Smokin’ Aces

Smokin’ Aces – Regno Unito/Francia/Stati Uniti 2006 – di Joe Carnahan

Azione/Commedia/Crime – 109′

Scritto da Alessandro Pascale (fonte immagine: mymovies.it)

Buddy Israel (Jeremy Piven), è un famoso intrattenitore ed illusionista che si esibisce sui palcoscenici della viziosa Las Vegas, incurante del legame che vi è tra gioco d’azzardo e criminalità. Buddy è un uomo debole in completa balia delle droghe, che si trova ad affrontare uno dei momenti più importanti della sua vita, tra due giorni sarà inserito in un programma di protezione testimoni, dopo essere stato costretto dall’FBI a deporre contro i suoi vecchi amici malavitosi, tra cui Primo Sparazza, boss di Cosa Nostra.

48 ore sono lunghissime e può succedere di tutto, soprattutto dopo che la malavita ha messo una taglia di 1 milione di dollari sopra la testa di Israel, che vive segregato in una stanza di un hotel. Inizia una “guerra” tra sette assassini e FBI., che culminerà in una sanguinosa resa dei conti all’hotel e casinò Nomad (nome fittizio dell’Hotel Horizon) a Lago Tajo in Nevada.

Insomma diciamocelo: di Tarantino ce n’è uno solo! Mica tutti possono svegliarsi la mattina e pensare di fare film come Le Iene o Pulp Fiction schioccando le dita e sfruttando al meglio un cast di prim’ordine comprendente tra gli altri gente come Ray Liotta, Andy Garcia, Ben Affleck e Alicia Keys (nientepopodimenoche!), a fianco di emergenti come Ryan Reynolds, Peter Berg, Martin Henderson, Taraji Hensone e Jeremy Piven.

Insomma ok, ogni tanto esce fuori un Guy Ritchie, che ti tira fuori capolavori come Lock & Stock o The Snatch, ma molto più spesso ad affrontare certi film senza il pelo giusto si rischia di fare figure barbine come Roger Donaldson con La rapina perfetta, oppure Kit Ryan con Botched, paura e delirio a Mosca. Filmetti che guardi con un sorriso stiracchiato ok, e magari ti diverti anche per quei cinque minuti di scene particolarmente esaltanti. Però in fondo ti rimane sempre l’impressione di aver incollato una figurina un po’ troppo stropicciata su un album fatto di pezzi da collezione.

Purtroppo Smokin’ Aces è un film che non riesce a soddisfare tutte le attese. I primi venti minuti sono un lungo elenco di nomi che non si riuscirebbe a ricordare neanche con un bloc-notes a portata di mano. E uno si chiede come sia stato possibile rendere Andy Garcia così palloso e insignificante, nel suo ruolo di precisino vice-direttore dell’FBI. La seconda parte è la fiera del boom boom, con sparatorie senza fine degne delle migliori produzioni di Bruce Willis. In mezzo alcuni ritratti davvero spettacolari, in bilico tra le meglio cose di Ritchie e un certo revival blaxploitation anni ’70 in Tarantino style.

Buttaci dentro un paio di neo-nazi, un po’ di baldracche, una storia di mafia ed un testimone da proteggere e il gioco è fatto. Sei riuscito a creare il gran casino che ti eri prefissato. Il problema vero non è però la trama, che nonostante alcuni punti ormai classici riesce anche a mostrare alcuni spunti interessanti, e nemmeno la caratterizzazione dei personaggi (anzi non c’è dubbio che questa sia la parte più godibile e riuscita del film), bensì l’incapacità di riuscire a scegliere un registro stilistico fisso: un attimo la si butta sul demenziale e sul trash, un attimo dopo ci si lascia andare ai polpettoni spionaggistici americani alla The Good Sheperd (mi perdoni sua maestà De Niro ma non potevo non citarlo); prima rimani colpito da una colonna sonora da sballo (micce esplosive di prima qualità con Stooges, Motorhead e Prodigy) poi rimani ammorbato da sviolinate melodrammatiche più tipiche di drammoni da camera vecchi tempi.

Non si capisce mai insomma dove Carnahan voglia andare a parare, mantenendo vive e compresenti due anime assai diverse del film, una senz’altro più avvicente e affascinante dell’altra (non c’è bisogno che specifichi ulteriormente quale sia la migliore credo). Confusione e caos sono all’ordine del giorno e l’impressione è che il regista non riesca a governare al meglio tutti gli elementi a sua disposizione. È un peccato però, perché ci si chiede cosa avrebbe mai potuto combinare Ritchie con tutto questo ben di dio a disposizione…

Voto: 6

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