Una gita sul Lago d’Orta

Il centro di Orta – foto di Francesco Carabelli

Scritto da Francesco Carabelli (introduzione) e Guido Caironi (escursione)

Il lago d’Orta è un piccolo gioiello che rivaleggia per le sue bellezze con il vicino lago Maggiore.

Unico lago dei laghi prealpini che abbia un fiume emissario (il Nigoglia) a Nord,  nella città di Omegna, terra natia di Gianni Rodari, che ha dedicato al noto scrittore per bambini cresciuto a Gavirate, un parco della Fantasia e vari monumenti dislocati sul lungolago cittadino.

Il lago d’Orta, una volta terra di forte industrializzazione nel settore dei casalinghi, di cui rimangono vestigia i tanti stabilimenti disseminati soprattutto ad Omegna e dintorni, ha riscoperto oggi una forte vocazione turistica anche grazie al ritorno alla balneabilità delle sue coste ed ad una forte attrattiva verso il turismo straniero, che vede in Orta e nel suo centro cittadino, oltre che nell’Isola di San Giulio, il maggior punto di attrazione. La stessa Orta è divenuta luogo interessante cinematograficamente, con l’ambientazione di uno degli ultimi film del regista siciliano Giuseppe Tornatore, ovvero La Corrispondenza, che si è avvalso della collaborazione di un cast internazionale di attori, in primis l’inglese Jeremy Irons e la bella Olga Kurylenko, modella ed attrice ucraina, naturalizzata francese, già musa di registi quali Terrence Malick.

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Ma parlare di Orta significa anche parlare del suo Sacro Monte e del convento di suore di clausura che vivono nell’abbazia Mater Ecclesiae sulla prospiciente Isola di San Giulio e testimoniano con la preghiera e il silenzio la loro fede e la fede della Chiesa.

I più glamour non dimenticheranno di citare Villa Crespi, oggi ristorante rinomato gestito dalla famiglia dello chef Cannavacciuolo, che ci colpisce per quello stile moresco con cui si presenta in cima alla cittadina, alla sua entrata.

Ma il lago d’Orta è ricco di sorprese anche nelle alture che lo circondano, penso in particolare alle tante cittadine alle pendici del Mottarone. Mi piace qui segnalare la cittadina di Armeno, famosa per la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, recentemente rinnovata e di origine medievale (XII sec.), come si potrà apprezzare con una visita in loco. Tutto il centro cittadino è molto ben conservato e merita una visita in particolare  per il lavatoio, simbolo di un’epoca che fu, in cui le donne si trovavano per lavare i panni assieme e chiacchierare delle loro vite e dei loro problemi.

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Altra cittadina che mi piace segnalare è quella di Agrano, oggi frazione del comune di Omegna, che conserva le spoglie della cosiddetta Morta di Agrano, scheletro molto ben conservato e si dice avente proprietà taumaturgiche, ancora oggi esposto all’esterno della chiesa parrocchiale.

Lungo le sponde del lago di Orta si possono trovare molte spiagge, ove trascorrere qualche ora al sole e fare qualche bagno, durante la bella stagione.

La sponda orientale del lago è attraversata da una linea ferroviaria che collega Domodossola, tramite Omegna, a Novara e che fu la prima linea ferroviaria ad arrivare fino a Domodossola, ancora prima che questa fosse collegata a Milano tramite la linea cosiddetta del Sempione.

Ancora oggi questa line ferroviaria oltre a svolgere un compito di collegamento passeggeri, ha un ruolo cardine nello spostamento delle merci dal porto di Genova alla Svizzera, attraverso il tunnel del Sempione.

E’ infatti una linea strategica che si affianca a quella che solca la sponda occidentale del lago Maggiore.

La zona sud del lago risente dell’influenza della vicina città di Borgomanero, centro nevralgico dell’industria del rubinetto e in passato centro di molti cotonifici che si dedicavano alla ricardatura degli stracci e alla produzione di un cotone meno pregiato, ma molto utile per la produzione di tessuti per tappezzieri.

Ad Orta si sente ancora la presenza del grande scrittore Piero Chiara che qui era di casa e che scelse la cittadina lacustre per ambientare alcuni suoi film tratti da romanzi e novelle, in particolare Il piatto piange con Aldo Maccione e l’ultimo film di Alberto Lattuada Una spina nel cuore. Penso poi ad un racconto di Piero Chiara, da poco riscoperto prima di morire dal suo curatore Federico Roncoroni che penso’ di renderlo pubblico editandolo in plaquette  con il titolo L’ accordatore. Cesare Augusto Tallone a Orta, che ci racconta dell’incontro fortuito di Piero Chiara una domenica mattina di inizio autunno ad Orta con il famoso accordatore di piani Cesare Augusto Tallone, che lavorò con Arturo Benedetti Michelangeli e molti altri grandi musicisti in Europa e nel resto del mondo.

Lascio ora la parola al nostro Guido Caironi che ci proporrà una bella escursione sulle alture della costa nord occidentale del lago d’Orta.

Il Monte Mazzoccone

Il percorso proposto permette di seguire un bell’itinerario ad anello, con vista molto interessante sul Lago d’Orta, spingendo lo sguardo però anche verso il Monte Rosa, la pianura e le montagne lombarde.

Lungo l’autostrada A26 si segue l’uscita per Gravellona Toce, si supera Omegna e si raggiunge il lago. Superata Omegna si volta a destra per Quarna (o Quarne) poi, allo stop successivo, si gira a sinistra. Oltrepassato Quarne di Sotto si può parcheggiare presso Quarne di Sopra.

Si segue la Via della Chiesa, raggiungendo la parrocchiale e seguendo le indicazioni per i sentieri. Proseguendo ci si inoltra sul sentiero e nel bosco, rispettando l’indicazione per il Mazzoccone. Al primo bivio si volta a sinistra e al secondo, nei pressi di un grande faggio, si gira a destra raggiungendo l’Alpe Preer, dirigendosi nuovamente a destra perseguendo le indicazioni per il Mazzoccone. Raggiunta una palina, dopo una salita un poco più erta (la palina in verità è nascosta da un albero, ma se si possiede un altimetro, ci si deve trovare a quota 1070 metri circa) si raggiunge la croce posta al Colle della Frera, in circa cinquanta minuti di camminata.

Si segue l’ampia dorsale, raggiungendo dapprima il Monte Saccarello; dopo una breve discesa si ritorna a salire di quota e si raggiunge il Mazzoccone in due ore di cammino.

Sul versante opposto si intraprende il sentiero T20, con direzione Quarna di Sopra. Sostanzialmente si percorre un’ampia mulattiera, che transita nei pressi di una piccola chiesa e poi di una fontana. Si prosegue diritto ad un bivio, raggiungendo l’Alpe Ruschini. Si ignora il bivio per Quarna di Sotto e si continua fino all’Alpe Bracca e all’Alpe Preer, dove ci si reimmette sul sentiero percorso all’andata, raggiungendo il punto di sosta della propria auto in circa quattro ore totali e circa 600 metri di dislivello in salita.

L’articolo è stato pubblicato sul quotidiano La Prealpina il giorno 12 settembre 2021

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