I Liviatani. Cattive attitudini

I Liviatani. Cattive attitudini – Italia/Francia 2020 – di Riccardo Papa

Commedia/Horror  

Scritto da Sarah Panatta (fonte immagine: Facebook.com)

Primo piatto: romanticismo gotico e grottesco ultra umano. Secondo piatto: esercizi di potere, (in)giustizia, selezione sociale, sopraffazione, inganno, gioco di società, nichilismo. Dessert: finché morte non li separi. L’esordiente Riccardo Papa (già autore di videoclip e documentari) per il primo lungometraggio di fiction si butta nella black comedy tinta di orrido e granguignolesco mal di vivere contemporaneo, invitandoci a cena da I Liviatani.

Tra una staccionata laccata al sangue e un radical chic party condito con ogni fiera umana. Tra un colpo d’ascia in riva e un’ultima spiaggia dopo-sbornia con annesso rimedio “senza tetto”. L’umorismo grondante di un giovane autore alle prese con il nulla cosmico di generazioni alla ricerca di esistenzialismi perduti e di status quo mai abbandonati. 

Orlando insieme al suo inseparabile amico-custode-grillo parlante Biagio, va qualche giorno in visita dalla fidanzata Diana, erede di una famiglia alto borghese, nella sua magione in un anonimo borgo di provincia. Qui conosce tutti i membri della famiglia che sembra staccata dalle illustrazioni di una graphic novel dark. In primis padre e madre: Ermanno imprenditore esteta, serafico e appassionato di bricolage, e Amalia affettata austera padrona di casa che ha assoggettato tutti al suo invalicabile codice di comportamento. Quindi i figli: la stessa Diana, la bella principessa costretta ad adottare le maniere del maniero, schizofrenicamente riluttante eppure ormai compenetrata senza scampo nel ruolo; il giovane Ludovico, tagliatore di teste e collezionista di cimeli nazisti tra Parigi e l’Italia; la piccola Dafne che non è ancora giunta alla pubertà e sta ancora pregustando le tradizioni di famiglia per adulti, pronta al “debutto” in società. Dietro la confezione d’autore si cela una incontenibile assetata famiglia ammazza tutti. 

Un Indovina chi muore a cena condito da rituali improvvisati di sopravvivenza e molteplice racconto di formazione. Considerato il plot di questa commedia che ibrida i generi, lo spettatore avvezzo al cinema horror contaminato dalla satira e dalla critica sociale, con  tratti più o meno surreali, può pensare a Get Out (Scappa) di Jordan Peele (2017) o Finché morte non ci separi (Ready or Not) di Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett (2019) o ancora addirittura al priemio Oscar 2020 Parasite di Bong Joon-ho (2019).

Famiglia eterodossa, soggetti disfunzionali, architetture sociali anacronistiche e marcescenti eppure resistenti, violenza indiscriminata e discriminazione sociale. Gli elementi ci sono ma Riccardo Papa non si getta sull’horror militante che dietro la patina fantasy denuncia il cannibalismo della società bianca e borghese sulle “minoranze” etniche; né sul puro trash al servizio del block buster silentemente anticapitalista; né sulla fiaba nera che analizza e snuda le deturpanti attitudini umane dinanzi all’egoistico desiderio di ascesa, alla fame di benessere, alla voglia matta di “cose”. O meglio, ne fa un mix. A Papa interessa il “come”, i modi decadenti di una società che difende la propria paralisi eliminando gli elementi deboli. Ma prima ancora per divertimento che per necessità. Ecco che con dei meccanismi lenti e strategici di svelamento e di tensione, di splatter e di riflessione, Papa consegna divertito un racconto di orrori sopra e al di là delle righe della società odierna. In mezzo alle righe invece si può leggere forse l’autocritica ad un cinema italiano che all’indipendenza e alla diversità lascia pochi e poco liberi spazi e un messaggio cinico e ironico agli stessi autori, un inno alla vitalità e a non desistere dalla battaglia per i propri diritti. Per non essere risucchiati dalle spire di leviatiani e Liviatani.

Voto 7

Regia: Riccardo Papa

Sceneggiatura: Riccardo Papa, Antonio Cardia

Fotografia: Juan Francisco Gaete Vega

Montaggio: Giulio Tiberti

Scenografia: Ilaria Sadun

Costumi: Raffaella Toni

Musica: Susanna Di Bona e Salvatore Sangiovanni

Produttore: Simona Ferri 

Produzione: Play Entertaiment, Candide Film, Camaleo Film con il sostegno di Regione Lazio – Bando Lazio Cinema International

Italia/Francia – Horror-Black Comedy – 2020

Con: Fortunato Cerlino, Antonia Liskova, Gabriele Lo Giudice, Federica Sabatini, Giovanni Anzaldo, Eduardo Valdarini, Giulia Cragnotti, Babak Karimi

In sala dal 27/07/2020

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