Lo devo ammettere: sono un cinefilo!

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Finalmente Domenica! di Francois Truffaut – fonte immagine: annyas.com

Scritto da Francesco Carabelli

Cosa sarebbe successo se avessi preso più seriamente certi segni del destino? La mia storia è nata grazie ad un cineforum che ha fatto incontrare i miei genitori e vive tutt’oggi di film e immagini in movimento.

Lo sentivo quel giorno più di 25 anni quando su proposta della nostra prof di filosofia, a cui devo molto del bello della mia vita, la prof.sa Cristina Boracchi, accettai di prender parte al corso pomeridiano di cinema del progetto giovani del liceo, un progetto volto ad integrare le conoscenze e le competenze dei giovani in ambito artistico e culturale: teatro, cinema, musica.

Iniziava una lunga sfida, l’avvicinamento al cinema, quello vero con i pochi mezzi di allora, un paio di videoregistratori per montare (uno offerto gentilmente al mio compagno di avventure Andrea Minchella, oggi recensore e critico cinematografico per una testata online locale, dalla madre del compianto regista Alberto Sironi, vicina di casa di Andrea a Gallarate, l’altro di proprietà di Andrea; io all’epoca avevo scelto di non avere un videoregistratore per privilegiare gli studi e non perdere troppo tempo nella visione di film. Ne vedevo già troppi in televisione..), una videocamera di proprietà di un ns. compagno di avventure, Giuseppe, novello liceale e la disponibilità di amici che avevano un negozio di tv, che ci misero a disposizione delle centraline per l’elaborazione elettronica delle immagini e per l’audio dubbing (parlare di computer per l’elaborazione delle immagini e di montaggio digitale era allora fantascienza, tanta grazia se sempre grazie al nostro compagno di avventure, Giuseppe, potemmo fruire di una macchina fotografica digitale da usare per comporre le  locandine; allora era un’utopia, dominando ancora l’analogico e la stampa su carta kodak o fuji).

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Iniziammo a scrivere un soggetto, poi sviluppammo una sceneggiatura facendo il découpage delle scene e iniziammo a girare quello che doveva essere il nostro regalo ai nostri colleghi e compagni per l’ultimo giorno di scuola. Il cortometraggio, intitolato L’altra Ombra, venne proiettato più volte con un discreto successo di pubblico e gli anni seguenti con una crew leggermente modificata sviluppammo nuovi progetti, forse meno sentiti ed esteticamente ricercati, ma che occuparono i nostri pomeriggi liceali e ci fecero apprezzare la settima arte.

Propri in quegli anni iniziò la nostra passione cinefila: prima per i blockbuster e i film americani in genere, poi la scoperta all’ultimo anno di liceo (parlo a livello personale) del cinema francese della Nouvelle vague grazie alla visione dell’ultimo film di Francois Truffaut, Vivement Dimanche! (Finalmente Domenica!), mandato in onda in seconda serata sulla, allora visibile anche in Italia, Tv svizzera italiana, TSI (oggi RSI).

La scoperta contemporanea del cinema tedesco, grazie alla professoressa Boracchi che per un concorso mi prestò alcune videocassette di film di Wim Wenders, altrimenti introvabili in commercio.

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  Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders – fonte immagine: cinerunner.com

Un fuoco che bruciava, mentre dedicavo i miei studi alla filosofia, e che viveva di visioni rapsodiche nei fine settimana, sui canali tematici che allora impazzavano via satellite (tra la fine del XX° secolo e l’inizio del XXI°).

Solo alla fine del mio corso di studi ebbi più tempo e denari (grazie al lavoro) per acquistare i film in dvd. Finalmente potevo guardare i classici procurandomeli facilmente da blockbuster o da feltrinelli o anche poi nei negozi online e arricchire la mia cultura cinematografica settimana per settimana, aspettando il venerdì sera per immergermi in una tre giorni di intense visioni serali o notturne. Si passava dal film americano di cassetta, ai capolavori della storia del cinema, dai film francesi, a quelli tedeschi a quelli svedesi o ai russi, per non dimenticare le varie ondate asiatiche. Ogni fine settimana si conosceva un autore nuovo, anche grazie all’assidua frequentazione delle videoteche a noleggio. Certo si doveva passare del tempo per uscire, prendere la macchina, andare in città, magari con il freddo invernale, e dedicarsi alla ricerca del film singolare al quale avresti poi dedicato la scrittura della recensione settimanale sul tuo primo blog, e poi per i vari portali specializzati con i quali avresti collaborato.

Molto spesso quello che non trovavi eri costretto, volente o nolente, a scaricarlo, tempi ben lontani dalla sazietà odierna ove tutto è disponibile sulle grandi piattaforme ad abbonamento e si ha quasi l’imbarazzo della scelta.

In quegli anni era iniziata anche la partecipazione alle proiezioni stampa a Milano e la frequentazione dei festival in provincia o nel resto di Italia.

La passione cresceva e crescevano anche le aspettative, ma poi avevo capito che di sole recensioni non ci sarei di sicuro campato e avevo fatto buon viso a cattivo gioco, occupandomi della crescita del portale di cui mi era stato affidato lo sviluppo, scontrandomi ogni giorno con le esigenze del proprietario che voleva guadagnare dei soldi con il mio contributo e quello degli altri collaboratori, contributo del tutto volontario e gratuito. Fino a quando il portale di riferimento aveva cessato le pubblicazioni e per non perdere il treno avevo imparato a programmare in wordpress e mi ero reinventato webmaster e amministratore di un nuovo portale, potendo contare sulla collaborazione di amici fidati che credevano in me e volevano continuare a scrivere.

Una rete di relazioni, anche transfrontaliere che permettono di crescere e di tenersi sempre aggiornati sulle nuove uscite italiane ed estere. Il supporto indispensabile degli uffici stampa e gli amici di sempre su cui contare per una critica o un consiglio.

Dicevo, bisognava forse cogliere meglio i segni del destino e gettarsi a capofitto in questa avventura fin dagli anni ’90, forse in cui c’erano meno mezzi, ma meno concorrenza. Oggi grazie ai cellulari, tutti possono fingersi, almeno per un giorno, registi su instagram e su youtube e magari diventare anche famosi grazie alle molte visualizzazioni.

Forse abbiamo perso in originalità e in carattere, i film si sono standardizzati verso l’alto per qualità tecnica, ma molto spesso manca l’estro, manca la genialità del regista che fa un po’ di tutto per far crescere e sviluppare il proprio film. Forse è venuto meno il vero e proprio autore, così come lo intendevano i giovani turchi dei Cahiers du cinema negli anni ’50 e sono tornati ad essere preponderanti i contributi degli sceneggiatori e degli story-teller, tanto più oggi con il predominare della serialità, ossia delle serie TV sul vero e proprio cinema da sala, complice anche il Covid -19 che ha svuotato i teatri e ha stimolato lo sviluppo delle app e dei portali di cinema e serie tv.

Una cosa è certa: cinefili siamo, cinefili rimarremo. E’ nel nostro DNA, qualunque sviluppo avrà la Settima arte.

Buona visione!

Il presente testo è apparso in forma lievemente rimaneggiata in due puntate sul quotidiano La Prealpina di martedì 27 luglio 2021 e su quello di mercoledì 28 luglio 2021

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