Paese che vai, bibita che trovi!

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Scritto da Francesco Carabelli 

In questi tempi di commercio elettronico esasperato è possibile gustare, senza lunghi viaggi, bibite e bevande che sono tipiche di culture diverse dalla nostra e che magari abbiamo conosciuto nei nostri viaggi, ma che poi non abbiamo più avuto la possibilità di bere.

Grazie ad Amazon, Ebay e altri siti specializzati ora queste bevande sono a portata di click e magari, coinvolgendo qualche nostro amico nell’acquisto, possiamo dividere le alte spese di trasporto.

Una prima bevanda che mi viene in mente è l’Apfelschorle, tipica bibita tedesca che si trova in vendita in ogni bar (Kneipe) o in ogni distributore automatico tedesco.

Questa bevanda è diffusa anche in Svizzera e si tratta di succo di mela concentrato con l’aggiunta di anidride carbonica, acqua e zucchero. Al gusto può apparire molto dolce, ma è una bevanda poco calorica e sicuramente dissetante. Se ne possono trovare di diverse marche e, in Svizzera, di solito ne troviamo di produzione locale. Nella confederazione elvetica si trova facilmente anche un succo non gasato che viene chiamato Suessmost e consiste in un sidro di mele non alcolico. Questi prodotti oltre che su internet si trovano facilmente in Ticino nei piccoli supermercati delle stazioni di servizio o anche nella grande distribuzione per chi ama visitare il Canton Ticino per piacere o per lavoro.

Per i ticinesi c’è un’altra grande tradizione storica ovvero la gassosa che qui viene prodotta ancora secondo tradizione artigianale ottocentesca come avveniva da noi fino a metà del XX secolo o qualche anno dopo.

Le piccole aziende produttrici sfornano gassose dai diversi aromi, ovvero dal classico limone, al mandarino, al lampone, al sambuco e così via.

Tra le altre bevande tipiche Svizzere troviamo la Rivella che prende il suo nome dal comune ticinese di Riva Sanvitale, a ricordare il bello del sud della Svizzera, lungo le rive del Ceresio e che consiste in una gassosa a base di siero di latte, che in alcune versioni può essere aromatizzata con diversi aromi come il the verde, il rabarbaro o la pesca.

È questa una bibita tipicamente Svizzera che ben difficilmente si trova in altri paesi, ma che qui e anche in Ticino ha un grande successo di pubblico.

Grande successo ha invece un’altra bibita nella vicina Austria, ovvero il classico Almdudler che prende il suo nome dai canti jodel sugli alpeggi e che consiste in una bevanda a base di diverse erbe che le danno un gusto che assomiglia alla nostra classica spuma.

Altra tipica bevanda austriaca estiva fino agli anni ’90 era l’acqua minerale con aggiunta di sali, che dava quel pizzicorio alla lingua e che permetteva di reintegrare i sali espulsi con la sudorazione. In anni recenti a questa acqua minerale si sono sostituite delle acque minerali molto diffuse e consumate in estate, aromatizzate alla frutta. Questo tipo di acque minerali si stanno diffondendo anche in Italia prodotte da fonti italiane.

Ci sono poi delle bevande diffuse in tutta l’area germanofona e che molto spesso vengono prodotte da grandi multinazionali. Penso alla Cola al gusto di vaniglia o a quella aromatizzata alla ciliegia che di recente sono state distribuite da importatori anche nei nostri supermercati. Penso anche alla cola aromatizzata all’arancia che ha grande successo di pubblico oltralpe nelle sue diverse versioni (mezzomix, schwip schwap) ma che da noi non è distribuita.

Un’altra bevanda che in passato era distribuita dalle catene di negozi biologici in Italia, ma che ora non si trova più, è la Bionade, una bevanda nata a metà degli anni ’90 dall’esperienza di un mastro birraio tedesco che cercava di sintetizzare gli zuccheri della frutta facendoli fermentare con un processo simile alla produzione di birra e che alla fine riuscì a produrre questa bibita analcolica e poco zuccherina che ha riscosso un grande successo di pubblico nelle sue diverse versioni aromatiche e che per un certo periodo è stata nelle mire di una grande multinazionale per la distribuzione nei fast-food europei, per il suo essere assolutamente vegana.

L’apertura delle frontiere dovrebbe consistere in una migliore conoscenza reciproca e in una diffusione delle nostre bibite all’estero e delle bibite straniere in Italia.

La strada è ancora lunga, ma il commercio elettronico funge da apripista e sicuramente in futuro molte bibite straniere diventeranno di casa anche da noi…così come tanti stranieri apprezzano dei nostri prodotti quando vengono in Italia e poi li cercano anche in patria.

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