Quattro passi al Parco della Valle del Boia

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Scritto da Francesco Carabelli

Per tutti coloro che abitano a nord-ovest di Gallarate e amano passeggiare nei boschi a contatto con la natura, il Parco intercomunale della Valle del Boia è un punto di riferimento. E’ un luogo tranquillo nato dalla volontà di un gruppo di persone, che hanno coinvolto le amministrazioni comunali, al fine di preservare il verde dei nostri boschi per permettere ai cittadini dei comuni che lo hanno fatto nascere (Besnate, Cavaria con Premezzo e Jerago con Orago) e a tutti coloro che vengono da fuori, di trascorrere delle belle ore nel verde anche solo per una bella grigliata in famiglia o con amici nella zona preposta a questa attività culinaria.

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Il parco nasce attorno alla metà degli anni ’90 e può vantare una tutela del territorio ormai venticinquennale, con diversi presidenti che si sono alternati alla direzione delle attività di coloro che si impegnano a preservare questa realtà.

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Diversi sono gli accessi al parco a seconda che si parta da Jerago (Via Vittoria o via don Cervini, ma anche nei pressi del Cimitero in via Monte Bianco o lungo Via per Premezzo), da Besnate (via del Laghetto) o da Premezzo (nei pressi della chiesa parrocchiale di Sant’Antonio o da Via Brughiera) e molti sono i percorsi, oltre all’anello centrale dedicato al fitness, che possono essere seguiti per andare da un paese all’altro e tornare poi sui propri passi percorrendo strade diverse.

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Ad esempio si può partire da Jerago (Via Vittoria) per andare a Premezzo (area grill) e poi da lì scendere nella zona detta della Volpina ove con la stagione delle piogge scorre un fiumiciattolo, seguendo il quale si può arrivare alla zona del parco sotto il comune di Besnate e magari fare una piccola deviazione verso via Guglielmo Marconi, per una breve sosta rinfrescante al bar, e poi riprendere via del Laghetto e dirigersi verso nord, passando per la strada che scorre parallela ma più a ovest di quella dell’andata, in direzione di Jerago, per sbucare in via Don Cervini.

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Ma molteplici sono i percorsi che si possono fare stando nel parco e vedere luoghi ove il verde e il silenzio la fanno da padroni, ove abeti e robinie si alternano ad aree semi-paludose e a rogge che solcano con carattere torrentizio le varie zone che attraversiamo, passeggiando con il sottofondo del cinguettio degli uccelli.

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Il Parco, a sud, è vicino alla zona gallaratese detta dei Fontanili, vicino alla barriera autostradale del raccordo della Autolaghi A4 con la Gravellona Toce-Genova A26. Proprio vicino ai Fontanili iniziano ad alternarsi le zone boschive con quelle a prato e il panorama cambia.

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E’ questa comunque una zona profondamente incontaminata che permette anche agli uccelli e agli altri animali di vivere in pace, tanto che il WWF ha creato un’oasi protetta, ossia l’Oasi dei Fontanili.

Quindi dal Parco della Valle del Boia si può sconfinare in quest’Oasi e ancor più in là verso Crenna nella zona verde della Boschina o verso Caiello nella zona del Monte Diviso, dove nella vecchia Cascina è sorto da qualche anno un Ostello con ristorante (Agribistrot) e bar con prodotti a km 0 e spazi anche per meeting e attività fisica.

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La proposta quindi per gli appassionati di camminata lenta o veloce e per gli amanti della corsa/running e della mountain bike è completa e permette di conoscere zone con una lunga storia. Ad esempio, nella vicina zona di Caiello, è presente un Mulino ad acqua che ricorda il passato agricolo delle nostre zone e ci riporta indietro nel tempo, quando i nostri avi vivevano del frutto dei campi e dei boschi.

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Ecco perché il Parco della Valle del Boia valorizza un patrimonio boschivo che parla del nostro passato, ma ci proietta anche nel futuro, salvaguardando la biodiversità, la tutela della quale è da poco stata inserita nella nostra Costituzione.

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Per chi volesse documentarsi meglio esiste una guida di Macchione editore dedicata al parco che ne approfondisce gli aspetti non solo sportivi, ma anche quello di tutela e valorizzazione delle piante e degli animali ivi presenti.

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