Lingui – Una madre, una figlia

Lingui – Francia/Germania/Belgio/Ciad 2021 – di Mahamat-Saleh Haroun

Drammatico – 87′

Scritto da Valentina Di Martino (fonte immagine: ufficio stampa)

N’djamena, Ciad. Amina vive con la figlia quindicenne Maria. Il suo fragile mondo, fatto di piccoli lavori artigianali e frequentazioni della locale moschea, crolla quando Maria resta incinta e, rifiutandosi di rivelare il nome del padre, dichiara di non voler portare avanti la gravidanza. In un paese in cui l’aborto è condannato da legge e religione, Amina deve affrontare una battaglia impari. Il filo invisibile della solidarietà femminile, però, saprà venire in suo soccorso.

Fuori Concorso nella sezione Surprise del 39° Torino Film Festival Lingui è il film di Mahamat-Saleh Haroun che spiega, «Lingui è una parola del Ciad che significa legame, connessione (…) Implica solidarietà, aiuto reciproco, sostenersi a vicenda».

Ed è proprio questo il motore dell’intero film ambientato in Ciad,  il legame fra madre e figlia ma non solo, anzi, di più: il legame fra donne, la guerra silenziosa che conducono quotidianamente contro la società che le vede senza diritti e senza voce.

Amina interpretata da Achouackh Abakar Souleymane vive con una figlia, senza un marito, abbandonata e allontanata dalla famiglia, affronta la vita un passo per volta con semplicità, seguendo senza venir meno ai suoi valori, le regole e le convenzioni imposte alle donne.

Questo suo fragile equilibrio viene messo a dura prova quando scopre che la figlia Maria è rimasta incinta e ancora di più quando quest’ultima le dice che vuole abortire. L’aborto in un paese come il Ciad significa finire in galera, oltre ad essere condannato dalla religione musulmana. Ma la disperazione di Maria e la solidarietà di sua madre, in quanto donna oltre che madre, scateneranno una serie di battaglie pericolose che Amina affronterà con una determinazione incrollabile.

In aiuto accorreranno altre donne, altre combattenti silenziose che creeranno legami e una rete di solidarietà incredibile.

Ed è qui la forza del film, quell’incrollabile ottimismo che lo pervade.

Una storia spietata mitigata da toni dolci e una fotografia dai colori accesi, incredibili. Lingui è un film che scorre veloce intramezzato da momenti di normalità. Amina balla per sfogarsi o fuma una sigaretta, gesti semplici ma osteggiati dalla cultura islamica, scene che allentano la tensione ma anche pongono attenzione sulla risicata libertà di movimento delle donne.

Voto: 8

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