Bling Ring

The Bling Ring – Stati Uniti/Regno Unito/Francia/Germania/Giappone 2013 – di Sofia Coppola

Biografico/Crime/Drammatico – 90′

Scritto da Gabriella Massimi (fonte immagine: Mymovies.it)

Tra il 2008 e il 2009 un gruppo di ragazzi ha derubato, per un valore di circa 3 milioni di dollari, le ville di Paris Hilton, Megan Fox, Lindsay Lohan e di altre celebrità, avvalendosi di semplici ricerche su internet e sistemi di sicurezza quasi nulli.

“E vai con lo shopping”

Nel grande buffet delle turbe adolescenziali la regista Sofia Coppola ci racconta questa: il furto compulsivo della banda del Bling Ring ai danni di famose star americane.

Lo stile Coppola si conferma subito nei titoli di testa giallo fluo, con un font semplice, ma forti e decisi che ricordano quelli rosa del film Marie Antoniette.

Il film è ispirato a fatti realmente accaduti e in particolare la regista sottolinea una collaborazione con la giornalista che maggiormente si occupò della vicenda, Nancy Joe Sales, il cui articolo uscì su Vanity Fair nel 2010 col titolo “The Suspects Wore Louboutins” (“I sospetti indossavano Louboutin“)

Trasformare una vicenda come quella della banda Bling Ring in una sceneggiatura non deve essere stata impresa facile, anche se è la stessa Coppola a dichiarare che l’articolo della Sales le sembrava proprio la trama di un film.

Incuriosita da questo articolo ho deciso di leggerlo per avere un’idea del materiale da cui è partita la regista. Tanto di cappello! Del resto stiamo sempre parlando di Sofia Coppola… Un articolo ricco di bugie e mezze verità, perché in ogni caso quasi nessuna delle dichiarazioni rilasciate dai ragazzi è stata mai confermata, non sembrerebbe lo spunto giusto per dare vita a un film con un inizio, uno svolgimento e una fine.

Ovviamente la regista ha dovuto modificare un po’ la cronologia degli avvenimenti per darci appunto l’idea di seguire una storia, ma è comunque molto fedele alla realtà, e alle stesse parole dette dai ragazzi della banda californiana.

Si prova quasi dispiacere nel sapere che quei fatti sono realmente accaduti, che quelle frasi sono state realmente dette. Dei ragazzi giovani e carini, provenienti da famiglie agiate derubano con assoluta disinvoltura e superficialità le case di attori e divi dello spettacolo. Sembra quasi non si rendano conto di quello che fanno, non lo ritengono veramente qualcosa di sbagliato; per di più la fama che ne hanno poi guadagnato non penso li farà mai pentire veramente delle loro azioni.

Il fatto che Alexis Neiers, Nicki nel film, sia stata poi scelta per un reality show in televisione dimostra come ormai i ragazzi cresciuti nel mondo di Facebook e Twitter abbiano bisogno di mostrarsi ed esibirsi per un pubblico americano che, come ci dice Mark (Israel Broussard), subisce il fascino perverso delle storie alla Bonny e Clyde.

Un elemento ricorrente nello stile coppoliano è la scelta delle canzoni, quasi sempre dance o pop. Mentre però l’accostamento tra un sound del genere e la corte di Versailles di Marie Antoinette aveva dato un maggiore tocco di stile alla pellicola, in questo caso la scelta rientra nell’atmosfera discotecara del film.

Per quanto riguarda la scelta degli attori la Coppola ha insistito molto che fossero tutti adolescenti, della stessa età dei loro personaggi e per questo in alcuni casi alle prime armi. L’unica eccezione l’ha fatta per la 23enne Emma Watson che, allontanandosi sempre di più dalla maghetta Hermione, si destreggia bene nel ruolo della furbetta Nicki.

Dato che la banda del Bling Ring operava a Los Angeles, non c’erano dubbi che lì si sarebbe svolta la storia; del resto tutte le case delle star derubate si trovano a L.A., peccato che solo Paris Hilton abbia dato il permesso di fare le riprese nella sua vera casa, tra i suoi armadi e i suoi vestiti. Paris si è detta molto felice di poter collaborare al film, e lo stesso hanno pensato gli attori. Come dice Gavin Rossdale, nel film Ricky il promotore di nightclub, “… chiunque voglia essere qualcuno nello showbusiness ad un certo punto deve avere a che fare con Paris.“.

Le modalità di furto dei nostri ladruncoli sono quasi sempre le stesse: si scavalca il cancello, ci si nasconde alla bell’e meglio dalle telecamere, si cerca quella porta che non è mai chiusa a chiave (quasi sempre dà sulla piscina), e poi ci si scatena in ogni stanza della casa.

Sicuramente il furto più bello dal punto di vista visivo e stilistico è quello ai danni di Audrina Patridge. Piazzando infatti la macchina da presa su una collina si ha una bella visuale della casa dall’alto, con i ragazzi che entrano ed escono da una stanza all’altra carichi di borsoni e vestiti. Un piano sequenza suggestivo e originale.

Alla fine la domanda giusta è: Bling Ring può essere un monito?

La Coppola risponde: “Credo che guardi alla nostra cultura e al fenomeno dei reality e a come queste cose abbiano influenzato questi ragazzi. Ho cercato di raccontare la storia in modo che chi la guarda possa farlo dal punto di vista dei ragazzi, scoprendo quanto sia divertente ed eccitante, per poi alla fine assumere un’altra prospettiva e capire che loro si sono spinti davvero troppo oltre. “.

Se mai vi capitasse di vagare nei pressi della casa di Paris Hilton e vi venisse voglia di salutare il chihuahua Tinkerball (nel film PeterPan) o fare quattro salti nella discoteca privata, ricordate che le chiavi sono sotto lo zerbino e giustamente il portachiavi è una Torre Eiffel.

Voto: 7

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