Fantastic Mr. Fox

Fantastic Mr. Fox – Stati Uniti/Regno Unito 2009 – di Wes Anderson

Animazione/Avventura/Commedia – 87′

Scritto da Alessandro Pascale (fonte immagine: aforismi-meglio.it)

Mentre la volpe Mr. Fox e la moglie Felicity stanno rubando dei polli rimangono ingabbiati in una trappola, Felicity dice al marito che è incinta e che da ora in poi lui si sarebbe dovuto trovare un’occupazione meno pericolosa.

Due anni dopo (che nella finzione del film corrispondono a dodici “anni volpe”) vediamo le due volpi che vivono in una tana con il loro figlio Ash. Fox, che ora è un giornalista, decide che è il momento che la sua famiglia vada a vivere in un posto più bello. Individua un albero con una bellissima vista che però si trova nelle vicinanze di tre grossi impianti dei tre contadini più importanti della zona, ingnorando l’avvertimento dell’amico Badger, un tasso avvocato, Fox si trasferisce insieme alla famiglia. Ash è nel periodo dell’adolescenza e ha qualche difficoltà nei rapporti con gli altri, a questo si aggiunge l’arrivo del cugino Kristofferson, affidato a loro dato che il padre è gravemente malato, che egli mal sopporta.

Fox e Kylie, un opossum tuttofare, escogitano dei piani per rubare i prodotti delle tre fattorie. Dopo i furti i contadini decidono di stanare le volpi dall’albero ed ucciderle.

 

Wes Anderson ci è riuscito ancora, quel fottuto piccolo grande genio visionario. Dopo gioielli come Rushmore, i Tenenbaum, Le avventure acquatiche di Steve Zissou se ne è uscito fuori con l’ennesima splendida narrazione a incastro in cui stavolta la novità è l’immersione nell’animazione 3D, con una grafica coraggiosa sicuramente rispondente ad un certo rusticismo fiabesco attinente all’occasione (il soggetto è tratto da un’opera di Roald Dahl), ma estremamente coraggioso per il suo aspetto ruvido e apparentemente posticcio, assai distante dai disegni patinati della Pixar o della Dreamworks.

Quello che potrebbe essere il punto debole del film, rendendo più ostico l’approccio da parte dei più piccoli, si rivela in realtà il maggiore punto di forza dell’opera, nobilitandola al punto da non farla sfigurare di fronte ai lavori precedenti dell’autore americano.

Al centro della narrazione sta il personaggio di Mr. Fox, simpatica e furbesca volpe che abbandona la pericolosa attività di ladro di pollame per compiacere la moglie rimasta incinta. L’abbandono della pericolosa professione conduce all’approdo verso il giornalismo, ma quando Mr. Fox e famiglia cambiano casa si trasferiscono nei pressi di tre grandi fattorie, la cui “mercanzia” diventa l’ossessione del capofamiglia.

Se questo è sicuramente il personaggio più accattivante e riuscito dell’opera (la sua voce è di George Clooney, così come i suoi comportamenti diventano un perfetto mix tra quest’ultimo e il mesto Bill Murray) grande merito va anche a chi ha immaginato e realizzato i tre proprietari delle fattorie, tra cui il produttore di sidro è senz’altro il più entusiasmante.

Ottima anche la colonna sonora ma ad incantare maggiormente è la vivacità dell’azione, il ritmo serrato, la luminosità cromatica, la schiettezza dei dialoghi e la capacità di inquadrare scenografie e fotografie sempre brillanti e dinamiche. Se non è un capolavoro poco ci manca.

 

Voto: 8

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