Clara Sola

Clara Sola – Svezia/Costa Rica/Belgio/Germania/Francia 2021 – di Nathalie Álvarez Mesén

Drammatico – 106′

Scritto da Valentina Di Martino (fonte immagine: ufficio stampa)

Clara, quarantenne costaricana, ha una speciale connessione con Dio. In qualità di guaritrice, si occupa di una famiglia e di un villaggio bisognosi di speranza, mentre lei trova conforto nella relazione con il mondo naturale. Dopo essere stata per anni controllata dall’attenzione repressiva della madre, Clara prova improvvisamente attrazione verso il nuovo fidanzato della nipote. Il risveglio degli impulsi la porta in territori inesplorati, permettendole di attraversare i propri limiti fisici e spirituali. Traendo forza dalla scoperta di sé, Clara si libera gradualmente del ruolo di “santa” e inizia a curare solamente sé stessa.

 

È così intensa Clara e così intensamente vive il suo piccolo mondo fatto di nastri che lo delimitano, di rituali che segue senza crederci, di restrizioni, costrizioni. Vive intensamente nonostante la madre  l’abbia trasformata in una guaritrice tenuta lontana dal naturale scorrere della vita, dall’amore e dagli istinti più basilari. Perché lei, Clara, è in connessione con la Madonna e niente può distrarla da questo.

 

Così Clara divide il suo tempo con Yuka, una cavalla bianca a cui affida i propri pensieri e desideri di libertà e la telenovela guardata in casa con la mamma e la nipote, un po’ troppo peccaminosa per lei. Con il suo corpo preda di dolori, la spina dorsale storta, va alla scoperta delle proprie pulsioni.

 

Tutto cambia quando entra in scena l’unico personaggio maschile del film, un ragazzo che si occupa di Yuka e che diventa presto l’amante della nipote quattordicenne di Clara e il desiderio proibito della nostra protagonista. Ma non solo, diventa anche l’unico che ascolta Clara, ci gioca, la porta a superare i limiti impostigli.

 

Ma questa non è una storia a lieto fine, non ci sono ribaltamenti di ruoli, non c’è una giustizia divina. C’è solo una donna che vive il dolore degli altri e lo inghiotte, lo trasforma e infine si trasforma.

 

Sfioriamo i pensieri di Clara, i suoi sentimenti più intimi attraverso gli occhi espressivi e limpidi, puri di Wendy Chinchilla Araya e allora lo crediamo sì, che Clara possa fare dei miracoli e che sia il momento che il miracolo lo faccia ma solo per sé stessa.

 

Nathalie Álvarez Mesén ci porta a spasso per boschi, ci piazza davanti ad un realismo un po’ crudo ma sincero e ci accarezza con un tocco onirico raccontandoci una storia originale che mi ha commossa ed emozionata.

 

Voto 10

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