Intervista a Luana Bellinghausen

Intervista a cura di Francesco Carabelli (fonte immagine: https://www.luana-bellinghausen.de)

Traduzione dal tedesco a cura di Francesco Carabelli

Nell’anno 2007 ero a Colonia, per migliorare il mio tedesco e qui incontrai la giovane attrice Luana Bellinghausen. Era la figlia della mia padrona di casa, anche lei attrice: una famiglia impegnata nell’attività artistica a teatro, in tv e al cinema.

All’epoca non conoscevo la storia di Luana come attrice, ma IMDB mi ha aiutato e così sono venuto a conoscenza del fatto che Luana aveva già partecipato a molti film e produzioni televisive, da quando aveva 14 anni. Ha avuto anche la fortuna di lavorare con Daniel Bruehl.

Alcuni anni fa avevo già intervistato Luana, per un portale per cui collaboravo (potete leggere a questo link l’intervista integrale http://www.storiadeifilm.it/articoli/intervista_a_luana_bellinghausen.html)

e oggi torno ad intervistarla per conoscere meglio la sua carriera e per farla conoscere al pubblico italiano, tramite le sue parole.

F: Ciao Luana! Sai che anche il tuo nome  ha un’origine cinematografica o comunque il cinema ne ha aiutato la diffusione (mi riferisco qui al film di King Vidor “Luana, la vergine sacra”-Luana, Bird of Paradise”)?

L: Ahah. Io sapevo che il mio nome ha un’origine hawaiana e significa: la fortunata o la felice. Inoltre, in albanese significa la leonessa. Diventare una leonessa felice, sarebbe già un traguardo per me! Il film “Luana, Bird of Paradise”, non credo abbia ispirato i miei genitori….proverò a chiederglielo.

F: Sono felice di intervistarti di nuovo. Nell’intervista precedente abbiamo parlato dei tuoi inizi nel mondo del cinema e della tua esperienza e formazione nel mondo del teatro.

Negli ultimi anni la tua carriera si è ancora divisa tra il mondo del teatro (ad Aquisgrana – dove facevi parte dell’ensemble teatrale della città), il cinema (soprattutto per cortometraggi) e la televisione. Hai ricevuto anche un premio del pubblico nell’anno 2018/19 per la migliore interpretazione teatrale ad Aquisgrana.

Sei contenta della tua carriera? Cosa ha portato il teatro nella tua vita?

L: La contentezza credo sia difficile da raggiungere in questo mestiere. Si vorrebbe sempre andare oltre e di più e altrove. Io credo sia anche importante come stimolo e per lo sviluppo delle proprie energie. Sono anche molto felice e piena di gratitudine, per il fatto che ho potuto vivere fino ad oggi del mio lavoro. Questo non è scontato e non lo sarà mai, dal mio punto di vista.

Prima che iniziassi a lavorare per il teatro cittadino di Aquisgrana, lavoravo principalmente per la televisione. il teatro mi ha mostrato tutto un altro mondo. Io amo il lavoro in una ensemble, nel quale nel corso degli anni si può crescere insieme con gli altri attori.

Davanti alla videocamera si lavora di fino e a piccoli passi, in teatro ho potuto invece sviluppare la mia corporeità, scoprendo di non essere legata ad un’età e a un genere.

Ciò mi piace molto.

Dopo cinque anni di lavoro a tempo indeterminato ad Aquisgrana, ho osato fare un passo verso l’incertezza, decidendo di  diventare un’attrice che lavora in proprio.

Mi sento oggi pronta a collegare il lavoro davanti alla videocamera con il lavoro sul palco. Ed è questo anche il bello di questo lavoro, che ha così tante sfaccettature.

F: Tu sei anche diventata famosa in Germania grazie ad una serie televisiva “Kaiser!König!Karl!“ . Vorresti parlarci di questa esperienza? Com’è lavorare per la televisione tedesca?

L: Abbiamo girato tre capitoli di questa Serie storica di stampo comedy e mi sono divertita molto, incredibilmente,  era un po’ come a teatro, perché eravamo quasi come un’ensemble e dovevamo cambiare i costumi abbastanza velocemente.

F: Tu sei o sei stata attiva in diversi settori del mondo dello spettacolo, come il cinema, la fotografia, il teatro, la televisione e hai lavorato anche come lettrice e annunciatrice. Credi che queste competenze abbiano cambiato il tuo modo di guardare il mondo e, se si, in che modo?

