Il Festival coraggioso … come un Leone

Scritto da Maria Parisi (fonte immagine: comingsoon.it)

Dal 2 al 12 Settembre andrà in scena il Festival cinematografico più antico del mondo la Mostra del cinema di Venezia.

Si fermò durante le guerre mondiali e nei burrascosi anni 70’ ma quest’anno nonostante il Covid e l’acqua alta (come ricorda lo spot di Rai Cinema), ma soprattutto il primo, non si ferma. Anzi si erge a baluardo dell’esperienza cinematografica e dei Festival tanto da avere l’appoggio e contributo di diversi Festival internazionali, molti dei quali quest’anno si sono appunto dovuti “fermare”. Alla serata di apertura ad esempio saranno presenti: Alberto Barbera (Mostra di Venezia), Carlo Chatrian (Berlinale), Thierry Fremaux (Festival de Cannes), Lili Hinstin (Festival di Locarno), Vanja Kaludjeric (Rotterdam Film Festival), Karel Och (Karlovy Vary), José Luis Rebordinos (San Sebastian), Tricia Tuttle (London Film Festival). Ma non è l’unico tipo di collaborazione in corso, la sezione Classici restaurati si è unita al Festival del cinema ritrovato di Bologna e per quest’anno ha quindi cambiato sede.

La scelta coraggiosa del direttore Alberto Barbera di portare avanti il Festival a tutti i costi ha fatto sì che molti spettatori siano quasi più curiosi di come si strutturerà la Mostra piuttosto che della selezione cinematografica.

Il cambiamento più notevole riguarda l’aggiunta di due nuove sale all’aperto: nuova Arena Giardini (Giardini della Biennale), già attiva durante l’estate con diverse proiezioni di classici restaurati (tra cui Alien!), la nuova Arena Lido (via Sandro Gallo)​, ed un maggiore sfruttamento delle sale cinematografiche territoriali.

Ricordiamo inoltre per evitare assembramenti i biglietti vengono venduti unicamente online, e se tutto andrà per il meglio con questi accorgimenti si eviteranno non solo situazioni pericolose ma, almeno per quest’anno, non dovremo fare le classiche eterne code alle biglietterie ed alle sale.

Per quanto riguarda i film naturalmente la selezione è meno ricca del solito, si nota una maggior presenza di titoli italiani ed europei (tra cui “The Human Voice” di Pedro Almodóvar), fin dal film di pre-apertura il documentario “Molecole” girato da Andrea Segre durante il lock down passato a Venezia, e d’apertura “Lacci” di Daniele Lucchetti (erano 11 anni che un italiano non apriva la Mostra), il film sarà anche in anteprima nazionale in molti cinema italiani, che proietteranno in contemporanea streaming anche l’inaugurazione, il che vuole essere un forte messaggio di supporto alle sale italiane.

Si nota invece l’assenza di tanti americani (che negli ultimi anni erano la punta di diamante del Festival), con alcune notabili eccezioni tutte al femminile: “One Night in Miami”di Regina King, “Nomadland” di Chloe Zhao, “Mainstream” di Gia Coppola, “The World to come” di Mona Fastvold.

Ma soprattutto rimane una delle sezioni più intriganti del Festival sviluppatasi negli ultimi anni: la VR experience nell’isola del Lazzareto Vecchio.

 

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