Ritorno in Apnea

Ritorno in Apnea – Italia 2020 – di Anna Maria Selini

Documentario – 75´

Scritto da Barbara Bresciani (fonte immagine: comingsoon.it)

Residente a Roma la bergamasca giornalista, scrittrice e videomaker Anna Maria Selini ritorna nella zona più colpita d’Italia dal Covid, il focolare che ha involontariamente propagato il virus su tutto il territorio: Bergamo e la sua provincia (dove, in soli due mesi, sono morte seimila persone, il doppio di quelle che risultano dai dati ufficiali) per mostrare come l’emergenza sia stata gestita con negligenza criminale e ricostruire la storia grazie alle testimonianze dirette di giornalisti, insegnanti, medici, infermieri, funzionari della Cgil, musicisti, commercianti, sociologi, rapper e qualcuno che vuole restare anonimo. Sgomenti di come sia stato possibile che un virus tanto letale abbia preso piede in un posto praticamente sperduto nel nulla.

Il documentario-inchiesta si apre simbolicamente su un lombardo cielo plumbeo che fa da sfondo all’iconografia della “Danza Macabra” medioevale rappresentata dall’artista Giacomo Borlone de Buschis sull’esterno dell’Oratorio dei Disciplini a Clusone in provincia di Bergamo (1485). L’immagine veemente di una comunità in preda a un’epidemia (la peste) tenuta nascosta dalle autorità.

La regista filma le tappe di una personale indagine per cercare di offrire un quadro il più possibile documentato di un argomento su cui voci e dicerie sono sicuramente superiori ai fatti realmente registrati. L’uso di materiale di cronaca è ridotto all’osso ma efficace, si basa sull’intervento di un assistente di volo che spiega come ha filmato e poi reso involontariamente virale il video della parata di camionette militari funebri che attraversavano la città, le impressionanti immagini ormai entrate nello scenario collettivo nazionale. La struttura filmica digitale è convenzionale ma senza avere pretese stilistiche è evidente sia un lavoro serio di ricerca sia una comprensibile empatia con il tema trattato, intrecciando parentesi sul privato dell’autrice che partecipe riflette sul tema del contagio che ha portato ai sensi di colpa un’intera identità collettiva fino al suicidio di alcune persone. Trova il tono giusto tra denuncia, domande e certezze che sa cercare nei volti e nelle dichiarazioni degli intervistati che i discorsi ufficiali e la politica non hanno saputo trovare, riuscendo ad essere piuttosto persuasiva: anche perché il nemico non è una persona ma qualcosa di invisibile. Prodotto da Alberto Valtellina. Della regista esiste anche il libro omonimo. Perfetto il commento musicale minimalista di Alessandro Adelio Rossi che si chiude con il bel pezzo eloquente del Signor K “La vita non è in vendita”.

Voto: 6

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