​ delle origi​ni​. Rima​ne​ il messag​gio​ dell’a​mo​re​ reci​pro​co​ e della cari​tà,​ sinte​tiz​za​bi​le​ nella regola aurea, che tutta​via​ potreb​be​ esse​re​ inter​pre​ta​ta​ in modo devian​te​ dalla veri​tà​ del messag​gio​ evange​li​co,​ in senso edoni​sti​co​. Dal punto di vista stili​sti​co​ emerge​ una forte soli​di​tà​ dell’im​pian​to​ regi​sti​co,​ dove poco o nulla è lascia​to​ al caso. La narra​zio​ne​ proce​de​ linear​men​te,​ non per ellis​si​ o salti, in modo molto lento, accom​pa​gnan​do​ i perso​nag​gi​ princi​pa​li​ nella loro cresci​ta​ e nei loro dubbi esisten​zia​li​.

Il regi​sta​ è incre​di​bil​men​te​ capa​ce​ di parla​re​ per imma​gi​ni,​ facen​do​ da queste​ emerge​re​ la storia​ e il vissu​to​ dei prota​go​ni​sti​. Bresson si affi​da​ ad atto​ri​ emergen​ti,​ che nella maggior​ parte dei casi ebbe​ro​ questa​ sola espe-​ rienza​ cine​ma​to​gra​fi​ca;​ puntan​do​ come sempre​ su degli scono​sciu​ti​ per dare maggio​re​ veri​di​ci​tà​ a quanto​ narra​to​.

Un film che affron​ta​ temi impor​tan​ti,​ ma che soffre​ della perso​na​li​tà​ del regi​sta​ e di una certa rigi​di​tà​ reci​ta​ti​va,​ che influi​sce​ nega​ti​va​men​te​ sulla veri​di​ci​tà​ di quanto​ narra​to​. Il film vinse l’Orso d’argento al Festival di Berlino del 1977.

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