Una gita a Porto Ceresio

Scritto da Francesco Carabelli (introduzione) e Guido Caironi (escursione)

Mi è capitato di passare recentemente una mattinata a Porto Ceresio. Era una domenica di metà gennaio e poca era la gente che camminava sulla passeggiata lungolago che parte dal parcheggio della stazione e va oltre l’abitato del piccolo comune verso la strada che porta in Svizzera a Brusino Arsizio.

Tanti ricordi affioravano, di belle giornate invernali o estive con amici e parenti. Giorni di sole, quando la gente frequentava le spiagge per refrigerarsi con una nuotata nel golfo del comune lacustre, facendo compagnia alle anatre e alle tante barche che solcavano il bacino del Ceresio, in cerca del fresco e del vento.

Legato a questa località non soltanto dalla memoria, ma anche da motivi sentimentali e anche per ragioni familiari, mi attardavo lungo le spiagge a fotografare il panorama e a godere dell’aria frizzantina del mattino di un soleggiato giorno di gennaio.

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Il ghiaccio si era depositato sulla sabbia che appariva di un colore più chiaro.

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Poche le persone che correvano o camminavano lungolago. Un nonno col nipotino dava da mangiare alle anatre gettando mangime da un sacchetto della spesa.

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Rimanevano ancora i simboli di un recente Natale: una slitta di Babbo Natale con le renne che si stagliava al bordo della camminata lungolago, e un presepio che si affacciava sulla piazzetta principale del borgo, dove si tenevano di solito le varie manifestazioni turistiche e culturali e dove si fermavano a ristorarsi i turisti nei tanti locali che la contornavano.

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Il bello di vedere di nuovo in funzione la stazione che per una decina di anni era stata chiusa perché i treni non arrivavano più qua a causa dei lavori di ristrutturazione della linea legati alla nuova direttrice che da Varese porta a Mendrisio via Gaggiolo.

Chissà quanti turisti dalla metropoli possono godere delle bellezze del Ceresio, pur non avendo un’ automobile per giungere fin qua.

Il borgo ha alle sue spalle il monte San Giorgio e molti altri monti conosciuti per i reperti fossili e per le vecchie cave di pietre e oggi meta di turisti per il trekking lungo le Prealpi che dividono la Lombardia dal Canton Ticino.

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Un turismo di frontiera che mira a far conoscere le bellezze forestali e architettoniche di queste zone, con scorci affascinanti e sublimi che resteranno nella memoria di chi si approccia a frequentare queste terre di confine che tanto hanno da dare al turista che viene da fuori, ma anche a coloro che vengono dalla provincia e cercano un turismo di prossimità per fuggire al traffico cittadino o alla routine lavorativa e ossigenarsi un po’ per una bella scampagnata anche in inverno.

Lascio la parola al mio amico e collega Guido Caironi che ci proporrà un itinerario in queste magnifiche zone.

Al Monte San Giorgio

Il percorso qui citato è il più semplice, adatto a tutti, ma non per questo il meno bello, per raggiungere la vetta dell’interessante Monte San Giorgio, dalla cui vetta lo sguardo si perde tra le rive del Ceresio, sino a spaziare sulle più alte vette del Canton Ticino. L’escursione, per la sua facilità, può essere affrontata praticamente tutto l’anno e non richiede particolari abilità escursionistiche.

Si deve raggiungere l’abitato ticinese di Mendrisio, per poi seguire la frazione di Arzo e, da qui, proseguire per la vicina Meride, ove si può parcheggiare all’inizio del paese, sulla sinistra, o sulle soste a pagamento.

Si sale al centro abitato e si punta verso la chiesa di San Silvestro, ove sono già posizionate le indicazioni per il monte e dove si deve risalire il sentiero/mulattiera posizionato alla sua destra. La mulattiera prosegue protetta dall’ombra del fitto bosco, raggiungendo in poco meno di un’ora i cosiddetti prati di Cassina (presenti una cappella ed un rifugio). Si segue la direzione indicata dai cartelli gialli, per zone più aperte, fino ad un pratone che anticipa l’arrivo, più ripido, alla vetta del monte. Proprio sulla vetta sorge la chiesa di San Giorgio, una cui porzione è sempre aperta e dedicata a ricovero (1 ora e 40 minuti dalla partenza per un dislivello in salita di circa 500 metri).

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