True Mothers

fonte immagine: movieplayer.it

True Mothers – Giappone/Francia 2020 – di Naomi Kawase

Drammatico – 140′

Scritto da Messua Mazzetto 

Selezionato ufficialmente per il festival di Cannes 2020, True Mothers è stato anche scelto nel 2020 per rappresentare il Giappone ai Premi Oscar ed uscirà al cinema dal 13 Gennaio.

La pellicola si apre con il suono dei gemiti di una donna ed il pianto di un neonato, che crea fin da subito un forte contrasto con l’atmosfera placida e tranquilla dell’acqua che vediamo scorrere nei titoli d’apertura. 

Gli attori sono naturali nelle loro interpretazioni e sono ben calati nei loro ruoli, quasi non si percepisce la loro recitazione.                              

Si tratta di uno spaccato sulla società giapponese contemporanea, con un focus sulla famiglia e sui legami affettivi.

Il legame tra Satoko, la protagonista (interpretata da Hiromi Nagasaku) e quella del piccolo Asato è quella di un legame idilliaco e perfetto, una madre ed il suo adorato figlio. A completare la famiglia troviamo il padre, Kiyo (interpretato da Arata Iura) uomo dedito al lavoro e alla famiglia anima e corpo.                                                         

Questa famigliola all’apparenza perfetta nasconde però un segreto: Asato in realtà è un figlio adottivo.

La tranquillità della famiglia viene sconvolta dall’arrivo della madre biologica di Asato (il piccolo ora ha 6 anni); la quale all’epoca dell’adozione era ancora minorenne e ora vorrebbe del denaro dalla famiglia di Kiyo e Satoko altrimenti si riprenderà il proprio figlio.  

Il dramma di Satoko è un dramma che viene sofferto in silenzio, tra lacrime e sensi di colpa. 

La regista, Naomi Kawase incentra il suo film sui legami e oltre alla storia principale (True Mothers è tratto dal romanzo “Asa gu Kuru”) cerca di dare spazio anche alle location che in alcune scene sono protagoniste. Uno degli obiettivi è quello di dare importanza al forte legame tra luogo, relazioni umane e le quattro stagioni.

La cura nella scelta delle location e della loro poesia intrinseca è palese persino ad uno sguardo superficiale.

L’amore rende simili” è una delle frasi chiave del film, che dimostra come poi l’amore stesso vinca su ogni cosa, l’importante è la felicità del piccolo Asato e il suo capire la verità, ovvero quella di avere due madri, dove ciascuna a modo proprio si dimostrerà vera.

Voto: 8

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