G. I. Joe – La Vendetta

G.I. Joe: Retaliation – Stati Uniti 2013 – di Jon M. Chu

Azione/Avventura/Fantascienza – 110′

Scritto da Alessandro Pascale (fonte immagine: mymovies.it)

Dopo l’apparente distruzione dell’organizzazione terroristica internazionale nota col nome di Cobra, i membri del gruppo speciale G.I. Joe saranno coinvolti in una lotta per la loro stessa sopravvivenza contro il Comandante Cobra (evidentemente evaso), Zartan, il misterioso assassino esperto di travestimenti, Storm Shadow e Firefly, lo spietato sabotatore mercenario, esperto in esplosivi. Zartan (ora sotto le mentite spoglie del Presidente degli Stati Uniti) decide di terminare tutte le operazioni dei G.I. Joe, accusandoli di alto tradimento e ne elimina la maggior parte con un improvviso attacco aereo, dopo aver attirato la squadra in una trappola.

Un nuovo ordine è sorto, la Casa Bianca è in mano ai Cobra e tutti i paesi del mondo sono minacciati dagli arsenali nucleari di quelli che erano gli Stati Uniti d’America. Dei G.I. Joe restano operativi solo Roadblock, il mitragliere della squadra, Snake Eyes, il misterioso ninja-commando muto, appartenente al clan Arashikage e noto come “Silent Master”, Jinx, cioè Kimi Arashikage, ninja e cugina di Storm Shadow, “Warrant Officer” Flint e Lady Jaye, agente sotto copertura.

Stremati, pochi ed in fuga, i G.I.Joe escogiteranno un disperato piano per dimostrare la verità e colpire i Cobra, ancora una volta. Riceveranno l’insperato aiuto del primo militare ad entrare nel programma segreto da cui sarebbe poi nata la squadra speciale dei G.I. Joe e cioè il Generale Joseph B. Colton, nome in codice “G.I. Joe”

 

Avete presente il vuoto? Ecco, diciamo che G. I. Joe La Vendetta riesce ad avvicinarsi pericolosamente al concetto di vuoto interiore, presentando un formalismo spettacolaristico puro “tutto chiacchiere e distintivo”. Come dire che l’importante non è essere ma apparire. Sentimenti, emozioni, approfondimenti psicologici, citazionismi artistici, tutta roba inutile che fa sbadigliare. Quello che conta è sparare. Di più, di più, sempre di più! E spade ninja ovviamente. Che dai tempi di Kill Bill in poi ci stanno sempre bene in un film d’azione. Un paio di grossi nomi come Bruce Willis e Dwayne Johnson, una splendida donna come Adrianne Palicki, un bel 3-D per mettere in risalto muscoli dei primi e tette della seconda, poi la solita retorica nazional-popolare, lo sfruttamento di un fumetto storico, e il gioco è fatto. Ecco il minestrone che vi permetterà di fare milioni e milioni facendo staccare completamente il cervello per un paio di orette.

La Vendetta è di gran lunga peggiore del primo Il ritorno del Cobra. Non che quest’ultimo si differenzi poi così tanto nei precetti di fondo, ma per lo meno variava un po’ di più giocando sui personaggi e sul tentativo di inserire anche elementi esterni a quelli meramente bellici.

La Vendetta non lascia invece quasi nulla. Il cervello si è realmente spento per due ore ed è rimasto intriso di sparatorie, missili, esplosioni e combattimenti corpo a corpo.

Si salva pochissimo: ovviamente le curve della Palicki, che male non fanno. Ma anche l’autoironia di un Bruce Willis ormai sempre più cazzaro e smaliziato, e la bravura di Jonathan Pryce nel non semplice ruolo di un Presidente ora malvagio e impostore, ora buono e rinchiuso in gabbia.

L’unico momento in cui si riesce a provare un po’ di stupore rimane tutta la parte di combattimento e fuga svolta sulle montagne dell’Himalaya. Qui scenografia, fotografia ed effetti speciali si uniscono virtuosamente riuscendo a sorprendere positivamente lo spettatore con un’estetica ed un’azione non banali e confuse come nella gran parte delle altre scene.

Il problema principale di questo G. I. Joe sembra sostanzialmente essere quello di prendersi troppo sul serio. Il film piacerà a molti per l’imponente effettistica, la trama scorrevole e il cast tutto sommato dignitoso (anche se Johnson è pesante come un mattone). Il problema sta tutto a livello di sceneggiatura e di regia. Incapaci entrambi di aggiungere al soggetto un qualsiasi cosa (ironia? Psicologia? Umorismo? Passione? Anima?) in grado di togliergli quest’imbarazzante aurea di vuoto pneumatico per la quale il film venderà certo un sacco ma verrà dimenticato un secondo dopo la sua visione, così come ci siamo dimenticati dei film sui Transformers

Voto: 4

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