Diarios de Otsoga

Diarios de Otsoga – Portogallo 2021 – di Maureen Fazendeiro e Miguel Gomes

Drammatico – 101´

Scritto da Enrico Cehovin (fonte immagine: cineuropa.org)

In un modo o nell’altro la pandemia del 2020 ha alterato gli equilibri di tutti. Nel caso della coppia di registi portoghesi Maureen Fazendeiro e Miguel Gomes, diversi progetti in sviluppo si sono inevitabilmente arrestati; hanno però colto l’occasione, superata la fase di blocco totale dei mesi di marzo e aprile, per superare una seconda ondata chiusi in casa sì, ma con un (ridotto) gruppo di lavoro e per affrontare, per quanto possibile, la reclusione in modo collettivo restando artisticamente attivi avviando un nuovo progetto.

Girato tra il 17 agosto e il 20 settembre del 2020, Diários de Otsoga risulta perfettamente in linea con Arabian Nights, la mastodontica opera di Gomes del 2015 divisa in 3 capitoli per una durata complessiva di 6 ore; laddove Arabian Nights continuava ad accumulare storie e girato individuando nel continuare a raccontare l’unico modo per sopravvivere, Diários de Otsoga sperimenta come gesto reazionario a una chiusura imposta, remando contro la pandemia, tentando di fare qualcosa laddove il lockdown del 2020 ha impossibilitato il mondo ad andare avanti.

Proposto in ordine cronologico inverso rispetto la progressione del girato, sotto forma di un diario che incede dal giorno 22 (giorno di fine riprese) al giorno 1 (giorno di inizio riprese), Diários de Otsoga mima lo spaesamento della percezione del tempo vissuto in lockdown al tempo della pandemia del 2020, continuando ad accumulare azioni, situazioni, discussioni, proposte, alternando una ricerca artistica vincolata dalla chiusura in unica location, a momenti di vita vera (Maureen Fazendeiro, compagna di vita di Miguel Gomes nella realtà, ha davvero dovuto esimersi dalle riprese per non affaticare ulteriormente la gravidanza in corso).

Filmato in 16mm Diários de Otsoga è un opera molto vicina al cinema di Jacques Rivette, realizzata con il contributo collettivo dell’intera troupe in ruoli intercambiabili. Gli attori, alla ricerca di un personaggio, si scambiano ruoli e azioni, fino ad arrivare al paradosso dove si invertono di ruolo le figure di attori e registi. Gomes e Fazendeiro entrano in campo, dialogano con gli attori, cercano la collaborazione e la condivisione di un progetto, la ottengono e confezionano un’opera tanto testimone del suo tempo quanto universale nel reagire artisticamente alle avversità.

Il concetto di opporsi alla morte dando vita a un progetto viene perfettamente riassunto da un’immagine del film, quella di un frutto lasciato a marcire che, per merito dell’inversione cronologia del montaggio, col progredire del film torna vivo, emblema anche di un cinema non destinato a estinguersi e in grado di farsi sentire vivo nel momento del bisogno.

 

Voto: 8

 

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