Un Anno Da Leoni

The Big Year – Stati Uniti/Canada 2011 – di David Frankel

Commedia – 102’

Scritto da Alessandro Pascale (fonte immagine: myMovies.it)

Tre uomini amanti del birdwatching partecipano al North American Big Year, una competizione della durata di un anno durante la quale devono avvistare il maggior numero di uccelli del nord America. Durante la gara la loro vita subirà alcuni cambiamenti.

 

L’orrore si mostra fin dal titolo, che in origine era un più onesto The big year, storpiato in italiano in Un anno da leoni per sfruttare evidentemente l’effetto boom di Una notte da leoni. Ma al di là di queste sconcerie degne della peggiore industria culturale Un anno da leoni è davvero film tremendo sotto ogni aspetto. Nonostante un cast stellare che sembrerebbe promettere scintille (Steve Martin, Jack Black, Owen Wilson) ci troviamo davanti un’opera sciatta, noiosa, pretenziosa nel suo porsi in maniera seriosa e moralistica. Nonostante un soggetto piuttosto particolare (il birdwatching) c’era senz’altro spazio per una commedia dalle tinte vivaci, che potesse sfruttare le doti comiche di alcuni degli attori più brillanti del cinema comico americano. Invece Un anno da leoni è un film che non lascia niente. Assolutamente niente. Neppure qualche battuta o lampo di genio improvviso di Jack Black, che in un ruolo evidentemente poco calzante si (e ci) deprime ulteriormente. Stesso discorso per Martin, incapace del minimo guizzo estroso che l’ha sempre contraddistinto. Wilson se la cava un pelo meglio degli altri, ma neppure lui riesce a dare concretezza ad un personaggio scialbo e privo di attrattiva. La sceneggiatura di Howard Franklin è penosa. Dialoghi stantii, buonisti, privi di mordente. Visto il tema si poteva puntare sulle scenografie e sulla paesaggistica ambientale, deviando su una via documentaristica moderna, ma neppure questo viene fatto, dando anzi l’impressione che il film sia stato commissionato da qualche ministero del turismo americano teso a mettere in risalto in maniera mediocre le località yankees più dimenticate.

Il messaggio etico-culturale di fondo è infine imbarazzante per la sua banale e moralistica semplicità: hey amico, ricordati che ci sono cose più importanti del lavoro, e cioè i propri hobby, tra cui gli uccelli. Però poi ricordati anche che ci sono cose più importanti degli uccelli, tipo la famiglia e l’amore.

Serve aggiungere altro?

Voto: 3

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