Il Regno Di Ga’Hoole – La Leggenda Dei Guardiani

Legend of the Guardians: The Owls of Ga’Hoole – Stati Uniti/Australia – di Zack Snyder

Animazione/Azione/Avventura – 97′

Scritto da Alessandro Pascale (fonte immagine: mymovies.it)

Soren è un giovane gufo che rimane ammaliato dalle storie fantastiche di suo padre sui Guardiani di Ga’ Hoole, un gruppo di mitici guerrieri alati che ha combattuto una dura battaglia per salvare il popolo dei gufi dai malvagi Puri. Mentre Soren sogna di unirsi un giorno ai suoi eroi, il fratello maggiore, Kludd, si fa beffe dell’idea, e desidera cacciare, volare e conquistarsi i favori di suo padre togliendoli a suo fratello minore. Ma la gelosia di Kludd ha terribili conseguenze che provocano la caduta di entrambi i gufi dalla loro casa sopra gli alberi e li fa finire direttamente tra gli artigli dei Puri, dei gufi malvagi che rapiscono giovani gufetti per portarli a St. Aegolius Academy dove vengono addestrati per essere guerrieri. Ora spetta a Soren riuscire a realizzare una fuga rocambolesca con l’aiuto di altri coraggiosi giovani gufi. Insieme, devono sorvolare il mare e, attraverso una nebbia fittissima, trovare il Grande Albero, la casa dei leggendari Guardiani, l’unica speranza di Soren di sconfiggere i Puri e salvare il regno dei gufi.

 

 

Il regno di Ga’Hoole è un film d’animazione incentrato sui gufi. Da una parte il regno dei gufi cattivi, dall’altra quello dei gufi buoni. Alla fine ovviamente combattono e manco a dirlo chi vincerà mai?

Raccontato così sembra tutto una gran boiata che non val la pena di essere vista. E in effetti non è certo il livello narrativo il punto forte dell’opera, anzi sostanzialmente ne è di fatto l’aspetto più debole, nonostante il materiale usato per realizzare la sceneggiatura sia basata sulla saga letteraria fantasy per ragazzi “I guardiani di Ga’Hoole”, scritta da Kathryn Lasky.

Motivo di interesse poteva e doveva essere il fatto che a dirigere la baraonda fosse Zack Snyder, al quarto film dopo gioielli di grande successo artistico e commerciale del calibro di 300 e Watchmen. Ma qualcuno dovrebbe dirci se non abbiano per caso usato un suo omonimo… Che fine ha fatto la capacità di Snyder di creare (assieme al responsabile della fotografia Larry Fong) un’estetica a suo modo quasi unica, in grado di solleticare gli occhi dello spettatore con le sue volute plastiche, dinamiche ed epiche? E quella capacità di immortalare dei personaggi gloriosi in grado di sfondare perfino nell’immaginario pop urbano?

Non si sa. Quel che sappiamo è che purtroppo dal punto di vista tecnico l’animazione del film non offre nessuno spunto originale di sorta, mostrandosi anzi più volte piuttosto piatta. Se vogliamo fare un confronto impietoso con un altro film d’animazione basato su effetti speciali “in volo” e su una grande battaglia finale pensiamo a Dragon Trainer e troviamo il paragone imbarazzante per la manifesta superiorità di quest’ultimo sotto ogni aspetto. Manca lo spunto vincente, mancano i personaggi divertenti di spalla, manca la capacità di riuscire a portare avanti un’idea in modo compiuto fino in fondo. Ci si chiede insomma perchè Snyder si sia lanciato in un simile progetto…

Gli aspetti più interessanti dell’opera in realtà sono i citazionismi e gli aspetti politici che si trovano dietro: il regno dei malvagi Puri è guidato di fatto da un proto-Hitler, la società è rigidamente gerarchizzata e organizzata su basi razziali (i Puri sono di fatto l’equivalente degli ariani tedeschi). La forza lavoro è garantita dalla messa in schiavitù (tramite una specie di ipnosi collettiva) di gufi appartenenti a razze minori, catturati quando ancora cuccioli e indifesi, con un procedimento che rammenta molto le deportazioni fatte dagli europei ai danni delle popolazioni africane per farle lavorare in America.

Il messaggio ideologico che segue è ovvio e fin troppo banale per eccitare lo spettatore. Più curioso è notare come da questo momento in poi ci siano sempre più parallelismi con la saga di Star Wars: lo scontro in mezzo al fuoco tra i due gufetti fratelli, uno incarnazione del bene, l’altro passato al male, è solo il primo clamoroso esempio (Obi-Wan contro Skywalker). I gufi guardiani cos’altro sono se non gli jedi? E il mitico Ezylryb, vecchio e striminzito gufetto dal glorioso passato militare, non è forse l’alter ego di Yoda? Specie quando avviene il duello contro il malvagio re nemico, il cui viso menomato non si riesce a vedere perchè coperto da un elmo enorme (Darth Plagueis o Dart Fener, fate voi…), sembra tutto così lampante…

Curiosità a parte non si può che constatare sia criticamente che emotivamente l’inferiorità netta de Il regno di Ga’Hoole rispetto al tanto ottimo cinema d’animazione in circolazione in questi ultimi anni (grazie Pixar!). Forse Snyder doveva pensarci almeno due volte prima di lanciarsi in un’opera che poneva notevoli perplessità e rischi fin dalla sceneggiatura non proprio esaltante…

Voto: 5

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