House of Gucci

House of Gucci – Canada/Stati Uniti 2021 – di Ridley Scott

Crime/Drammatico – 158′

Scritto da Gabriella Massimi (fonte immagine: movieplayer.it)

La pellicola, adattamento cinematografico del libro The House of Gucci: A Sensational Story of Murder, Madness, Glamour, and Greed scritto da Sara Gay Forden, narra dell’incontro tra Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani, della loro storia d’amore e dei fatti che portarono la Reggiani a essere la mandante dell’omicidio di suo marito.

 

Era il lontano 2006 quando fu chiesto a Ridley Scott di girare un film sulla famiglia Gucci e la sua caduta, con Angelina Jolie e Leonardo di Caprio per le parti di Patrizia Reggiani e Maurizio Gucci.

Nel 2012 Scott si fece da parte e lasciò la regia del film alla figlia Jordan Scott, che scelse Penelope Cruz per la parte della Reggiani. 

Nel 2016 la giovane Scott si tirò a sua volta indietro e il ruolo di regista andò a Wong Kar-wai, mentre la parte della protagonista femminile a Margot Robbie.

Nel novembre del 2019 Ridley tornò in qualità di regista e scelse Lady Gaga e Adam Driver per i ruoli dei protagonisti. Gli attori per gli altri ruoli furono scelti a ruota nel corso del 2020 e a inizio 2021 iniziarono le riprese che toccarono varie città italiane tra cui Roma, Firenze, Milano, Como ma anche Gressoney dove è stato ricreato il complesso turistico di St. Moritz.

Tanto lunga è stata la pre-produzione quanto breve invece la produzione. 

In soli 4 mesi la pellicola, che già tanto sta facendo parlare, ha preso forma e si accinge ad uscire in Italia.

Il 16 dicembre House of Gucci uscirà nelle nostre sale dove incontrerà il pubblico più tosto, quello che si sentirà “autorizzato” a dire la sua, perché in fondo stiamo parlando di Gucci, uno dei marchi italiani più famosi al mondo e se non siamo noi italiani a poter decidere se il sig. Scott ha saputo narrare come si deve la caduta della dinastia Gucci pilone portante della moda italiana della Dolce Vita, chi potrebbe mai farlo?

Peccato che noi italiani siamo così orgogliosi e gelosi dei nostri marchi di moda, anche se spesso e volentieri di italiano non hanno più nulla se non giusto il nome, vedi per l’appunto Gucci, e delle nostre vicende di cronaca nera che quando queste due realtà si intersecano le critiche negative fioccano limitandosi sostanzialmente a qualcosa come “noi italiani lo avremmo fatto meglio, un regista straniero è buono solo a creare un melodramma all’italiana colmo di stereotipi e macchiette caricaturali”

Beh non sono pienamente d’accordo.

Non ho apprezzato alcune parti del film, l’ho trovato leggermente noioso in alcuni momenti e non ho capito appieno alcune scelte relativamente all’accento italianeggiante di alcuni personaggi (Jared Leto nel ruolo di Paolo Gucci), ma ritengo comunque che la pellicola sia molto buona e tratti bene la vicenda in sé.

Buona parte di questo risultato è merito della coppia di attori protagonisti: Adam Driver e Lady Gaga.

Driver, attore ormai nel pieno della ribalta grazie al film Storia di un Matrimonio, si destreggia bene nella parte del timido Maurizio Gucci nipote di Guccio Gucci fondatore dell’azienda.

Maurizio tutto avrebbe voluto fare nella vita tranne dirigere la casa di moda di famiglia, ma l’amore per Patrizia Reggiani umile ragazza di Vignola ma grandissima scalatrice sociale, lo portò ad assumere la direzione della società, licenziando lo zio Aldo (interpretato da un bravissimo Al Pacino), dal 1983 al 1993 anno in cui vendette le sue quote alla Investcorp.

Lady Gaga dall’altra parte conferma le sue validissime capacità attoriali e questa volta non le serve nemmeno cantare, come fece in A Star is Born. 

Scelta da Scott, forse per le sue lontane origini italiane, il bis-nonno di Lady Gaga era infatti migrato dalla Sicilia a New York nel 1908, la cantante-attrice statunitense si destreggia benissimo nella parte di Patrizia Reggiani riuscendo a trasmettere al pubblico in sala la sete di soldi e potere che ha portato la ormai ex signora Gucci, ma alla signora Reggiani questo non potete dirlo, alla terribile vendetta.

Come già detto precedentemente alcuni elementi del film non mi hanno comunque convinta a pieno.

In primis la scelta di inserire alcune battute in italiano, delle frasi semplici con parole facili, ma ovviamente per quanto ben studiate dagli attori, pronunciate in un italiano assai impastato.

La produzione del film è americana? Si.

Gli attori non sono italiani? No.

E allora perché? Perché in tutto il resto del mondo, tranne che nella piccola Italia, sentire Lady Gaga che dice “Buongiorno”, “Bello ”e “Arrivederci”, piace evidentemente molto.

Consiglio quindi, cosa che raramente mi capita, di vedere il film doppiato in italiano per evitare di ridacchiare ogni volta che si vede la faccia della Gaga sforzarsi per dire nel miglior modo possibile “Ciao Maurizio, come stai?

Un altro elemento che ho trovato un po’ fuori contesto riguarda il momento di pianificazione dell’omicidio. 

Il regista in questa occasione credo che non abbia saputo trasmettere al meglio le motivazioni che hanno spinto la Reggiani a far compiere il delitto. Lady Gaga passa come un fulmine dalla disperazione con gli occhi alle lacrime quasi in ginocchio davanti a Driver supplicandolo di non lasciarla, ad assoldare gli esecutori dell’omicidio in una orrenda stamberga, dove, sciatta e mal vestita, si oppone con strafottenza all’aumento del prezzo dell’operazione.

Magari le cose sono andate davvero così, chi lo sa.

Del resto la signora Reggiani ha ovviamente reagito male alla pellicola sostenendo che il suo personaggio è ben lontano dalla realtà e come potrebbe essere altrimenti considerando che miss Gaga non si è nemmeno degnata di contattarla per conoscerla meglio o conoscere la sua versione di come si siano realmente svolti i fatti.

Non potevamo però aspettarci una reazione diversa da parte di una donna che dopo aver fatto ammazzare il marito, aver mentito alla famiglia, essere stata considerata colpevole e incarcerata, una volta uscita di prigione ha preteso da parte delle figlie che rimediassero al mancato pagamento di quel miliardo di lire all’anno stabilito al momento del divorzio col padre.

La ex signora Gucci è capace di tutto per arrivare ai soldi anche a continuare a usare tutt’oggi il cognome del marito defunto perché in fondo è lei “la più Gucci di tutti”.

Voto: 8

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