Gli anni belli

fonte immagine: ufficio stampa

Gli anni belli – Italia 2022 – di Lorenzo D’Amico de Carvalho

Commedia – 100′

Scritto da Messua Mazzetto 

Siamo nel 1994. La protagonista è Elena, una ragazza di 17 anni (interpretata da Romana Maggiora Vergano) la quale è in piena fase di ribellione e appassionata di politica. I genitori sono radicati con delle idee antiche e mal accettano l’Italia che sta cambiando (i genitori sono interpretati rispettivamente da Maria Grazia Cucinotta e da Ninni Bruschetta). La famiglia si sta recando al solito campeggio estivo ma al loro arrivo vede una sorpresa: la gestione del campeggio è cambiata e la famiglia si trova ad aver a che fare con delle modifiche inaspettate.

Le musiche sono allegre e ben calibrate con il film, i tagli registici moderati e adatti alla tipologia di film.                                                In certi momenti il film diventa un po’ trash e fin troppo stereotipato. I personaggi sono abbastanza caricaturizzati diventando un misto tra le scenette da cinepanettone e i siparietti alla Fantozzi.

Lato positivo, i colori delle scene sono molto carichi e piacevoli, peccato che non sia sufficiente per tenere il ritmo del film che, in alcuni momenti, diventa quasi noioso nelle battute, a tratti fin troppo scontate e banali.

I personaggi hanno una recitazione troppo esagerata in alcuni tratti, quindi al posto di far ridere o sorridere le battute diventano inefficaci e quasi fastidiose. L’inizio con la scena dall’effetto invecchiato sembra mostrare tutt’altra tipologia di film ma invece il tutto viene smontato pochi minuti dopo.

Una buona regia, delle buone musiche, una storia che poteva avere un potenziale medio, ma che perde valore perché troppo esagerata e stereotipata. Vengono messi tanti elementi accennati che al posto di arricchire il film creano molta caoticità.

Scene scontate e ormai viste e riviste in molti altri film del genere. Persino gli affondi alla politica, gratuiti e stereotipati in entrambi i fronti politici. Il gruppo che scimmiotta la destra (con tanto di logo quasi identico a quello dello storico partito “Forza Italia”) e quello dei “comunisti” entrambi troppo stereotipati, visti e rivisti.

In conclusione un film con dei lati positivi, che però non bastano per renderlo sufficiente.

Voto: 6

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