Il Centenario che Saltò dalla Finestra e Scomparve

Hundraåringen som klev ut genom fönstret och försvann – Svezia/Russia/Regno Unito/Francia/Spagna/Germania 2013 – di Felix Herngren

Avventura/Commedia – 114′

Scritto da Alessandro Pascale (fonte immagine: mymovies.it)

L’incredibile vita di Allan Karlsson. Appassionato di esplosioni, dopo essere cresciuto in un istituto psichiatrico, combatterà in Spagna durante la guerra civile del 1936-39 dalla parte dei repubblicani, per poi ritrovarsi ad un sontuoso banchetto in cui è l’ospite d’onore di Franco. Poi, dapprima operaio negli USA, darà un contributo non irrilevante alla creazione della prima bomba atomica, facendosi la fama di essere esperto fisico. Per tali meriti finirà a Mosca davanti a Stalin che lo spedirà in un gulag da cui riesce a scappare, diventando per tutti gli anni della guerra fredda un apprezzato agente doppiogiochista utilizzato da ambo le parti. Giunto alla fine della propria vita, alla veneranda età di 100 anni Allan ha ancora voglia di viaggiare e vivere avventure e scappa dalla casa di riposo dove è stato confinato. Si ritroverà inseguito da una banda di criminali che cercano di recuperare una valigia piena di soldi.

Tratto dal romanzo omonimo best seller di Jonas Jonasson, Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve è una storia che diverte non poco e appare adeguata anche nel formato cinematografico. Produzione totalmente svedese con la regia pacata ma ben calibrata di Felix Herngren, che riesce a riprodurre il senso di leggerezza e umorismo presenti nel libro, equilibrando la narrazione del “presente” con quella della sorprendente vita passata del protagonista Allan Karlsson, impersonato da un altrettanto adeguato Robert Gustafsson, attore comico molto popolare in patria.

L’effetto è una narrazione gustosa che sfrutta fino in fondo lo straripante soggetto del romanzo, reso con una sceneggiatura ed una serie di dialoghi minimali e a tratti surreali, come nella migliore tradizione artistica scandinava. Il risultato si avvicina anche ad alcune produzioni indie e underground americane (es. Little Miss Sunshine, Ogni cosa è illuminata), collegandosi ad esempio con il filone del viaggio d’avventura on the road, che diventa inevitabilmente momento di formazione per alcuni dei personaggi principali gravitanti attorno al centenario fuggiasco. Gustosa in effetti la costruzione dei ruoli secondari: dall’ispettore di polizia assai misurato al quasi dottore di ogni titolo di studio immaginabile, passando per tutta la serie dei criminali la cui volontà violenta si scontra disastrosamente con il caso e la fortuna di Allan Karlsson. Un uomo quest’ultimo che non è certo una cima di intelligenza, ma che nonostante ciò (o forse proprio grazie a ciò) è riuscito a costruirsi una vita assai interessante e avventurosa (inevitabile il rimando a Forrest Gump), diventando addirittura una delle figure che arriva inconsapevolmente e nell’ombra ad avere un peso decisivo nell’orientare la grande Storia.

Qual è in definitiva il messaggio dell’opera? Probabilmente quello che colpisce più nel profondo è lo spirito libertario e folle che pervade la pellicola, a partire dal suo protagonista principale, ma anche dall’intero campionario della commedia umana che lo circonda. È il motivo per cui il film riesce ad essere godibile e divertente per chiunque, risultando apprezzabile anche e soprattutto per chi serio e libertario non è, e magari potrebbe storcere il naso per il messaggio di leggerezza e irresponsabilità che sembrerebbe trasparire da numerose scene. L’ironia e l’autoironia prendono però il sopravvento e seppelliscono ogni tentativo di recintare in un’interpretazione politica e moralistica l’opera, che pure sfrutta goliardicamente e con successo la Storia politica e i suoi principali attori (Stalin, Truman, Franco, Gorbacev, Oppenheimer, ecc.).

Voto: 8

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