12 Round

12 Rounds – Stati Uniti 2009 – Renny Harlin

Azione/Crime/Thriller – 108′

Scritto da Alessandro Pascale (fonte immagine: mymovies.it)

Il detective Danny Fisher (John Cena) deve affrontare la peggior giornata della sua vita: un terrorista internazionale e irrintracciabile di nome Miles Jackson (Aidan Gillen) ha rapito la sua fidanzata Molly Porter (Ashley Scott) e lo ha costretto a prender parte ad un “gioco” mortale diviso in 12 riprese che si svolge tra le strade di New Orleans. In questa lotta contro il tempo Danny deve riuscire a non farsi distrarre dalle terribili conseguenze delle 12 riprese che deve affrontare per riuscire a salvare l’amore della sua vita.

Lo chiameremo il Mascellone, per comodità. Anche perché John Cena è un nome troppo familiare, chi di noi d’altronde non ha mai sognato di farsela con John Cena, il grande John Cena, l’uomo dai muscoli d’acciaio e dalle mille attività? Sfogliando la sua pagina personale di wikipedia (che a occhio e croce è un pelo più lunga di quella dedicata a Socrate, tanto per dire il primo che mi è venuto in mente, ma potevo tirar fuori anche topo gigio e saremmo rimasti ad un livello intellettivo superiore) si notano tante cose interessanti: Mascellone è uno dei migliori wrestler del mondo a quanto pare, tanto più che ha vinto robe come UPW, OVW e via dicendo, titoli talmente inutili e imbarazzanti che mi vergogno perfino a metterli in corsivo.

Ma ciò non basta, perché un simile uomo non poteva esimersi dal portare il suo talento in campi come la musica, la televisione e il cinema. Scopro sbigottito che è stato addirittura a fianco di Panariello al festival di Sanremo del 2006. Ma dov’ero nel 2006 quando è accaduto questo evento unico nella storia della nostra televisione? Mascellone e Panariello! Assieme! Sullo stesso palco! Ad ogni modo pare che 12 Round sia il secondo film da attore del Mascellone. Il primo pare sia stato The Marine (in Italia Presa Mortale), storia di un marine (ovviamente) che deve liberare la moglie rapita da un gruppo di terroristi, una roba talmente appassionante che solo a leggere questa riga e mezza mi è venuto sonno.

Qui invece il Mascellone interpreta il mitico detective Danny Fisher, che dovrà salvare la ragazza rapita da un terrorista che lo metterà alla prova per 12 estenuanti round. Praticamente la trama è identica alla precedente ma con l’aggiunta di un simbolismo alla boxe (o alle 12 fatiche di Ercole, vedete voi, lo riporto per dovere di cronaca). Il Mascellone dovrebbe essere il successore di grandi eroi della storia come Bruce Willis, Mel Gibson, Arnold Alois Schwarzenegger (lo sapevate voi che si chiamava Alois di secondo nome?), Van Damme e via dicendo.

Inutile dire che non vale nemmeno un decimo del più scarso di tutti questi. Come fare infatti a distinguere la loquace espressività facciale del detective Fisher da quella di un pesce persico appena pescato? Impossibile ovviamente, quindi ci si aspetterebbe quantomeno che si vedano un po’ di tette per bilanciare questo noiosissimo protagonista, i cui muscoli vengono sbattuti in faccia con cotanta certosina attenzione da far sospettare un filo-omosessualismo di Harlin. Dicevamo delle tette che ovviamente mancano del tutto, colpa della bella Ashley Scott che tra uno sguardo languido e un piagnisteo assai poco sincero sciaguratamente non trova il tempo di togliersi una maglietta bagnata (e sì che la scena dell’idraulico avrebbe fornito pure la motivazione adatta).

Ma forse mi sto dilungando troppo su questioni futili e assai poco critiche, avete ragione. Purtroppo il grosso problema di 12 Round è che ha un sacco di grossi problemi: un cast imbarazzante, una sceneggiatura trita e ritrita (che tra l’altro mi sembra scopiazzata spudoratamente da un Die Hard o da un Arma letale) e una regia semplicemente vecchia, in cui Harlin mostra fino in fondo tutti i suoi cinquanta pesantissimi anni, restando aggrappato come una scimmia alla banana a quell’ormai storico Die Hard 2 – 58 minuti per morire che non riesce e non pare voler superare, realizzandone di fatto copie sempre più asfittiche.

Questa è la differenza fondamentale tra un film rivolto al passato (agli anni ’90 se non ’80) ed uno profondamente moderno rivolto al futuro come può esserlo ad esempio Crank. Meglio astenersi però da un confronto impietoso e rimuginare ancora una volta sul fatto che uno come il Mascellone abbia potuto fare carriera ad Hollywood. E poi diamine, dovrò riuscire a recuperare quell’incontro con Panariello

Voto: 4

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