Ascensore per il patibolo

Ascenseur pour l’échafaud – Francia 1958 – di Louis Malle

Crime/Drammatico/Thriller – 91′

Scritto da Francesco Carabelli (fonte immagine: spietati.it)

Un poliziesco sui generis quest’opera di Louis Malle. Fotografato in un bianco e nero ricercato in cui il contrasto tra il bianco degli indumenti e dei volti si contrappone al nero della notte in cui si svolgono i fatti, questo film ci narra la storia di un doppio omicidio e della ricerca dei colpevoli, al di là delle pure apparenze.
Vi è una ritmo profondo in questa narrazione, scandito dalla musica jazz di Miles Davis, che fu artefice della colonna sonora in uno dei suoi soggiorni a Parigi.
Questo ritmo viene ribadito dalla circolarità delle immagini con un inizio e una fine rappresentati dallo stesso volto di Jeanne Moreau ripreso in primo piano da Malle, mentre pronuncia il suo amore per Julien, l’amante che ha ucciso per lei il marito.
Le storie di Florence e Julien si intrecciano con quelle dei giovani Louis e Véronique nella lunga notte parigina. Julien dopo aver ucciso il marito di Florence si ritrova rinchiuso nell’ascensore che lo sta riportando dalla sua amante. Louis e Véronique, dopo aver approfittato della sventura occorsa a Julien, fuggono con la sua automobile e vagano a vuoto per le autostrade parigine prima di fermarsi per la notte in un motel e  tentare un furto ai danni di un turista tedesco, tentativo che andrà a segno ma con effetti impensati.
Nel contempo Florence, che dubita dell’amore di Julien, vaga nella notte, spostandosi da un bar ad un altro alla ricerca dell’amante. Sono queste forse le immagini più poetiche di questo polar, accompagnate dal jazz di Miles Davis, improvvisato, così come la ricerca di Florence.
Ci sarà ancora lo scambio di identità tra Louis e Julien a segnare questa storia; quest’ultimo finirà sui giornali e verrà interrogato per un omicidio, ma non per quello che ha realmente commesso.
La verità tornerà a galla ma non nella sua completezza e solo l’amore di Florence per Julien gli eviterà il patibolo.
L’inesorabilità del destino sembra essere la chiave di lettura di questa pellicola: impossibile sfuggire alle conseguenze delle proprie intenzioni messe in atto; esempio lampante ne è Julien che, pur cercando di mettere in atto le proprie intenzioni omicide, dovrà arrendersi ad una realtà più complessa dei propri desideri e pagherà i propri atti efferati con una notte all’inferno all’interno di un ascensore; così come Florence pagherà con la propria infelicità terrena le proprie intenzioni omicide.
Immancabile poi la critica sociale verso la società dell’epoca, verso coloro che reggono le sorti della nazione basandosi su interessi commerciali, pronti a sfruttare anche la guerra come mezzo per ampliare il proprio potere e la propria ricchezza. Vi è in nuce  quella critica per la società francese che avrà piena espressione in opere successive come “Zazie nel metro”.
Un’opera apprezzabile per l’impianto tecnico e per la costruzione narrativa oltre che per la colonna sonora di rilievo, che sicuramente portò fortuna al giovane Louis Malle, imponendolo sulla ribalta internazionale. Encomiabile la prestazione di Jeanne Moureau, di una bellezza abbagliante e matura.

Voto: 7

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