L: Tutti gli ambiti dell’arte si preoccupano delle possibilità di vedere il mondo e la società, possibilità che possono benissimo completarsi a vicenda. Un vero cambio di prospettiva non l’ho avuto, in quanto ho iniziato fin da piccola a lavorare in questi ambiti. E’ un continuo ulteriore sviluppo delle possibilità di vedere il mondo.

Una volta c’era una certa arroganza dell’attore o dell’attrice teatrale verso la gente della televisione. Poi  è stato il contrario. Oggi si è diventati più tolleranti. Lavorare in diversi ambiti, credo aiuti a sviluppare una comprensione reciproca.

Diciamo che non ho ancora lavorato nel mondo dello spettacolo, perché al contrario dell’arte, questo porta più una trasfigurazione della realtà, una certa artificiosità.

F: Credi che al giorno d’oggi sia importante avere molte competenze, per avere più occasioni di lavoro?

L: Si, sicuramente. E’ così oggi per molti lavori. Non è più come prima, quando si iniziava da giovani a lavorare per un’azienda e si rimaneva lì fino alla pensione. Il cambio di lavoro appartiene al mondo dell’oggi. Come attore/attrice è quasi necessario lavorare in diversi ambiti. Ciò accade prima durante il periodo di preparazione degli studi, ma anche successivamente nella formazione continua. Come attore/attrice succede, che tu lavori due anni solo per il teatro, poi lavori per la televisione e, nel frattempo, lavori per sceneggiati radiofonici o per contributi alla radio come annunciatrice e magari doppi anche film, dai lezioni di recitazione o ti formi nell’ambito della fotografia e offri ritratti di attori…ci sono molte possibilità, ma alle spalle c’è anche molto lavoro.

F: Come hai visto cambiare il mondo dello spettacolo in Germania e in Europa negli ultimi anni? E’ oggi più difficile essere un attore a 360 gradi?

L: Il più grande cambiamento è stato naturalmente l’importante sviluppo dei servizi in streaming. Non si può stimare ancora, quanto durerà la televisione nella sua forma tradizionale. Netflix, Amazon, etc offrono naturalmente agli attori e alle attrici enormi possibilità come doppiatori e doppiatrici. All’improvviso arrivano molti soldi e anche per raccontare argomenti insoliti, di cui la televisione tradizionale non avrebbe trattato per  questioni finanziarie o di share, e improvvisamente c’è l’opportunità di avere una visibilità internazionale.

F: Tu hai lavorato molto in Germania. Vorresti lavorare in futuro in altri paesi? Dove di preciso?

L: Sicuramente! Mi piacerebbe lavorare ovunque! Sto cercando di rafforzare le mie conoscenze linguistiche. Attraverso i servizi di streaming molti miei colleghi e colleghe hanno già potuto lavorare per serie o film internazionali. E’ un mio piccolo sogno quello di poterlo fare anche io.

F: Vorresti lavorare in qualche produzione o coproduzione con l’Italia? Negli ultimi anni una regione italiana di lingua tedesca come l’Alto Adige ha finanziato con sovvenzioni regionali molti film o serie televisive? Sei al corrente della possibilità di poter recitare in tedesco in queste produzioni italiane o internazionali? Cosa ne pensi?

L: Mi piacerebbe molto poter lavorare in produzioni o co-produzioni italiane. Anche in Germania abbiamo sovvenzioni statali o regionali per il cinema, anche se non così tante come in Francia o nel Regno Unito.

F: E un’ultima domanda: viaggi spesso in Italia? Ami particolarmente una città o una regione italiane?

L: L’Italia mi piace molto. Prima andavo  spesso in Toscana, ma ora ho scoperto la Puglia: Ho trascorso le vacanze dello scorso anno in un bel appartamentino a Carovigno, un piccolo e bellissimo paesino, e anche Ostuni e Lecce mi hanno molto impressionato.

F: Ringraziamo Luana per l’intervista e speriamo di vederla in futuro anche in film italiani o in produzioni televisive italiane.

L: E’ stato bello. Grazie per l’intervista!

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Luana negli ultimi giorni ha pubblicato un suo nuovo sito per farsi conoscere come attrice e per parlare della sua vita.

Potete visitarlo a questo link:

https://www.luana-bellinghausen.de

 

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