Fortapàsc

Fortapàsc – Italia 2009 – di Marco Risi

Biografico/Crime/Drammatico – 108′

Scritto da Alessandro Pascale (fonte immagine: mymovies.it)

La storia di un giornalista di Torre Annunziata che sfidò la camorra, pagando con la vita il terribile affronto.

Film molto particolare, a partire dalla struttura narrativa. Come nel capolavoro di Billy Wilder, Viale del tramonto (Sunset Boulevard), anche qui la storia è raccontata in prima persona dal protagonista, il giornalista Giancarlo Siani, che come in un lungo flashback postumo ricorda i suoi ultimi quattro mesi di vita: sarà assassinato dalla camorra il 23 settembre 1985. Siamo a Torre Annunziata, paese del napoletano dove omertà e camorra sono all’ordine del giorno.

Da qualche anno è cominciata la ricostruzione degli abitati, distrutti dal terremoto del 1980 che ha colpito la Campania, causando migliaia di morti. I boss truccano gli appalti, corrompono i politici, insomma la fanno da padroni e sfilano nei cortei sotto il naso delle autorità e delle istituzioni politiche senza che nessuno muova un dito. È in questo contesto che muove i primi passi, da praticante giornalista, Siani, il cui sogno è quello di arrivare un giorno al mitico “Mattino”.

Il suo imperdonabile errore? Aver cercato la verità. Siani viene in possesso di documenti che riguarderebbero i due clan più potenti del paese: i Nuvoletta e i Bardellino. Nel mezzo si colloca il boss Valentino Gionta, che sarà venduto alla polizia come prezzo da pagare per la pace tra le due famiglie malavitose. Giancarlo Siani svela la combine tra i due clan e per questo viene condannato a morte.

La pellicola si distingue per la credibilità con cui mette in scena l’inchiesta del giovane Siani; all’ottima sceneggiatura, scritta dal regista Marco Risi, padre di film di ottima fattura come Soldati-365 giorni all’alba, Mery per sempre, Ragazzi fuori e Maradona, la mano de Dios; e alle interpretazioni degli attori, primo fra tutti Libero de Rienzo. Di incredibile impatto la sequenza in cui gli uomini di Valentino Gionta vengono decimati da un commando camorrista nemico. Due minuti di puro panico, dove uomini inseguono altri uomini, cacciatori e prede, mangiati da una guerra che non finisce mai.

Il titolo, Fortapàsc, rimanda alla situazione drammatica che dissangua il territorio campano. Le lotte tra i clan camorristici fanno notizia sui giornali, tutti ne parlano quando scoppia l’ennesima efferata carneficina, ma pochi sono quei “giornalisti giornalisti” che cercano la verità, a differenza dei “giornalisti impiegati”, i quali intascano il loro buon stipendio, possono permettersi la macchina e magari anche il cane e si mettono l’anima in pace. Giancarlo Siani è stato uno di quei coraggiosi “giornalisti giornalisti”, di coloro che senza presunzione di eroismo hanno avuto l’ardire di smascherare i rapporti insani tra politica e camorra.

Questo film, il cui finale riduce al mutismo lo spettatore, non è solamente un tributo al giovane corrispondente del Mattino, assassinato sotto casa sua al Vomero, ma vuole essere uno sprono per la nuova generazione, affinché riesca a costruire e soprattutto a costruirsi una società giusta, più limpida. Purtroppo molte persone, anche gente famosa che ha la faccia tosta di andare in televisione, giudicano storie come queste folcloristiche e deleterie per l’immagine dell’Italia e della Campania. Tuttavia le decine di morti che sporcano le strade campane sono vere e puzzano di polvere da sparo. A Napoli e dintorni si combatte con la morte ogni giorno. E l’immagine che Risi dà del napoletano, una terra avariata e terremotata che aspetta i goal di Maradona, non è poi così lontana dalla realtà. Questo tutti lo sanno, ma nessuno vuole impegolarsi in faccende pericolose, perché tutti hanno paura della camorra, tutti hanno il terrore di avvicinarsi a Fortapàsc.

Voto: 8

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