Amabili Resti

The Lovely Bones – Stati Uniti/Regno Unito/Nuova Zelanda 2009 – di Peter Jackson

Drammatico/Fantasy/Thriller – 135′

Scritto da Dmitrij Palagi (fonte immagine: movieplayer.it)

Susie ha 14 anni quando viene brutalmente assassinata. Si ritrova in un limbo alle porte del Paradiso, incapace di mostrarsi al mondo terreno ma intenzionata a smascherare l’assassino ed aiutare la sua famiglia, il cui equlibrio è stato irrimediabilmente rotto dall’omicidio.

Corag​gio​so​ ed imper​fet​to​.

Gli equili​bri​ di una fami​glia​ impec​ca​bi​le​ rotti da un tragi​co​ omici​dio,​ la vita oltre la morte, l’ani​ma​ che resta lega​ta​ alla realtà​ mate​ria​le,​ la neces​si​tà​ di porta​re​ a compi​men​to​ obbiet​ti​vi​ manca​ti​ in vita. Sono temi di cui, soprat​-​ tutto​ nel cine​ma​ statu​ni​ten​se,​ si è abusa​to,​ otte​nen​do​ risul​ta​ti​ varia​bi​li​. L’omo​ni​mo​ libro di Alice Sebold, da cui la pelli​co​la​ è tratta,​ coniu​ga​va​ – ri-​ flesse​ – una vicen​da​ perso​na​le​ di stupro​ e la neces​si​tà​ occi​den​ta​le​ di supe​-​ rare​ il trauma​ dell’11​ settem​bre​. Peter Jackson mantie​ne​ intat​ti​ gli ele-​ menti​ narra​ti​vi​ ma deci​de​ di aggiun​ge​re​ tutte le carat​te​ri​sti​che​ che lo hanno contrad​di​stin​to​ nel corso della sua carrie​ra,​ appor​tan​do​ una dolcez​-​ za ironi​ca​ che evita l’ecces​so​ di ango​scia,​ ben gesti​ta​ nelle scene stretta​-​ mente​ lega​te​ al thriller. Una “favo​la​ nera piena di colo​ri”​ (Boris Sollazzo), capa​ce​ di slegar​si​ dalla prota​go​ni​sta​ e dedi​ca​re​ uguale​ atten​zio​ne​ ai vari perso​nag​gi​ coinvol​ti​. Si riesce​ così ad apprez​za​re​ l’immen​sa​ prova di Stan- ley Tucci, così come lo splendi​do​ tritti​co​ femmi​ni​le,​ che copre con rara ef-​ fica​cia​ tre diver​se​ gene​ra​zio​ni​ – Saoirse Ronan, Rachel Weisz, Susan Sarandon​.

     

Cali​bran​do​ l’inti​mi​smo​ delle micro​ca​me​re​ digi​ta​li​ alla spetta​co​la​ri​tà​ della terra di mezzo, Jackson si confer​ma​ un regi​sta​ di inne​ga​bi​le​ dote e inven​-​ tiva,​ accom​pa​gna​ta​ dal gusto per l’esa​ge​ra​zio​ne,​ con un proces​so​ di dila​ta​-​ zione​ dei tempi che gli ha fatto guada​gna​re​ accu​se​ lega​te​ alla mancan​za​ di fluidi​tà​. Invec​chian​do​ non è norma​le​ perde​re​ il dono della sinte​si?​ Rispet​-​ to alla trilo​gia​ del Signore degli Anelli e all’in​fi​ni​to​ King Kong siamo comun​que​ su un lavo​ro​ ben diver​so,​ che recu​pe​ra​ l’aspet​to​ inti​mi​sta,​ per-​ fetto​ per quanto​ riguar​da​ la foto​gra​fia​ e la colon​na​ sono​ra​ (da tempo man-​ cava​ nelle sale un inca​stro​ imma​gi​ni​-suono​ così riusci​to)​.

L’esa​ge​ra​zio​ne​ di alcu​ni​ punti, percet​ti​bi​le​ anche nella dura​ta​ di qualche​ passag​gio,​ è il princi​pa​le​ difet​to​ del lungo​me​trag​gio,​ assie​me​ all’as​sen​za​ di profon​di​tà​ psico​lo​gi​ca​ dei perso​nag​gi,​ tutti appe​na​ accen​na​ti,​ eccet​to​ il già cita​to​ Tucci, perfet​to​ assas​si​no​ seria​le​ sotto un inquie​tan​te​ parruc​chi​no​ biondo​. Tutto il resto è impec​ca​bi​le,​ frutto​ di scelte​ impa​vi​de​. Osare fa sempre​ bene, soprat​tut​to​ se si arri​va​ a infran​ge​re​ su frasta​glia​te​ scoglie​re​ gigan​te​sche​ botti​glie​ conte​nen​ti​ vascel​li​ di legno.

La disce​sa​ di Susie nella tana del coni​glio​ (che anti​ci​pa​ l’Alice di Tim Bur- ton), alcu​ni​ richia​mi​ a Fritz Lang, l’ico​no​gra​fia​ influen​za​ta​ da pop art e new age, le tema​ti​che​ non inedi​te​ posso​no​ invi​ta​re​ a una lunga sequen​za​ di tito​li​ cine​ma​to​gra​fi​ci​. Su tutti però spicca​ un film ugualmen​te​ oniri​co,​ anche se sicu​ra​men​te​ più riusci​to​. Così come per Il labirinto del fauno, di Guillermo del Toro, si esce dalla sala (o dalla stanza)​ senza mette​re​ in dubbio​ l’esi​sten​za​ di una doppia​ realtà​. Due film che diver​go​no​ su molti punti ma si avvi​ci​na​no​ nell’ef​fi​ca​cia​ dei risul​ta​ti​.

    

Un thriller riusci​to,​ decli​na​to​ su scala poli​cro​ma​ti​ca​. Consi​glia​to​ a chi ha amato il primo Jackson e ha voglia​ di perder​si​ in un’immen​sa​ narra​zio​ne​ oniri​ca,​ tragi​ca​men​te​ lega​ta​ alla crona​ca​ nera ma sempre​ distac​ca​ta​ da quello​ che è la quoti​dia​ni​tà​. Non c’è spazio​ per il pessi​mi​smo,​ anche nella trage​dia​. Non c’è vendet​ta​ né odio fuori dal corpo.

Una storia​ diffi​ci​le​ da rappre​sen​ta​re,​ corag​gio​sa​ ed imper​fet​ta​.

Come si sente un pingui​no​ chiuso​ in una sfera nata​li​zia?​

Voto: 7

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