Act of Valor

Act of Valor – Stati Uniti 2012 –  di Mike McCoy

Azione/Avventura/Thriller – 110’

Scritto da Alessandro Pascale (fonte immagine: Amazon.it)

Il film segue le vicende degli uomini appartenenti ad una squadra Navy Seal impegnati in azioni di guerra anti-terroristiche (e non solo).

Act of Valor è probabilmente uno dei film più reazionari, filo-imperialisti e politicamente violenti che siano usciti recentemente in circolazione. Si pone sulla scia di un’infinità di opere (ricordiamo recentemente film come Battleship, World Invasion, ecc.) che cercano invano di recuperare un alone di credibilità e legittimità per le forze militari americane. Scriveva in maniera eccellente Alessandro Giovannini riguardo a World Invasion: “Non è difficile leggere dietro a questo film […] il disagio e lo spaesamento dell’America di fronte alle mezze vittorie (o mezze sconfitte) in ambito politico-militare dell’ultimo decennio; strumento di propaganda per un popolo che perde fiducia, ennesima parata di divise e mitragliate da videogame […]”.

Discorso che si adatta perfettamente ad Act of Valor, con alcune differenze di fondo rispetto a World Invasion e Battleship: laddove infatti questi ultimi due film trovavano il comune nemico nell’invasore alieno qui si alza il tiro e si sceglie di giocarsela tutta su un nemico reale (il terrorismo islamico e il commercio internazionale di droga), adattando fatti reali (la storia è infatti ispirata a storie vere) con personaggi reali (buona parte degli attori sono realmente militari). Il tutto segna il punto di forza dell’opera: il realismo estremamente avanzato. Pochi fronzoli. Quello che viene fatto vedere è qualcosa di molto vicino a quello che accade realmente (altro che I mercenari…). Naturalmente il tutto viene “abbellito” e contornato con fatti il più possibile drammatici ed eroici, che vanno a rimpolpare una retorica pomposa sui valori della famiglia, dell’onore, del cameratismo, e bla bla bla. Act of Valor è la staticità allo stato puro: da una parte i buoni, dall’altra i cattivi. Da una parte il bianco, dall’altro il nero. Senza se e senza ma. Vincono i buoni. Che potranno piangere i loro eroi lasciando madri a crescere da soli i loro figli. Strombazzi, medaglie e lacrime per il bene comune. E’ l’ideologia delle classi dominanti, bellezza.

Il film risulta però sostanzialmente brutto e inutile sotto ogni punto di vista: se è vero che il realismo delle azioni militari è il punto più interessante è altrettanto vero che spesso sembra di stare in un videogioco artificiale sullo stile Call of Duty. L’approfondimento psicologico quasi non esiste. La sceneggiatura è un accumulo di sparatorie e azioni militari appena contornata con uno straccio di dialoghi (noiosissimi e scontati). La colonna sonora un cliché. Tutto quanto molto inutile.

Voto: 4

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