Old Henry

Old Henry – Stati Uniti 2021 – di Potsy Ponciroli

Western – 99′

Scritto da Messua Mazzetto (fonte immagine: badtaste.it)

Una scoperta…

Old Henry è stato presentato come un mini western dallo stesso regista Potsy Ponciroli. Però di “mini” non c’è nulla, nemmeno le interpretazioni.

Stupisce Tim Blake Nelson per la sua interpretazione e fisicità nel ruolo (peccato che il film non sia in concorso perché sarebbe stato un buon candidato per la coppa Volpi). Potsy Ponciroli oltre ad essere il regista è anche l’autore dello script, del copione e della storia di questo film che si può definire come un Western pulito che riesce ad essere moderno e fedele al genere nello stesso momento.

La storia è semplice, un contadino e suo figlio trovano uno straniero con una pistola e una borsa piena di soldi… inizialmente cercano di far rinvenire e di curare lo straniero (interpretato da Scott Haze) ma ben presto arriverà una banda decisa a riprendersi la borsa con i soldi.

Il vecchio contadino, questo vecchio Henry (l’Old Henry del titolo) in realtà nasconde una doppia identità che aveva celato minuziosamente anche allo stesso figlio, quella di essere un grande pistolero ovvero Billy the Kid.

Stilisticamente ricorda nella parte finale i film tarantiniani, troviamo un leggero rimando a Django Unchained, specialmente nello scontro tra la banda e Billy the kid/Henry.

Parlando degli interpreti come già citato Tim Blake Nelson è una vera scoperta, capace di smuovere e sorprendere …l’avevamo già visto ne La ballata di Buster Scrugges (film dei fratelli Cohen) interpretare un pistolero.

All’inizio della storia vediamo questa figura fragile e anziana del contadino che cerca di proteggere e crescere nel miglior modo il figlio che però durante il film si trasforma man mano in modo inaspettato tornando ad essere il pistolero famigerato e fuorilegge.

Scott Haze invece è il “terzo” che si inserisce nella famiglia del vecchio Henry, viene curato dal padre e dal figlio e nel mentre racconta la sua storia e della banda che gli sta dando la caccia in modo spietato.

Una menzione la merita Stephen Dorff ovvero il capo della banda, il villan principale di questa pellicola che riesce ad incarnare alla perfezione lo stereotipo del pistolero freddo e cinico.

La regia è pulita ed essenziale.

Come gli ambienti del film, nonostante la location sia la stessa per l’intera durata del film, una casupola sperduta in una collina , tutto regge molto bene e riesce ad essere coinvolgente al punto giusto per lo spettatore, tanto che dopo la visione viene la voglia di vederlo nuovamente, per cercare di coglierne altre sfumature e dettagli nascosti.

La colonna sonora è molto delicata, non si nota e non risalta in modo particolare all’interno della pellicola. Quello che risalta invece sono i colpi delle pallottole, gli spari delle pistole che sono messi molto in evidenza nella parte sonora. Ogni colpo riesce a colpire nelle orecchie in modo netto e preciso, portando lo spettatore quasi a percepire anche fisicamente ogni singolo colpo, ogni singola ferita.

In conclusione Old Henry non è un mini western come ha cercato di descriverlo Potsy Ponciroli, non è mini neanche perché ricordiamo che Tim Blake Nelson supera di poco il metro e sessanta ; ma anzi è un grande western perché come dice un vecchio proverbio

il vino buono sta nella botte piccola 

e Old Henry è un vino veramente buonissimo.

Voto:  9

241648092_181543477316136_2790534516765131171_nNella foto la ns. inviata a Venezia Messua Mazzetto con il protagonista del film Tim Blake Nelson

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