The Avengers

The Avengers – Stati Uniti 2012 – di Joss Whedon

Azione/Avventura/Fantascienza – 143′

Scritto da Alessandro Pascale (fonte immagine: Marvel.com)

Loki appare sulla Terra e ruba il Tesseract, cubo cosmico che gli può consentire di aprire un varco dimensionale utile a far invadere il pianeta dai Chitauri, esercito alieno distruttore. A contrastarlo ci sarà Nick Fury, direttore dello SHIELD, che metterà assieme un super-team di supereroi formato da Capitan American, Hulk, Iron Man, Vedova Nera. Presto si aggiungeranno Thor e Occhio di Falco.

 

Joss Whedon regala un gioiellino. Poteva essere una beceronata. Potevamo stramazzarci al suolo per due ore a piangere per lo strazio e l’assassinio di eroi fumettistici d’antan. Potevamo semplicemente romperci i coglioni. E invece The Avengers è una visione ultra-godibile, che delizia il palato in maniera a tratti sorprendente fin dalle prime scene, in cui di supereroi non c’è traccia, ma basta la presenza maestosa di Samuel Jackson che introduce un cast straripante che somma big come Robert Downey Jr (Tony Stark/Iron Man), Chris Evans (Steve Rogers/Capitan America), Mark Ruffalo (Bruce Banner/Hulk), Chris Hemsworth (Thor), Scarlett Johansson (Natasha Romanoff/Vedova Nera) e Jeremy Renner (Clint Barton/Occhio di Falco).

Diciamocelo subito: la parte del leone la fa Robert Downey Jr, che con la sua istrionicità riesce a dare quel giusto equilibrio all’opera, sia smorzando il rischio che il pathos diventasse troppo elevato (rischio dato soprattutto da Thor e l’insopportabile Capitan America), sia aggiungendo quella giusta dose di ironia e umorismo capace di dare scorrevolezza e leggerezza all’insieme.

È lui il vero protagonista dell’opera, ed è giusto che sia lui il risolutore del primo episodio di quella che si annuncia una trilogia imperdibile. Non bisogna dimenticare però altri degni compagni al suo fianco: il discreto ma brillante Mark Ruffalo riesce a ridare slancio ad un personaggio scomodo (Hulk) che finora aveva mietuto diverse “vittime” illustri (tra cui Edward Norton). La Johansson aggiunge quel tocco di sensualità e glaciale grazia che non guasta, trovando però sempre meno spazio nel corso d’opera, schiacciata dal peso delle altre star maschili.

Gran merito nella capacità di coordinare tante prime donne va ovviamente al regista Joss Whedon, per l’occasione al vero esordio cinematografico dopo una carriera fatta di telefilm più o meno interessanti (Buffy, Angel, Dollhouse). La sua capacità non è solo quella di trovare il difficile equilibrio da assegnare ai vari “eroi”, ma anche quello di alternare i momenti narrativi e dialogici a quelli di mera “spettacolarità”. Senza dimenticare che nei momenti narrativi occorreva trovare tutti i nessi e gli incastri adeguati con cui dare un senso sia al riferimento originario al fumetto, sia alle trasposizioni cinematografiche “marveliane” avvenute negli ultimi anni.

Non certo una matassa facile da sbrogliare. Whedon si carica tutto sulle spalle, realizzando soggetto (assieme al fumettista Zak Penn) e sceneggiatura e trovando il perfetto bandolo della matassa. Ne risulta un film strutturato fondamentalmente in due parti: nella prima assistiamo all’arruolamento degli avengers, con le rapide ma incisive spiegazioni degli intrecci che li riguardano (con tanto di rimandi visivi alle scene dei film precedenti). Nella seconda, in un crescendo scenico, assistiamo agli spettacolari scontri sulla portaerei volante e alla battaglia a New York contro gli alieni.

Le chicche umoristiche non mancano mai e determinano momenti indimenticabili come:

Iron Man che nei momenti di riposo indossa la maglietta dei Black Sabbath (autori della canzone “Iron Man”) sbeffeggiando un operatore della portaerei che invece di lavorare gioca di nascosto a Galanga;

Hulk che si scontra contro la macchietta Loki (Tom Hiddleston). Loki, infuriato, inizia un discorso sulla sua superiorità divina rispetto all’animale Hulk e quest’ultimo che non lo fa neanche finire di parlare prendendolo per le gambe e sballottandolo sul pavimento con una violenza inenarrabile (concludendo con la sorprendente battuta “Tzè, un Dio gracile”)

Clint Barton/Occhio di Falco che applica il metodo “no-look” al tiro con l’arco, facendo probabilmente rodere d’invidia Cristiano Ronaldo.

In definitiva uno dei blockbuster più divertenti e riusciti degli ultimi anni. Pur scevro di contenuti politici e morali forti (come ad esempio il Cavaliere Oscuro di Nolan) The Avengers è una forza della natura del genere d’intrattenimento, sfruttando fino al midollo gli effetti speciali. Degna di nota anche la colonna sonora, molto heavy metal.

Voto: 8

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: