My Son, My Son, What Have Ye Done

My Son, My Son, What Have Ye Done – Stati Uniti/Germania 2009 – di Werner Herzog

Drammatica/Thriller – 91′

Scritto da Alessandro Pascale (fonte immagine: cinemadelsilenzio.it)

Il film inizia con la polizia che si reca sul luogo di un delitto. Un giovane attore, Brad McCullum, ha ucciso la propria madre con una spada e si è barricato in casa con degli ostaggi. Il detective Havenhurst interroga alcune persone, tra cui la fidanzata dell’assasino e il suo insegnante di recitazione, e ricostruisce il percorso che ha portato il giovane alla follia, iniziato con un’escursione in kayak su un fiume del Perù. Si scoprirà anche l’ossessione di Brad per il personaggio che interpretava nell’Elettra di Sofocle…

Werner Herzog che collabora con David Lynch non è una roba che accada tutti i giorni: tornano in mente le atmosfere claustrofobiche di Nosferatu, ideali contraltari agli psico-surrealismi di Eraserhead, e pensi inevitabilmente che debba uscirne fuori un connubio indimenticabile…

E invece no. Purtroppo niente di tutto ciò. Nonostante l’accoglienza trionfale al festival di Venezia 2009 l’opera herzoghiana (creduta non del tutto a torto più una co-regia con Lynch) delude alquanto, non riuscendo a trovare un movente valido per rimanere impressa nella memoria.

Partiamo dalla storia: il fatto che si sia preso spunto da una storia vera e che si sia scelto di girare negli stessi luoghi in cui sono avvenuti i fatti reali è poco più che un paio di curiosità che lasciano il tempo che trovano. In realtà non è questo lo sfondo che interessa al regista (e se questo era lo scopo si sarebbe dovuto rimpolpare un bel po’ la sceneggiatura), quanto piuttosto la rappresentazione psicologica e scenografica della follia (o se volete chiamiamola “ottica a-razionale”, o “misticismo”) del protagonista Brad McCullum. L’opera verte attorno alla sua figura, interpretata superbamente da Michael Shannon, capace di destare i più diversi stati d’animo (per lo più inquietudine c’è da dire…).

L’unico altro interesse verte attorno alla madre di Brad, quella Grace Zabriskie che molti ricorderanno tra i “faccioni” di Inland Empire. Non per niente è durante le sue presenze che si raggiungono i momenti più grotteschi e lynchiani del lotto, in cui l’angoscia sale artificiosamente a livelli altissimi nonostante di fatto non succeda niente. E forse è proprio questo il più grosso problema del film: non succede niente. La violenza e i fatti più tragici sono evocati e narrati con grande precisione ma non vengono mai visualizzati né esposti. Una rimozione coraggiosa della violenza pura (quasi una presa di posizione politica contro il dilagare del fenomeno nella nostra società mediatica), che però si ritorce contro, nel momento in cui non si riesce a sostituirla con nient’altro di accattivante.

Non bastano gli autocitazionismi di Herzog, che fa iniziare la trasformazione del proprio eroe maledetto nelle foreste sperdute e selvagge del Perù, ricordando così la forza misteriosa della natura, in grado di sconvolgere la mente umana così come avvenne in Aguirre, furore di Dio. Non basta la presenza di Willem Dafoe, ripulito per l’occasione dagli orrori di Antichrist e sistemato in un ruolo troppo misurato e di secondo piano che non lo valorizza. Non basta infine una struttura che alterna un po’ sterilmente narrazione presente a flashback usati per spiegare il percorso deviato di Brad. Tutto ciò non basta, e alla fine fioccano anche numerosi sbadigli. Un’occasione persa. Il connubio indimenticabile sarà per la prossima volta…

Voto: 5

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: