Lisanza mon amour…

Scritto da Francesco Carabelli (foto dell’autore)

Un paio di settimane fa mentre ero al lavoro, ho avuto un’esperienza che posso paragonare alla madeleine proustiana.

Stavo per mangiare una pizza e ho aperto una lattina di coca cola, di quelle che si trovano comunemente nei distributori automatici che sono posizionati all’interno delle aziende.

Queste lattine molto spesso sono prodotte all’estero, dato che quelle italiane hanno una forma allungata che mal si concilia con lo spazio ristretto dei distributori. Sono prodotte in est Europa o al nord Europa; la mia era danese.

Ho ritrovato nel primo sorso, un sapore della mia infanzia, un sapore che nelle lattine prodotte in Italia non trovo al giorno d’oggi.

Sarà una diversa miscela di sciroppo e acqua, sarà magari che il gusto metallico della lattina è diverso, comunque sorseggiando quella lattina di produzione danese, mi sono rivisto dodicenne in una pizzeria di Angera, al confine con Lisanza, mentre mangiavo una buonissima pizza con i miei genitori.

Ho fatto un viaggio indietro nel tempo di 30 anni, alla fine degli anni ‘80 o comunque agli inizi dei ’90, quando eravamo soliti uscire il sabato sera in questa pizzeria a conduzione familiare, dove si ritrovavano tante famiglie per qualche ora di spensieratezza, lontani dallo stress della settimana.

Quei sabati sera chiudevano la settimana, erano un premio per gli sforzi lavorativi e di studio settimanali ed erano un’occasione per conoscere il mondo al di fuori dalle mura domestiche o scolastiche.

Non era l’unico locale in zona che frequentavamo. Molte volte, in estate, mangiavamo all’aperto ad Angera in una pizzeria che oggi non c’è più, ma che mi è rimasta impressa per altri motivi, più personali.

Sempre in estate si andava in piazzetta a Lisanza all’Osteria San Pietro per fare una piacevole cena a base di pesce.

Ho impresso il ricordo di un lontano sabato sera del 1990, quando si giocava la partita per il 3° e 4° posto ai mondiali di calcio casalinghi, partita tra Italia e Inghilterra, vinta dall’Italia 2 a 1.

Ricordo di avere visto passaggi di quella partita su una piccola tv che l’Osteria aveva messo a disposizione dei clienti che cenavano all’aperto sotto un porticato, che ancora oggi caratterizza questa bella Osteria di lago, che è ancora attiva dopo questi lunghi anni.

Lisanza è rimasto un posto del cuore. Per molto tempo ci sono tornato sporadicamente con gli amici, magari appunto per una mangiata a base di pesce o per vedere il lago dalla sua deliziosa spiaggia; tante volte anche di sera, in quelle belle sere estive quando il sole tramonta nascondendosi dietro i monti ossolani ad occidente.

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Ma negli ultimi anni, forse perché per diversi motivi non ho potuto allontanarmi molto spesso da casa per una vacanza seria, questa piccola cittadina, che una volta era indipendente da Sesto Calende e faceva parte della provincia di Como, a differenza di Sesto Calende che era parte della provincia di Milano, è diventata per me un luogo vicino e comodo per riposare, per passeggiare, per bere un aperitivo con gli amici o fare una buona colazione al Bar Raf.

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Molte volte vengo qui per godere un po’ di sole, per godere della brezza lacustre, che mi ricorda la brezza marina, per osservare le diverse varietà di uccelli che si fermano lungo la spiaggia nelle diverse stagioni.

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In estate la spiaggia è sempre affollata di turisti, dato che diverse attività commerciali si sono alternate nel gestire il baretto e la spiaggia che si affacciano sul lago.

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E’ bello venirci di sera ad agosto quando c’è vita, si balla, si canta, ma è bello venirvi anche fuori stagione quando il silenzio è interrotto magari dai giochi dei bimbi che con i loro genitori cercano un po’ di sole, tante volte seduti su una panchina sotto i salici che punteggiano il prato fronte lago.

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Ho tante foto di Lisanza, della spiaggia ma anche del porticciolo alla fine di via alla Punta dove sono i cantieri e i rimessaggi delle barche a vela e a motore che solcano in tutte le stagioni le acque tranquille del lago.

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A volte il lago si ritrae e lascia spazio alla spiaggia, ai sassolini e ai detriti, altre volte l’acqua sale e va ad invadere gli spazi della spiaggia, sommergendo le attrezzature ivi poste dall’uomo per le sue diverse attività.

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Mi viene in mente quel film di metà anni ’90, girato a New York, dal titolo Smoke, in cui il proprietario (interpretato da Harvey Keitel) del negozio di sigari, dove si intrecciano le vicende e le esistenze dei protagonisti del film, scatta ogni giorno una foto dello stesso angolo di New York, con ogni tempo e in ogni situazione possibile, facendone così la storia di quel quartiere e della gente che ci ha vissuto.

Nel mio piccolo, nel corso degli anni ho scattato molte foto di Lisanza, soprattutto in riva al lago e ho lasciato traccia elettronica di questo luogo e della sua piccola storia.

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E’ bello perché poi anche i tuoi amici conoscono questo posto. Un amico con la sua troupe ha girato un cortometraggio, uno dei suoi primi, ancora quando studiava all’università, altri amici ci vengono d’estate a fare il bagno perché le acque sono sempre balneabili. Altri amici ancora avevano qui la barca a vela.

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Tante storie si intrecciano e lasciano la propria traccia in questa piccola località. Penso ai tanti turisti stranieri che passano qui le loro ferie d’estate, quando passeggiando per le vie del piccolo borgo si sentono diverse lingue, dall’inglese, al tedesco al francese e talvolta anche lingue slave. Tanti dalla città vengono qui nel fine settimana per cenare o pranzare nei tanti locali che ci sono e tanti hanno comprato addirittura una casa vacanze per sfuggire al calore delle estati a Milano.

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Il suo essere piccolo e tranquillo ne fa per me la meta ideale per rigenerarsi anche magari durante l’anno, quando tutto va in una direzione che si scontra con i miei desiderata e molto spesso sono stanco della vita che faccio e ho bisogno di staccare.

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Il contemplare il lago, il cielo solcati dagli uccelli, il guardare le barche, le montagne, la vicina Rocca di Angera,  sono momenti di pace e tranquillità che cambiano il mio umore e  mi rendono più tollerabile l’esistere, tanto che quando abbiamo deciso a casa di far affrescare una piccola nicchia nel nostro giardino, abbiamo scelto di far riprodurre al nostro amico e pittore Gianfranco Battistella uno scorcio del panorama che si può gustare stando qui e contemplando il lago e ciò che lo circonda.

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