Presentazione Berlinale 2022

fonte immagine: tg24.sky.it

Scritto da Enrico Cehovin (ns. inviato a Berlino)

Dopo l’edizione totalmente digitale del 2021, la 72ª Berlinale torna a riappropriarsi della sua natura in presenza. Fatta eccezione per la parte riservata al mercato, che si terrà totalmente on-line, e seguendo uno stretto protocollo sanitario che prevede tamponi quotidiani anche per i vaccinati con terza dose, obbligo di mascherine FFP2 e sale con capienza ridotta al 50%, la Berlinale torna ad essere il consueto appuntamento annuale per stampa e, soprattutto, pubblico.

Ad aprire la manifestazione, e il concorso, ci pensa François Ozon, l’inarrestabile regista francese che, puntuale come un orologio svizzero, sforna un film all’anno. Ozon torna a confrontarsi con uno dei suoi padri cinematografici, Reiner Werner Fassbinder (ricordiamo che Gocce d’acqua su pietre roventi portò sullo schermo una sceneggiatura dello stesso Fassbinder) con Peter Von Kant, remake e trasposizione maschile del capolavoro del regista tedesco Le lacrime amare di Petra Von Kant.

Nel concorso il nome di massimo rilievo è senza dubbio Claire Denis che con Both Sides of the Blade approda per la prima volta al concorso della Berlinale; graditissimo il ritorno di un altro abbonato della Berlinale, Denis Côtè, con That Kind of Summer; tra gli altri affezionati del festival Hong Sang-soo con The Novelist’s Film; il portavoce dell’Italia nel concorso sarà invece Paolo Taviani con Leonora addio, primo film da regista solista dopo la scomparsa del sodale fratello Vittorio; nella massiccia componente francese presente al festival anche Mikhaël Hers, con l’atteso The Passengers of the Night che ha per protagonista Charlotte Gainsbourg; e ancora Rithy Pahn, Michael Koch, Carla Simón, Ulrich Seidl e altri ancora.

Come sempre la Berlinale non concentra tutte le sue cartucce migliori, o quelle di maggior richiamo, sul concorso; le spalma invece nelle altre sezioni che compongono il festival, inserendo in sezioni come Encounters e Panorama nomi di primo piano.

Proprio in Encounters, la sezione dedicata al cinema di ricerca nata nel 2020 sotto la nuova direzione di Carlo Chatrian, troviamo, tra gli altri Coma di Bertrand Bonello e Flux Gourmet di Peter Strickland.

In Panorama invece l’apertura è affidata a Nobody’s Hero di Alain Giraudie, in una sezione che annovera tra i nomi Tim Sutton con il suo Taurus.

Ricco anche il “fuori concorso”, sezione denominata Berlinale Special Gala, tra i cui nomi spiccano Dario Argento, che con Occhiali neri torna alla regia a 10 anni da Dracula 3D, Andrew Dominik, che torna a far coppia con Nick Cave con This Much I Know to be True, documentario sulla realizzazione dei due album Ghosteen e Carnage come lo era stato One More Time With Feeling per Skeleton Tree; Quentin Dupieux presenta invece Incredible But True.

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