Coraline e la Porta Magica

Coraline – Stati Uniti 2009 – di Henry Selick

Animazione/Drammatico/Familiare – 100′

Scritto da Alessandro Pascale (fonte immagine: filmtv.it)

Coraline è il primo film d’animazione ad alta definizione in 3D girato in stop-motion. Il film narra la storia di una giovane donna (doppiata da Dakota Fanning) che, passando attraverso una porta segreta della sua abitazione, scopre una versione alternativa della sua esistenza. Ad un primo esame, questa realtà  parallela è stranamente molto simile alla sua vita reale, ma decisamente più interessante. Ma quando la bizzarra avventura inizia a diventare pericolosa, con una finta madre (doppiata da Teri Hatcher) che fa di tutto per tenersi la figlia al suo fianco, Coraline può contare solo sulla forte determinazione, sul grande coraggio e sull’aiuto di un gatto nero parlante per non soccombere e riuscire a salvare i suoi genitori e alcuni bambini fantasma.

Incantevole. Sublime. Delizioso. Che altri aggettivi usare senza scadere nel banale e nel ridicolo come in questo inizio di recensione? Non si può far altro che tessere le lodi dell’opera realizzata da Henry Selick sulla base del famoso scritto di Neil Gaiman. Selick, per la cronaca, è quello che un decennio e passa fa ci regalò Nightmare before christmas e James e la pesca gigante. Torna dopo diversi anni (l’ultimo lungometraggio fu Monkeybone nel 2001) con un’opera che si respira particolarmente (per stile) al Nightmare che lo rese celebre.

Da lì viene ripreso in buona misura l’aspetto esteriore della terribile Altra Madre, personaggio tra i “cattivi” più inquietanti della storia dell’animazione. Talmente tenebrosa da dare a tratti la sensazione di abbandonare la favola per bambini per lanciarsi in un dark-movie tendente all’horror per bambini (quasi l’alter ego di quei Piccoli Brividi da cui siamo passati bene o male tutti), ovvviamente privo di sangue e con il lieto fine, ma con una serie di eventi e scene memorabili per un adulto, figurarsi per un bambino.

Forse però è normale che Coraline colpisca di più l’immaginario dell’adulto, vero ricettore del messaggio di fondo della storia: coltivare il proprio giardino; non desiderare sempre l’eccesso e la perfezione ad ogni costo; sapersi accontentare di quel che si ha, che talvolta appare scarso ma che in realtà è un bene spropositato; soprattutto non cedere alle facili sensazioni offerte dal “lato oscuro”. La tematica del doppio è tipica del mondo anglosassone (pensiamo a doppi famosi come Dorian Gray e Dr. Jekyll-Mr.Hide), così come lo è il viaggio fiabesco ai confini della realtà (restando sul piano letterario inevitabile il rimando all’Alice nel paese delle meraviglie di Carroll).

La novità forse sta proprio nella combinazione di questi fattori: la fuga di Coraline dal triste e noioso grigiore quotidiano verso un mondo fatto di colori, fantasia e perfezione è idealmente quella dell’uomo moderno che non riesce a capacitarsi di avere tutto senza avere il bene più importante: la felicità. Ma questa non si trova così facilmente in quattro e quattr’otto, anzi occorre fare orecchie da mercante verso chi serve sul piatto servigi “troppo” perfetti. Coraline ribadisce quindi la necessità di uscire dal più bieco consumismo e dal paradiso della realizzazione individualistica per recuperare l’attenzione per l’altro. Significa anche che occorre sempre riflettere e stare attenti a non farsi ingannare dai facili lustrini colorati, dietro cui è spesso nascosto il vero essere, fatto di diabolico ingegno maligno.

Questi e altri sono i messaggi che emergono da una visione adulta del film. Ma per fortuna Coraline, come ogni fiaba, permette una visione superficiale adattissima per i più piccoli, che nella scaltrezza dell’undicenne eroina potranno ricavare la forza a ingegnarsi per superare i momenti difficili della vita, attraverso il canonico percorso di formazione che arriverà alla vittoria sulle forze del male.

Potranno però soprattutto godersi l’incredibile spettacolo offerto da Coraline: regia pirotecnica, varietà cromatica sbalorditiva e una serie di personaggi azzeccatissimi per profondità psicologica e realismo. Se poi avranno la fortuna di vederlo al cinema potranno godersi pure un 3D particolarmente riuscito e utile a godersi ancora di più i visionari quadri lirici. Se non è un capolavoro questo poco ci manca…

Voto: 8

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